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Aquilani: Tre vittorie, sei gol, zero subiti: ma possiamo crescere ancora

Scritto da Redazione

Le dichairazioni del tecnico giallorosso

Tre partite in una settimana, tre vittorie, sei gol fatti e nessuno subito. Il Catanzaro chiude il suo “tour de force” con numeri che parlano chiaro. Nel post gara, il tecnico analizza il momento della squadra senza abbassare la guardia. “Sì, sì, abbiamo fatto una settimana importante, tre partite, tre vittorie, sei gol fatti, zero subiti, sono tutti dati importanti che confermano una crescita sotto tanti punti di vista e quindi siamo molto soddisfatti.”

Un percorso che può sembrare lineare, ma che lineare non è: “Stiamo facendo un percorso giusto, un percorso che può sembrare scontato, facile, ma vi assicuro complesso, fatto di tante cose, di tanti aspetti. Bisogna continuare perché poi la mentalità o la mente ti porta ad abbassare e ad accontentarti di determinate cose. E io credo che adesso il compito è proprio quello di alzare ancora di più l’attenzione perché mancano ancora tante partite e perché si può migliorare.”

La vittoria contro il Mantova è stata meritata, ma meno semplice di quanto dica il risultato: “Io credo che nel primo tempo siamo andati sul 2-0 e nel secondo tempo adesso voglio parlare coi ragazzi di questa cosa perché è una cosa che voglio capire. Probabilmente abbiamo giocato per il risultato e quindi percepivamo un po’ di stanchezza, abbiamo fatto anche qualche cambio, ma l’inerzia non è cambiata troppo e quindi quando giochi poi per il risultato tendi ad abbassarti un po’. Potrebbe sembrare una cosa negativa, ma è molto importante perché in una squadra di calcio in determinati momenti serve anche questo. Vincere anche in questo modo è importante, è un segnale, perché nel calcio si vincono le partite anche in questo modo e quindi questo mi rende contento.”

Poi l’analisi si fa più tecnica: “È ovvio che si può migliorare perché poi se ti abbassi così tanto e se perdi quello che sei abituato a fare, il calcio che sei abituato a fare, rischi che perdi un po’ di certezze e la partita la puoi portare in una direzione che non è tua. L’attenuante? La terza partita della settimana, qualche calciatore un po’ stanco, il campo pesantissimo, pioggia, vento, nebbia. Lo mettiamo dentro perché comunque abbiamo portato a casa una vittoria fondamentale, però si deve e si può migliorare.”

Sulla maggiore incisività rispetto a gennaio: “Se mi chiedi il perché non lo so. È ovvio che oggi sono stati fatti due gol e due giocate molto importanti. Potevamo fare un altro gol ancora più bello come sviluppo di azione. Poi la giocata di Iemmello, la giocata di Pontisso, la giocata di D’Alessandro, il cross, Liberali. I calciatori stanno dentro al campo e sono quelli che determinano le partite al 100%. Io li spingo affinché questo tipo di mentalità che li può portare ad appagarsi li induca invece a incidere ancora di più. Se faccio un gol ne voglio fare un altro, se faccio un assist ne voglio fare un altro. Non mi devo accontentare perché è una squadra che ti dà l’opportunità di mettere numeri, assist, gol, cross, dribbling. Tutto questo deve essere sempre legato a un equilibrio di squadra molto compatto.”

Anche l’approccio nei primi tempi è tema di riflessione: “Qui ci vorrebbe lo psicologo perché per esempio con la Reggiana i primi 15 minuti non erano stati fatti bene, poi però abbiamo fatto gol e quindi quel primo tempo era buono perché stavi 1-0. Sono tutte piccole componenti che mettiamo nelle discussioni quotidiane perché i margini di crescita sono tanti. Per vincere le partite bisogna far bene diverse cose, non una. Oggi la vittoria è arrivata perché questa squadra l’ha voluta a tutti i costi, soffrendo. Ce la portiamo a casa perché è una componente che a volte questa squadra può perdere, si sente bella, il giochino, il tic tac… Poi per vincere le partite bisogna anche vincere in questo modo.”

Chiusura con una nota leggera sulla nebbia del “Ceravolo”: “Non sapevo di stare in montagna. Una volta all’anno sempre quando uragano… e allora terremoto…”

E nel giorno di San Valentino, la dedica finale: “A lei. Eccola, eccola.” (la compagna Francesca, che fa capolino in sala stampa ndr)

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