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Catanzaro, Gorgone e il bivio della panchina: Mignani l’alternativa più logica?

Scritto da Redazione

Dopo il ko con il Mantova, cinque sconfitte in sei gare riaprono gli interrogativi sul futuro del tecnico

La società conferma la fiducia a Gorgone in vista di Verona, ma se dovesse rendersi necessario un cambio, la sostenibilità economica potrebbe orientare la scelta verso Michele Mignani. Semplici è la suggestione tecnica, Castori una soluzione più pragmatica.

Il 3-1 incassato dal Mantova ha reso ancora più complicato l’avvio di stagione del Catanzaro. Dopo sei giornate di Serie B, il bilancio delle Aquile è di una vittoria e cinque sconfitte. Numeri che alimentano le riflessioni sul lavoro di Giorgio Gorgone, chiamato a trovare rimedio a problemi che, secondo l’analisi della situazione, non riguardano soltanto i risultati, ma anche l’atteggiamento, la concentrazione e l’organizzazione della squadra.

In serata, la società ha confermato la fiducia al tecnico, auspicando una prova convincente nella trasferta di venerdì a Verona. Gorgone resta dunque al suo posto, ma la necessità di una svolta è evidente. L’interrogativo è se l’allenatore riuscirà a correggere le criticità emerse nelle prime sei partite o se la dirigenza sarà costretta a valutare una soluzione alternativa.

Bel gioco, valorizzazione e sostenibilità

La scelta dell’allenatore fatta in estate rispondeva a una precisa logica progettuale: consentire ai giovani talenti e ai calciatori motivati di mettersi in mostra attraverso un gioco propositivo, mantenendo al tempo stesso la sostenibilità economica e l’obiettivo prioritario della salvezza.

In questa impostazione, il presidente definisce gli obiettivi e il budget, mentre il direttore sportivo individua le operazioni necessarie per raggiungerli, valutando il rapporto tra costi e benefici. La valorizzazione dei giovani, la possibilità di realizzare plusvalenze e il miglioramento del valore della rosa rappresentano strumenti utili per consolidare il progetto, ma il mantenimento della categoria resta un elemento essenziale.

È in questo contesto che va valutato il lavoro di Gorgone. Al tecnico, che sul piano umano viene stimato, viene contestata finora l’incapacità di porre rimedio alle lacune emerse dopo sei partite e nonostante le tre settimane di sosta.

La fase difensiva è il punto più critico: errori grossolani, marcature inefficaci e difficoltà a mantenere la concentrazione per tutti i novanta minuti hanno contribuito a determinare diversi risultati negativi. Anche il centrocampo a due, con Mosti e Petriccione, secondo l’analisi proposta, non ha garantito sufficiente filtro e costruzione. Davanti, infine, gli attaccanti hanno alternato momenti di difficoltà fisica a errori sotto porta che sono costati caro.

I possibili sostituti: Mignani in pole, Semplici il sogno

La fiducia a Gorgone resta la posizione ufficiale della società, ma ragionare sulle alternative significa interrogarsi anche sulla coerenza di un eventuale cambio con la linea seguita negli ultimi anni dalla gestione Noto: allenatori motivati, capaci di rilanciarsi e compatibili con un budget sostenibile.

Tra i profili presi in considerazione, Michele Mignani viene indicato come l’alternativa più logica e potenzialmente più probabile. La conoscenza con il direttore sportivo Ciro Polito rappresenterebbe un elemento favorevole, così come la possibilità di adottare soluzioni tattiche differenti, dal 4-3-1-2 al 4-3-2-1, fino al 4-3-3. Resta naturalmente da verificare la sua eventuale disponibilità, qualora la società decidesse di intervenire.

Leonardo Semplici rappresenta invece la suggestione più ambiziosa sul piano tecnico. Il suo sistema di gioco, con fasce alte e un regista alle spalle della punta, potrebbe valorizzare un centravanti fisico come Pietro Iemmello. Il nodo principale sarebbe però quello economico: un profilo ritenuto interessante per le caratteristiche di gioco, ma forse meno compatibile con le esigenze di sostenibilità del club.

Tra le altre alternative vengono citati Fabio Caserta e Luca D’Angelo, mentre Fabrizio Castori rappresenterebbe una scelta di impostazione diversa. Il suo 3-5-2, fondato su verticalizzazioni, pressione degli attaccanti e concretezza, privilegia il risultato rispetto alla ricerca del bel gioco e potrebbe essere compatibile con costi più contenuti.

Si tratta, va precisato, di valutazioni e ipotesi: non risultano elementi che consentano di parlare di trattative avviate o di decisioni già prese dalla società.

La storia recente del Catanzaro: tecnici in cerca di rilancio

L’analisi richiama anche le scelte compiute negli anni dalla gestione Noto. In diversi casi, il Catanzaro ha puntato su allenatori che arrivavano da esperienze difficili o da periodi nei quali avevano bisogno di rilanciarsi: da Davide Dionigi a Gianluca Grassadonia, da Vincenzo Vivarini a Fabio Caserta, fino ad Alberto Aquilani e allo stesso Gorgone.

Altri tecnici, come Gaetano Auteri e Antonio Calabro, erano invece arrivati dopo percorsi regolari, ma con forti motivazioni e la voglia di dimostrare il proprio valore. Un filo conduttore che ha spesso accompagnato le scelte societarie: individuare professionisti in grado di coniugare ambizione, competenza e sostenibilità.

Se si dovesse arrivare a un cambio, la scelta del successore dovrebbe quindi inserirsi nella stessa logica, senza prescindere dalle esigenze economiche e dagli obiettivi sportivi.

Ora la parola passa al campo

La conferma della fiducia a Gorgone sposta l’attenzione sulla trasferta di Verona. La società si aspetta una risposta convincente e il tecnico ha ancora la possibilità di dimostrare che la squadra può correggere le proprie lacune e ritrovare una direzione.

L’auspicio è che Gorgone riesca a invertire la rotta e a mantenere la categoria, evitando un nuovo cambio in panchina. Ma se la situazione dovesse richiedere un intervento, la sostenibilità economica e la continuità con la filosofia societaria potrebbero portare Mignani in cima alla lista delle ipotesi, con Semplici come suggestione tecnica e altre soluzioni da valutare.

Resta aperta anche una domanda meno scontata: e se la svolta arrivasse proprio da Gorgone? Per ora la società gli ha rinnovato la fiducia. A Verona servirà una risposta sul campo, capace di restituire credibilità al progetto e allontanare almeno temporaneamente i dubbi sul futuro della panchina giallorossa.

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