Si dice che l’erba del vicino sia sempre più verde. Nel calcio, però, siamo andati oltre: nell’orto degli altri crescono fenomeni, gli allenatori non sbagliano una sostituzione e persino i raccattapalle sembrano avere una visione di gioco superiore.
A Catanzaro, naturalmente, abbiamo sviluppato una particolare vocazione per l’agricoltura comparata. Non ci basta seguire le Aquile: dobbiamo sapere cosa fanno gli altri, possibilmente per dimostrare che da qualche parte qualcuno ha capito tutto, mentre noi continuiamo a interrogarci.
Il capitolo degli ex merita un trattato scientifico. Basta che un calciatore lasci Catanzaro e completi tre passaggi consecutivi perché diventi un rimpianto. Se poi segna, parte immediatamente il processo a chi lo ha ceduto. Poco importa che, quando giocava al Ceravolo, qualcuno ne chiedesse la sostituzione già durante il riscaldamento. La memoria del tifoso è selettiva, soprattutto quando si tratta di mercato.
Con gli allenatori va persino meglio. Quello degli altri è un visionario, legge le partite, valorizza i giovani e cambia modulo con coraggio. Il nostro, quando fa le stesse cose, improvvisa, mette i giocatori fuori ruolo e cerca ancora la quadratura del cerchio. Se vince, ha avuto fortuna. Se perde, lo avevamo detto. Se pareggia, non ha avuto il coraggio di vincere.
E poi ci sono le altre squadre. Quelle che comprano bene, vendono meglio, hanno una panchina lunghissima e un direttore sportivo che sembra conoscere personalmente ogni calciatore del pianeta. Almeno fino alla prima crisi, quando scopriamo che anche nel loro orto crescono le erbacce.
“L’orto del vicino” nasce proprio per questo: una passeggiata periodica, rigorosamente non autorizzata, tra le aiuole del calcio. Uno sguardo semiserio sulle avversarie, sugli ex giallorossi, sugli allenatori, sulle operazioni di mercato e su tutto ciò che può alimentare l’inesauribile dibattito del tifoso catanzarese.
Senza risparmiare nessuno, noi compresi. Perché osservare gli altri è un piacere, confrontarsi è legittimo e avere sempre qualcosa da ridire è praticamente un diritto acquisito.
Con un’unica avvertenza: nell’orto del vicino i pomodori sembrano sempre più belli, ma prima di invidiarli sarebbe opportuno almeno assaggiarli.
Anche perché, a forza di guardare oltre la siepe, rischiamo di non accorgerci che nel nostro orto qualcuno si sta mangiando pure le zucchine.
Immagine AI
Harp

