Nel gergo calcistico si dice spesso che “una giocata vale il prezzo del biglietto”.
Ieri, allo Stadio Nicola Ceravolo, i diecimila presenti possono tranquillamente aggiornare l’espressione: un’intera partita ha ripagato il costo del biglietto.
Il pareggio finale lascia inevitabilmente un filo d’amaro in bocca ai giallorossi, avanti di due reti e poi raggiunti. Ma al triplice fischio, più del risultato, hanno contato gli applausi convinti di uno stadio intero.
Grande Catanzaro, grande Frosinone: grazie per aver regalato uno spettacolo che, nel calcio italiano di questi tempi, non è affatto scontato.
Una cornice da grande evento
I diecimila del Ceravolo – con 144 tifosi giunti da Frosinone nonostante qualche difficoltà nel viaggio – possono ritenersi soddisfatti per ciò che hanno visto in campo. E proprio parlando di tifosi, fa riflettere la frase di mister Massimiliano Alvini in conferenza stampa: “Averne di ambienti così in certi stadi”.
Un riconoscimento importante per la piazza catanzarese, ma anche uno spunto per la tifoseria ciociara. Una squadra bella da vedere e in piena corsa per la promozione diretta meriterebbe un seguito più numeroso, considerando una distanza tutt’altro che proibitiva. Basti pensare che a Carrara, in un turno infrasettimanale alle 19 e con molti più chilometri da percorrere, i sostenitori giallorossi saranno sicuramente più del doppio.
Una sfida da “Thrilla in Manila”
Se volessimo cercare un paragone fuori dal calcio, potremmo guardare alla boxe. Novanta minuti (più recupero) vissuti come un incontro sul ring, con le due squadre ad alternarsi al centro della scena, colpo su colpo, senza esclusione di intensità.
Impossibile non pensare alla storica sfida tra Muhammad Ali e Joe Frazier nel celebre Thrilla in Manila: un combattimento epico, giocato sul filo dell’equilibrio e della resistenza.
I numeri confermano le sensazioni: 22 tiri per parte, portieri decisivi, ritmo altissimo. Il Catanzaro ha creato forse qualcosa in più, ma è mancata la zampata definitiva sotto porta. In particolare Pittarello ha disputato una prova generosa e di qualità, peccando però di concretezza nelle occasioni più ghiotte. Tornando al paragone pugilistico, qualche giudice avrebbe forse assegnato il verdetto ai giallorossi ai punti.
Ma va bene così. Sia il Catanzaro sia il Frosinone possono guardare avanti con fiducia: i laziali hanno tutte le carte in regola per giocarsi la promozione diretta, mentre i calabresi possono ambire a un piazzamento playoff di rilievo.
Crescita, personalità e consapevolezza
Il Catanzaro ha mostrato una crescita esponenziale, soprattutto in termini di personalità e consapevolezza dei propri mezzi. Non è mancata la cattiveria agonistica, segno di una squadra affamata e per nulla appagata dal grande campionato che sta disputando.
Trovare il migliore in campo è complicato: da Mirko Pigliacelli in poi, tutti hanno offerto una prestazione di alto livello. E non era affatto scontato contro una squadra che ha dominato il girone d’andata, laureandosi campione d’inverno, e che nei due confronti stagionali con i giallorossi può quasi considerarsi fortunata ad aver raccolto quattro punti.
Ora testa alla prossima battaglia
Archiviata la sfida del Ceravolo, è tempo di pensare al prossimo impegno: la trasferta contro la Carrarese allo stadio dei Marmi di Carrara. Il Catanzaro arriva con cinque risultati utili consecutivi e dovrà mettere in campo la stessa fame e la stessa intensità per continuare a sentirsi tra le grandi di questo torneo.
Quella giallorossa è una squadra giovane ma arricchita da elementi di esperienza, un mix che può regalare ancora molte soddisfazioni, non solo in questo campionato ma anche in prospettiva futura.
La continuità tecnica e la valorizzazione dei talenti saranno le chiavi per consolidare un progetto che sta facendo sognare un’intera città.
E allora sì, Catanzaro può continuare a godersi lo spettacolo. Perché quando un’intera partita vale il prezzo del biglietto, significa che la strada intrapresa è quella giusta.
Redazione 24


Lavoro sporco e sacrificio incredibile, da lodare. L’azione che fa ripartire Liberali è spettacolare.
Ma un attaccante deve fare goal. PUNTO