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Catanzaro, cuore e gioco non bastano: beffa al fotofinish ad Avellino

Scritto da Redazione

Prestazione di carattere e gioco dominante della squadra di Aquilani, nonostante assenze e decisioni discusse, ma il gol allo scadere spegne la festa giallorossa.

Ritorno al passato tra storia e colori

Quando le due squadre fanno il loro ingresso in campo, il colpo d’occhio è di quelli che evocano ricordi lontani: da una parte il biancoverde, dall’altra il giallorosso. Chi ha superato gli “anta” non può fare a meno di tornare indietro nel tempo, alle sfide nella massima serie e in quella cadetta, quando sul terreno di gioco si affrontavano campioni del calibro di Juary e Palanca.

Atmosfera da grande occasione, ma Catanzaro rimaneggiato

La cornice di pubblico è quella delle grandi occasioni. Peccato, però, che il Catanzaro – decimato da infortuni e squalifiche – debba fare a meno anche del sostegno dei propri tifosi, assenti per via del divieto di trasferta imposto dagli organi competenti. Un’assenza pesante, soprattutto in uno stadio caldo come il Partenio.

Alle difficoltà sugli spalti si aggiungono quelle in campo: un Catanzaro rimaneggiato, con l’esordiente Jack schierato dal primo minuto ed Estevez subentrato a gara in corso, anch’egli al debutto.

Una squadra che possiamo definire “Catanzaro 2”, poi diventato “Catanzaro 3” con le uscite per infortunio di Petriccione e Pontisso, oltre all’espulsione di Brighenti e Liberali non al meglio.

Nel concitato quarto d’ora finale, complice anche la gestione arbitrale e un clima sempre più nervoso, i giallorossi sono costretti a chiudersi nella propria area per difendere un vantaggio che, per quanto visto, era ampiamente meritato.

Direzione arbitrale sotto accusa

L’arbitraggio lascia più di qualche perplessità. Dopo appena tre minuti, arriva l’ammonizione a Petriccione per un fallo lieve: un cartellino pesante, considerando che il giocatore era diffidato e salterà l’impegno infrasettimanale contro il Modena.

Da lì in avanti, la gestione del direttore di gara non convince: continui richiami ai difensori giallorossi sulle palle inattive, con il timore costante di concedere un rigore per contatti che, nel calcio, sono spesso consuetudine. Una linea già vista in precedenza – in Catanzaro-Entella altro rigore simile in identiche circostanze decretato sempre da Tremolada –  che finisce per condizionare atteggiamento e sicurezza della retroguardia.

Il risultato è una squadra che, anche psicologicamente, fatica a difendere con naturalezza. Il calcio, sport di contatto, sembra trasformarsi quasi in altro, e il Catanzaro – ridotto anche in inferiorità numerica – è costretto a soffrire fino all’ultimo, compresa la clamorosa rete del portiere Iannarilli a tempo scaduto.

Prestazione solida, ma poca concretezza

Eppure, per lunghi tratti, in campo si è vista una sola squadra. Il Catanzaro ha dominato il gioco, gestendo il possesso, facendo correre a vuoto gli avversari e imponendo il proprio ritmo.

La rete di Iemmello, nata da calcio d’angolo, è frutto di uno schema preparato in allenamento dallo staff tecnico guidato da Aquilani. Un segnale della qualità del lavoro settimanale.

Ciò che è mancato, però, è stata la capacità di chiudere la partita. Le occasioni non sono mancate: Iemmello, Favasuli e altre situazioni potenzialmente pericolose sfumate all’ultimo momento. Emblematico anche l’episodio che ha visto protagonista Rispoli, con una conclusione destinata in rete salvata da un difensore irpino con una bella parata: una di quelle situazioni destinate a far discutere a lungo per interpretazioni e valutazioni arbitrali.

Le parole degli allenatori e la lettura della gara

Nel post-partita, le dichiarazioni di Ballardini – così come quelle di Bianco nella gara contro il Monza – lasciano qualche dubbio. Comprensibile la necessità di difendere il proprio lavoro, ma chi ha visto la partita ha percepito chiaramente come il Catanzaro abbia espresso il miglior calcio, con una manovra fluida e ragionata, capace persino di ripartire dal portiere per costruire azioni efficaci.

Amaro in bocca, ma identità solida

I quattro punti sfumati in pochi giorni lasciano inevitabilmente amarezza. Tuttavia, questa squadra ha dimostrato più volte di sapersi rialzare, forte di un’identità chiara e di un gruppo compatto.

Già dalla prossima sfida, nel recupero contro il Modena di martedì prossimo, pur con assenze importanti, il Catanzaro avrà l’occasione di riprendersi quanto lasciato per strada e consolidare una posizione in classifica assolutamente meritata.

Foto Ottopagine.it

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