Quattro stagioni in Serie B, quattro allenatori. È questo il filo che tiene insieme la storia recente del Catanzaro, e che oggi torna a stringersi attorno alla domanda più importante dell’estate giallorossa: chi siederà sulla panchina del Ceravolo nel 2026-2027?
Dopo Vivarini, Caserta e Aquilani, la piazza calabrese cerca il quarto uomo. L’addio del tecnico romano, comunicato l’11 giugno e seguito dal passaggio al Sassuolo, ha riaperto un casting che corre veloce. Perché ripartire dopo una finale playoff persa di un soffio non è mai semplice, e il tempo, con tante panchine ancora libere in giro per la cadetteria, è il primo avversario da battere.
A oggi non esiste un favorito assoluto: i nomi sul tavolo viaggiano tutti sulla stessa linea, ognuno con i suoi pro e i suoi contro.
Guido Pagliuca
L’ex Empoli è uno dei profili più accostati alla panchina giallorossa. Tecnico capace di coniugare risultati e proposta di gioco, rientra in pieno nell’identikit che il club ha in mente per dare continuità al progetto.
Davide Possanzini
Apprezzato per il suo calcio propositivo, compare in ogni rosa di candidati che circola. Su di lui pesa però la concorrenza: anche la Sampdoria lo ha individuato come uno dei profili più caldi per la propria panchina, una corsa parallela che impone di non perdere tempo.
Michele Mignani
Reduce da un esonero, l’ex Cesena e Bari porta in dote un argomento pesante: ha già lavorato con il direttore sportivo Ciro Polito ai tempi di Bari. Un’intesa pregressa che, in trattative come queste, può fare la differenza.
Federico Coppitelli
Tra i profili monitorati la stampa nazionale ha citato anche Federico Coppitelli, in linea con la filosofia degli ultimi anni fatta di continuità tecnica e valorizzazione dei giovani.
Matteo Andreoletti e Leandro Greco
Completano il ventaglio Matteo Andreoletti e Leandro Greco, due nomi spuntati negli ultimi giorni a testimoniare quanto la lista sia ancora ampia e quanto, ad oggi, nulla sia deciso.
Ore decisive
La sensazione è che il quadro si chiarisca a breve. Il Catanzaro vuole scegliere con attenzione, consapevole che dalla prossima panchina passeranno buona parte delle ambizioni della stagione che verrà. La margherita è ancora tutta da sfogliare, e nessun petalo, per ora, è più grande degli altri.
Redazione 24

