Sette giorni, tre sfide, un solo filo conduttore: resistere, adattarsi, colpire. Il Catanzaro si prepara a un ciclo che non concede tregua, e lo fa partendo da un campo che sa di storia e battaglia: il Partenio-Lombardi. Da lì passeranno ambizioni e risposte, prima del recupero infrasettimanale in casa contro il Modena e dell’ultima tappa, ancora in Campania, a Castellammare di Stabia.
L’obiettivo in tasca
La sfida contro gli irpini presenta criticità evidenti, ma anche riferimenti storici significativi tra due club con tradizione consolidata. L’Avellino si presenta con una classifica che garantisce margine operativo: la salvezza è ormai acquisita, consentendo una gestione più fluida delle ultime giornate.
Determinante, in questo percorso, il consolidamento di un collettivo che ha superato la flessione di metà stagione grazie al cambio in panchina. L’uscita di Biancolino, l’eroe della promozione, ha lasciato spazio a Ballardini, che ha riorganizzato la squadra secondo principi di maggiore equilibrio.
Tommaso salvatore della nuova patria
Sul piano del mercato, gli interventi di gennaio hanno inciso soprattutto in fase difensiva. L’inserimento di Armando Izzo, disponibile solo da marzo per via di una lesione muscolare, ha aumentato l’esperienza del reparto – mancherà per squalifica sabato – mentre Marco Sala si è imposto come riferimento stabile sulla corsia sinistra. In attacco, invece, l’impatto dei nuovi innesti è stato limitato: Sgarbi e Pandolfi – impiegato solo 106 minuti con la maglia biancoverde – non hanno modificato in modo sostanziale la produzione offensiva, che resta dipendente da Biasci, autore di 12 reti, in un reparto che, pur ben strutturato, fatica in termini di continuità realizzativa.
Lo spettacolo può aspettare
Dal punto di vista tattico, il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-1-2 ha ridefinito l’identità dell’Avellino. Ballardini privilegia un’organizzazione posizionale rigorosa, adattando il sistema alle caratteristiche dei giocatori disponibili. Il gioco si sviluppa attraverso principi di equilibrio, gestione dei ritmi e riduzione degli spazi, con una limitata ricerca della spettacolarità.
E, soprattutto in casa, quei risultati si vedono. L’Avellino costruisce lì la propria forza, tra numeri solidi e una identità chiara. In questo contesto, il Catanzaro, condizionato dalle assenze, sarà chiamato a soluzioni tattiche alternative per creare superiorità e scardinare una struttura difensiva organizzata.
Un derby del sud, tanti ex, non una semplice partita di fine campionato, gli ingredienti ci sono tutti per assistere a una partita piacevole e che magari sfati la tradizione sfavorevole dei giallorossi in Irpinia.
foto copertina tratta dal canale youtube ALFAN PHOTO

