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Ascoli, una matricola tutta da… digerire

Scritto da Redazione

Dopo la prestazione del Bentegodi, che ha fruttato al Catanzaro un punto in classifica e ha restituito quantomeno l’immagine di una squadra capace di lottare con carattere, i giallorossi tornano al Ceravolo per affrontare una matricola tutt’altro che semplice da superare.

Il ritorno dopo due anni

Se è vero che le squadre retrocesse spesso faticano ad adattarsi alla cadetteria, è altrettanto vero che le neopromosse possono presentarsi ai nastri di partenza con entusiasmo ed energie nuove. L’Ascoli, senza dubbio, non fa eccezione.

I bianconeri, nella scorsa stagione, sono stati protagonisti di un’esaltante rimonta di dodici punti ai danni di un Arezzo che sembrava padrone incontrastato del girone. La promozione diretta è sfumata soltanto all’ultima giornata, ma i marchigiani sono riusciti comunque a conquistare il salto di categoria attraverso i play-off, superando in finale la Union Brescia e tornando in Serie B dopo due anni di assenza dal calcio che conta.

L’identità o ce l’hai o non ce l’hai

Artefice dell’impresa è Francesco Tomei, pescarese, che al suo primo anno sulla panchina bianconera ha centrato la promozione, guadagnandosi la fiducia della proprietà, che gli ha rinnovato il contratto fino a giugno 2029.

Il tecnico abruzzese non vanta esperienze in Serie B, ma non sembra preoccuparsene. Ha infatti dichiarato che, quando si possiede un’identità di gioco ben definita, è possibile mantenerla anche passando da una categoria all’altra. Un principio che, almeno per quanto mostrato finora, sembra trovare conferma nei risultati: l’Ascoli ha raccolto tre vittorie e tre pareggi, a fronte di una sola sconfitta.

Rinnovamento ma senza stravolgimenti

Alla base di questo avvio convincente c’è un mercato estivo oculato – il club risulta penultimo nella classifica degli emolumenti per giocatori, tecnico e staff – accompagnato da un necessario rinnovamento dell’organico, senza però stravolgere l’ossatura della squadra. A completare il quadro, l’arrivo di elementi funzionali alla filosofia del tecnico.

Sul piano tattico, il 4-2-3-1 è il sistema di riferimento. Il possesso palla viene utilizzato non soltanto come strumento offensivo, ma anche come mezzo per difendersi, controllando il ritmo della gara e limitando le occasioni concesse agli avversari.

Possesso e non possesso facce della stessa medaglia

La fase difensiva, pur partendo prevalentemente da una linea a quattro, può trasformarsi in una struttura a tre in base alle situazioni di gioco. Il principio di fondo resta quello di mantenere la squadra corta, riducendo gli spazi tra i reparti e i tempi di reazione agli sviluppi avversari.

Un ruolo fondamentale spetta ai due mediani, Corradini e Damiani, tra i più utilizzati dal tecnico. A loro è affidato il compito di schermare le linee di passaggio, proteggere la difesa e garantire equilibrio alla squadra.

In fase di possesso, la costruzione dal basso coinvolge gli esterni offensivi, come Silipo, attuale capocannoniere dei marchigiani, D’Uffizi e Bolsius, chiamati a garantire ampiezza, mentre il trequartista De Pieri agisce da raccordo tra i reparti e sostiene il riferimento offensivo, individuato in una punta fisica come Chakir o Brunori.

Un avversario da prendere con le pinzette d’aperitivo

L’Ascoli si presenta a Catanzaro con una rosa quasi al completo. L’unica assenza annunciata è quella del terzino sinistro Alagna, fermato da un intervento al ginocchio che lo costringerà a saltare gran parte della stagione.

Per Gorgone e i suoi si prospetta, dunque, un avversario ostico, un boccone difficile da mandare giù. Un po’ come le celebri olive ascolane, compatte nel ripieno e caratterizzate da un gusto deciso: un paragone gastronomico stuzzicante se letto all’ora di pranzo, ma che rende bene l’idea della consistenza della squadra marchigiana.

Ritrovarsi, ritrovando il proprio pubblico

Per il Catanzaro si tratta dell’ennesimo banco di prova, in una fase in cui la squadra è ancora alla ricerca di una precisa identità e ha un disperato bisogno di punti. Serviranno concentrazione, coraggio e motivazioni, ma anche la capacità di trasformare il sostegno del Ceravolo in un’arma in più.

Il pubblico giallorosso, del resto, non ha mai fatto mancare il proprio calore. Ora la squadra è chiamata a rispondere sul campo, per ritrovare la strada della vittoria e regalare ai propri tifosi quella gioia che aspettano e meritano.

Redazione 24

foto copertina da jant.it

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