Giornata 30: parte il rush finale e i punti iniziano a pesare oro, con quello che costa oggi. All’Euganeo va in scena una sfida tutt’altro che decifrabile e con un sapore di rivalsa tra Padova e Catanzaro, con i veneti ancora alla ricerca della tranquillità definitiva in classifica.
Non è finita finché non è finita
Il decimo posto dei patavini può sembrare rassicurante, ma la realtà racconta altro: la zona playout dista appena 4 punti. Un margine troppo sottile per sentirsi al sicuro quando il campionato entra nella sua fase più calda.
Il rendimento casalingo del Padova, fin qui, è stato altalenante. All’Euganeo i biancoscudati hanno raccolto 3 vittorie, 7 pareggi e 4 sconfitte: tanti segni “X”, ma con una particolarità. Nessuna gara è finita a reti inviolate. Anzi, a prescindere dal risultato finale, il Padova segna in casa da quasi 4 mesi consecutivi. Un dato curioso se si considera che l’attacco biancoscudato è soltanto il quattordicesimo del campionato.
Meglio il rendimento difensivo: 36 gol subiti e nona difesa del torneo, numeri che hanno tenuto la squadra sempre al di sopra della linea di galleggiamento.
Man of steel
La stagione della matricola veneta, tutto sommato, non è negativa. Anche perché nel frattempo il club ha cambiato proprietà e guarda già al futuro con ambizioni importanti. Il patron delle Acciaierie Venete, Alessandro Banzato, non ha nascosto i suoi obiettivi: stadio e massima serie nel medio periodo.
Un legame, quello tra calcio e industria siderurgica, che non è isolato nel panorama italiano: realtà come Entella, Cremonese, Brescia e Cittadella hanno alle spalle proprietà legate allo stesso settore.
Il progetto entusiasma la piazza, ma prima di pensare in grande c’è da conquistare la salvezza. Mister Andreoletti lo sa bene e dovrà mantenere la rotta dritta in questo finale di stagione.
Avanti un altro
Il calendario, tra l’altro, non aiuta. Il Padova è atteso da un vero tour de force: nelle prossime giornate affronterà quattro delle prime cinque della classifica, prima di una serie di scontri diretti che promettono scintille.
Nel frattempo qualcosa è cambiato anche dal punto di vista tattico rispetto alla gara d’andata del Ceravolo. All’epoca Andreoletti puntava su un 3-5-2 molto fluido, capace di trasformarsi grazie alla duttilità di Varas: esterno destro a tutta fascia sulla carta, ma spesso ala offensiva o mezzala aggiunta.
Dopo i risultati poco brillanti di gennaio, però, il tecnico ha virato verso un più equilibrato 4-4-2.
Più fuori che dentro
A complicare i piani ci sono anche le assenze. L’infermeria è affollata: Papu Gomez, tra la squalifica per doping e i problemi fisici – l’ultimo alla caviglia – ha giocato solo un paio di mesi in stagione. Fuori anche Barreca e Bortolussi, mentre nel fine settimana si è fermato pure Sgarbi, pilastro della difesa.
Davanti le scelte sono ridotte al minimo: Lasagna è l’unico riferimento offensivo disponibile, con il giovane Seghetti, classe 2004, pronto a dare una mano.
Il ritorno del figliol prodigo
Occhi puntati anche sull’ex di giornata, Filippo Pittarello. Padovano di nascita, proprio qui ha mosso i primi passi della sua carriera. Dopo la grande prestazione nell’ultimo turno, che gli è valsa l’MVP della 29ª giornata, l’attaccante sembra pronto a raccogliere i frutti del suo lavoro.
E proprio nella notte dell’Euganeo, tra ambizioni, assenze pesanti e un finale di stagione tutto da scrivere, il destino del Padova potrebbe iniziare davvero a prendere forma, quello del Catanzaro è un poema da completare.
foto copertina tratta da www.ilgazzettino.it

