Il momento della squadra
C’è un momento, nella stagione di una squadra, in cui i risultati smettono di essere l’unico metro di giudizio e lasciano spazio a una lettura più profonda del percorso. Per il Catanzaro quel momento è adesso. Le due sconfitte contro avversari di altissimo livello non possono e non devono rappresentare il punto d’arrivo dell’analisi, ma piuttosto l’inizio di una riflessione più ampia su ciò che questa squadra è e su ciò che può diventare.
Il calendario e l’atteggiamento richiesto
Il calendario, da qui in avanti, proporrà avversari sulla carta più abbordabili. Ma la Serie B, per sua natura, non ammette distrazioni né presunzione. L’atteggiamento mostrato contro le “corazzate” dovrà diventare la regola, non l’eccezione. Perché se è vero che il Catanzaro ha dimostrato di potersela giocare anche contro i più forti, è altrettanto vero che la vera misura della maturità del gruppo passerà dalle sfide contro squadre del proprio livello.
La fase offensiva: nodi e criticità
Il nodo principale resta però il reparto offensivo. Le prestazioni non mancano, la struttura della squadra regge, ma il passaggio decisivo — quello che trasforma la solidità in punti — è ancora incompleto. Iemmello interpreta un ruolo sempre più totale, abbassandosi per dare qualità e ordine; Cisse lavora spesso lontano dall’area; Pittarello si spende con generosità su tutto il fronte offensivo. Tutto utile, tutto apprezzabile. Ma il calcio, alla fine, chiede una risposta semplice: segnare. Senza continuità sotto porta, il rischio è quello di raccogliere meno di quanto si semina.
Rientri importanti e profondità della rosa
In questo contesto, i rientri di Di Francesco e Pompetti rappresentano segnali incoraggianti. Offrono ad Aquilani alternative, soluzioni diverse, la possibilità di gestire meglio energie e momenti della partita. In un campionato lungo e logorante come la Serie B, la profondità della rosa è un valore strategico, non un dettaglio.
La necessità di interventi sul mercato
Eppure, anche alla luce di questi recuperi, resta evidente la necessità di intervenire sul mercato. In alcuni ruoli chiave la coperta è corta, in particolare sull’esterno sinistro a tutta fascia, posizione centrale nell’economia del gioco di Aquilani. Senza ricambi adeguati, il rischio è quello di perdere intensità, equilibrio e imprevedibilità, elementi fondamentali per restare competitivi nel lungo periodo.
Questioni arbitrali, niente alibi
Non mancano, infine, le perplessità legate ad alcuni episodi arbitrali che hanno inciso sul recente cammino. Decisioni che, pur senza intaccare la legittimità dei risultati e quindi niente alibi, lasciano la sensazione di un Catanzaro spesso costretto a pagare un prezzo alto anche per dettagli sottilissimi. Se viene considerata fallo l’ostruzione di Antonini, diventa legittimo chiedersi perché non venga valutata allo stesso modo la riconquista del pallone su Cassandro. In un campionato equilibrato come la Serie B, la coerenza nelle decisioni non può essere un optional.
Il ruolo del pubblico
Ed è proprio qui che entra in gioco un fattore che va oltre tattica, mercato e interpretazioni: il pubblico. Se questo è davvero un nuovo inizio, allora deve esserlo per tutti. Il “Ceravolo” non può essere soltanto uno stadio, ma un luogo di spinta, identità e appartenenza. Questa squadra ha dimostrato di meritare fiducia e sostegno.
Chiamata all’unità e obiettivi stagionali
Adesso è il momento di stringersi, di accompagnare il percorso senza isterismi ma con convinzione, senza perdere di vista gli obiettivi di inizio stagione, che restano pienamente alla portata. Perché il campionato del Catanzaro, quello vero, comincia adesso. E per giocarlo fino in fondo serve che lo facciano tutti, insieme.
Diciotto i punti in palio nelle prossime sei partite: Sampdoria al “Ceravolo”, trasferta a Bolzano, Reggiana in casa, poi all’Adriatico contro il Pescara, il Mantova in Calabria e infine la trasferta di Chiavari. Tutte squadre che, al momento, sono dietro al Catanzaro. Poi si tornerà a sfidare le nobili dell’alta classifica, a partire dal Frosinone in casa il primo marzo. L’obiettivo è arrivarci con il compito svolto, il traguardo d’inizio stagione già in tasca, per potersi poi divertire davvero, senza lasciare nulla al caso.
Redazione 24


Con 30 calciatori in rosa la coperta resta corta perché la campagna estiva è stata sconclusionata al massimo. Come l’anno scorso doppioni in ruoli non compatibili con gli schemi progettati e acquisti di grandi cessi, come Oudin. Per cui siamo rimasti con 2 uomini d’attacco Pitta e Pandolfi, tra l’altro abbastanza scarsi e con Iemmello ormai votato più a uomo assist che cannoniere. Per cui ora ci tocca prima sfoltire e poi, SPERO, acquistare
3-4 calciatori di qualità.
Ci sono in squadra giocatori acquistati già rotti d’alessandro di francesco che si stanno cercando di curare ma che no servono alla causa. Altri che si sentono campioni come antonini che voleva la sreie A e non è buono nemmeno per l’intereggionale, rispoli che vuolu giocare in A con il como ma non è in grado nemmeno per fare la caricatura a ” Capitan Maik” Pittarello farebbe meglio in piscina che in un campo di calcio, bettella di chiara sono degli ex calciatori, nounahn perchè lo hanno preso non serve a niente, pandolfi buglio e oudin soldi sprecati, verrengia e frosinini hanno limiti strutturali che non possono essere corretti nemmeno da un fabbro. Tutti questi pseudo giocatori presi in quantità industriale appesantendo il bilancio societario sono stati presi in accordo con il mister? Credo di no, perchè se non giocano ne è la dimostrazione, comunque aquilani con polito è responsabile in negativo della campagna acquisti e qui la società, che ormai, dovrebbe avere acquisito una buona esperienza si è dimostrata poco avveduta. Ormai pensiamo a fare questi 14 punti che ci separano dalla salvezza per programmare con un altro ds ed eventualmente un altro allenatore una campagna acquisti non come l’ultima giornata di mercato estivo che ci ha portato tutti quei c……
…ah cambiamo allenatore?
Anche questo anno la società ha previsto un budget da decima posto circa (per una salvezza tranquilla…) e anche questo anno Polito con le risorse a disposizione ha messo su una rosa che sta facendo meglio del previsto così come lo scorso anno che ha chiuso al sesto posto. Ottimo lavoro quindi per adesso do Aquilani così come fece lo scorso anno Caserta.
Questi sono i fatti il resto sono chiacchiere da bar