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Catanzaro ko a Frosinone, ma da grande squadra

Scritto da Redazione

Numeri storici sugli spalti, prestazione di personalità dei giallorossi nonostante il ko. Recriminazioni sulle occasioni sciupate sotto porta e sull’arbitro Dionisi

Record di incassi e presenze

È record di incasso e di spettatori allo stadio Benito Stirpe in occasione dell’ultima giornata del girone d’andata del campionato di Serie B e della prima gara del 2026. Il Frosinone fa segnare il nuovo primato dell’impianto ciociaro, superando il precedente record di 10.119 spettatori stabilito contro lo Spezia: ieri sugli spalti erano presenti ben 12.046 tifosi, un dato di assoluto rilievo per la categoria.

A rendere ancora più significativo il colpo d’occhio è stata la massiccia presenza dei tifosi del Catanzaro. Sono 1.023 quelli ufficialmente sistemati nel settore ospiti, ai quali vanno aggiunti almeno altri 700 sostenitori distribuiti negli altri settori dello stadio, compreso lo stesso settore riservato agli ospiti. Un apporto straordinario che conferma, ancora una volta, il legame profondo tra la squadra e la propria tifoseria.

Big match vero: Catanzaro senza timori

La sfida tra la prima e la quinta forza del campionato aveva già il sapore del grande evento, ma il Catanzaro ha reso il confronto ancora più interessante con una prestazione di personalità. Al di là del 2-0 finale, risultato che potrebbe apparire severo, i ragazzi di Aquilani hanno affrontato il Frosinone a viso aperto, senza alcun timore reverenziale, riuscendo a mettere in difficoltà la squadra di Alvini, fin lì apparsa quasi perfetta.

Le scelte di Aquilani e l’equilibrio in campo

Aquilani opta per un solo cambio rispetto alle precedenti uscite, inserendo Frosinini al posto di D’Alessandro per limitare l’impatto di Ghedjemis, uno degli uomini chiave dei ciociari. Ne nasce una gara equilibrata, con entrambi i tempi giocati alla pari. Il Frosinone prova a colpire, ma il Catanzaro risponde colpo su colpo, creando diverse occasioni grazie a una manovra fluida, ben organizzata e impreziosita da improvvise accelerazioni.

Il rimpianto: poca cattiveria sotto porta

Il vero rammarico per il Catanzaro resta la scarsa incisività negli ultimi sedici metri. Le occasioni create sono state numerose, ma è mancato il cinismo necessario per capitalizzarle. Il punteggio finale non racconta fedelmente l’andamento della partita: fino all’81’, e nonostante l’inferiorità numerica, l’equilibrio è rimasto intatto. Il Frosinone ha cercato la giocata del singolo, soprattutto con Ghedjemis, mentre i giallorossi hanno continuato a produrre gioco e occasioni, senza però concretizzare.

La direzione arbitrale sotto la lente

Capitolo delicato quello legato alla direzione arbitrale di Dionisi. L’arbitro di L’Aquila ha inizialmente adottato un metro di giudizio permissivo, lasciando correre su diversi falli ai danni dei calciatori giallorossi. Una linea che, tuttavia, è apparsa incoerente, visto che contatti simili ai danni dei giocatori del Frosinone venivano puntualmente sanzionati.

L’espulsione di Frosinini, segnalata dal VAR, nasce da un gesto scomposto, più figlio della foga e dell’inesperienza che della cattiveria. Resta però il dubbio sull’azione precedente: Dionisi non aveva concesso il vantaggio su un tiro pericoloso del Frosinone, semplicemente perché non si era accorto del fallo. Dopo il check VAR, il gioco è stato interrotto per assegnare il rosso e una punizione ai ciociari. Inevitabile chiedersi cosa sarebbe successo se quell’azione si fosse conclusa con un gol.

L’episodio chiave: il corner inesistente

L’episodio più contestato arriva poco dopo, con il Catanzaro in dieci ma ancora pienamente in partita. Viene assegnato un calcio d’angolo inesistente: nessun tocco di Cassandro, come apparso evidente anche agli spettatori sul lato opposto dello stadio. Da quell’angolo nasce l’azione che porta al vantaggio del Frosinone. Monterisi colpisce di testa, ma il blocco su Antonini appare quantomeno discutibile, soprattutto alla luce del metro utilizzato in altre situazioni analoghe, di cui una avvenuta proprio pochi  inuti prima nell’area del Frosinone.

Restano anche i dubbi sul contatto tra Monterisi e Cissé, lanciato a rete e fermato al limite dell’area senza che il pallone cambi direzione. Episodi che hanno inciso sull’esito della gara. Tuttavia, il Catanzaro non deve cercare alibi: le tante occasioni create andavano sfruttate meglio per evitare che decisioni arbitrali discutibili diventassero determinanti.

Lo sguardo avanti: Venezia nel mirino

Sabato prossimo i giallorossi saranno di scena a Venezia, probabilmente contro la squadra più forte del campionato. La striscia positiva si è interrotta dopo cinque vittorie consecutive, precedute dal pareggio con il Pescara. Mancheranno Petriccione e Frosinini, ma la gara dello Stirpe ha lasciato una certezza: il Catanzaro può giocarsela con chiunque.

Una tifoseria senza confini

Ancora una volta, la squadra potrà contare su una tifoseria straordinaria, pronta a sostenere i giallorossi anche in laguna contro un avversario forte e in grande forma. E non è escluso che anche al “Penzo” possa essere fatto registrare un nuovo record di presenze, proprio come accaduto allo Stirpe.

Foto Us Catanzaro 1929

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