La premessa: una sfida complicata, ma non impossibile
Sulla strada del Catanzaro c’è un Verona che, almeno sulla carta, parte con i favori del pronostico. Il confronto del Bentegodi mette di fronte due squadre che arrivano all’appuntamento con motivazioni e pressioni differenti, ma accomunate dalla necessità di fare risultato. Per i giallorossi, reduci dalla deludente prova contro il Mantova, la trasferta veneta rappresenta soprattutto un’occasione per voltare pagina e dare una risposta sul campo. Il momento è delicato e le difficoltà emerse nell’ultima uscita impongono una reazione, tanto sul piano del gioco quanto su quello dell’atteggiamento.
Il divario sulla carta non deve però trasformarsi in una sentenza anticipata. Il Catanzaro è chiamato a una prestazione di sostanza, nella quale serviranno attenzione, aggressività e capacità di reggere l’urto nei duelli individuali. Affrontare un avversario più accreditato può offrire anche uno stimolo in più: servirà giocare con personalità, senza lasciare agli scaligeri il controllo della gara e senza concedere quegli spazi che potrebbero rivelarsi decisivi. Per le Aquile, insomma, non è il momento dei calcoli, ma quello di dimostrare di avere ancora le risorse per invertire la tendenza.
Catanzaro, Gorgone studia le contromosse
La sconfitta contro il Mantova ha lasciato interrogativi ai quali il Catanzaro deve provare a rispondere in tempi brevi. Anche il patron, presente al centro sportivo di Giovino, ha voluto far sentire la propria voce, con l’obiettivo di scuotere il gruppo e favorire una reazione immediata. A Gorgone spetta ora il compito di tradurre le sollecitazioni in scelte concrete, intervenendo su un assetto che nell’ultima partita ha mostrato limiti evidenti.

Tra i temi principali c’è la gestione del reparto offensivo. Contro il Mantova, Iemmello è rimasto troppo spesso lontano dal gioco, penalizzato da un sistema che non gli ha consentito di esprimere al meglio le proprie qualità. Al Bentegodi potrebbe quindi tornare d’attualità una soluzione con Pecorino dal primo minuto: il suo ingresso nell’ultima gara ha dato segnali incoraggianti, soprattutto per presenza e atteggiamento.

Resta da capire se le condizioni fisiche gli permetteranno di sostenere un impiego più lungo, mentre Pafundi e lo stesso Iemmello rappresentano ulteriori opzioni per costruire una manovra offensiva più efficace.
Possibili novità anche a centrocampo, dove la coppia Petriccione-Mosti non ha ancora garantito le risposte attese. Contro un avversario dotato di buone qualità tecniche, potrebbe servire maggiore fisicità, con Giovane o Tchaouna candidati a trovare spazio per dare più equilibrio e intensità alla mediana. Sulle corsie, invece, D’Alessandro potrebbe riprendersi una maglia da titolare, con Dorval o Candela o ancora Frosinini dall’altra parte.

Indicazioni che restano legate alle ultime valutazioni dello staff, ma che confermano la volontà di cercare soluzioni differenti rispetto a quanto visto nell’ultima uscita.
La chiave sarà comunque collettiva. Il Catanzaro dovrà proteggere meglio la propria linea difensiva, limitare le occasioni concesse e accompagnare con maggiore continuità l’azione offensiva. Iemmello, in particolare, non potrà essere lasciato isolato: serviranno palloni giocabili, movimenti di supporto e una squadra capace di accorciare le distanze tra i reparti. La squadra in mattinata sosterrà la rifinitura, poi dopo pranzo volerà verso Verona.
Verona, qualità davanti ma qualche crepa da sfruttare
Dall’altra parte ci sarà un Hellas che dispone di individualità importanti, ma che non arriva all’appuntamento senza problemi. Il rendimento altalenante e le numerose assenze hanno complicato il percorso dei veneti, alimentando interrogativi anche sull’andamento complessivo della squadra. Il potenziale offensivo resta comunque uno dei principali punti di forza: i gol realizzati finora e la vena realizzativa di Mosquera, protagonista di due doppiette consecutive, raccontano di un reparto capace di fare male in più modi.
Le alternative non mancano e consentono allo staff tecnico di valutare differenti soluzioni tattiche, dal tridente a un sistema con due punte, fino a un assetto con un trequartista alle spalle dell’attaccante. Per il Catanzaro sarà quindi fondamentale non concedere libertà agli uomini più pericolosi e mantenere alta la concentrazione per tutti i novanta minuti. Particolare attenzione meriterà anche la zona centrale del campo, dove l’ex obiettivo giallorosso Iannoni può rappresentare un elemento prezioso per dinamismo e capacità di incidere nei duelli.
Le fragilità del Verona, tuttavia, sono emerse soprattutto nella fase difensiva.

I gol incassati testimoniano una retroguardia che finora non ha offerto garanzie assolute, mentre le assenze di Edmundsson, fermato dalla squalifica, e Bradaric, alle quali si aggiungono altri indisponibili, riducono le alternative a disposizione. Una situazione che il Catanzaro dovrà provare a sfruttare, evitando però di confondere le difficoltà degli avversari con una garanzia di risultato.
La partita si giocherà anche sulla capacità delle Aquile di non arretrare troppo il baricentro. Lasciare il pallino del gioco al Verona per lunghi tratti potrebbe esporre la squadra di Gorgone a una pressione continua; al contrario, riuscire a ripartire con ordine e a coinvolgere gli attaccanti potrebbe aprire spazi interessanti. In una gara che si annuncia impegnativa, equilibrio e concretezza saranno indispensabili.
Redazione 24


Quando si dice “Gorgone studia le contromosse” mi vengono i brividi. Amo il Catanzaro da sempre, amo la Società che fino ad oggi ha fatto grandi cose, ma permettetemi di dire che non ho alcuna fiducia in questo allenatore e le sue “mosse o contromosse” che fino ad ora hanno creato solo caos e sfascio.
Vediamo a Verona cosa si inventa: Koffi e Dorval titolari, Iemmello centravanti, Pigliacelli terzino, ecc. ecc.
Che Dio ci aiuti !!!