Chi ha scelto di trascorrere la Pasquetta al “Ceravolo” per assistere alla sfida tra Catanzaro e Monza ha potuto godersi una partita intensa, piacevole e ricca di spunti. In campo si affrontavano due squadre con ambizioni diverse: da una parte i brianzoli, costruiti per la promozione in Serie A, dall’altra i giallorossi, desiderosi di riscattare la sconfitta di Cesena e confermarsi tra le realtà più brillanti del campionato cadetto per qualità di gioco e spirito con cui affrontano ogni gara.
Un Catanzaro all’altezza (se non superiore)
Tra gli 8.588 spettatori presenti, chi non avesse conosciuto classifica e valori sulla carta avrebbe probabilmente indicato il Catanzaro come squadra più forte. Al di là delle dichiarazioni post gara dell’allenatore del Monza — secondo cui i giallorossi non avrebbero mai tirato in porta — resta evidente la mole di gioco prodotta: due legni colpiti, diverse potenziali occasioni da gol e soprattutto una chiara supremazia nel controllo della partita.
E tutto questo contro una formazione ricca di talento ed esperienza, come dimostra anche la profondità della panchina brianzola, impreziosita da giocatori del calibro del campione d’Europa Matteo Pessina e da altri elementi con un lungo passato in Serie A.
Episodi e decisioni arbitrali
Nel corso dei novanta minuti, il Catanzaro non ha mai realmente sofferto, nonostante una direzione arbitrale discussa. L’arbitro Ayroldi ha lasciato i giallorossi in inferiorità numerica in un momento delicato, proprio mentre il pubblico spingeva la squadra verso un risultato importante.
Il dato che più pesa è un altro: Pigliacelli è stato battuto solo su calcio di rigore, l’unico tiro nello specchio della porta del Monza. Un elemento che aumenta il rammarico per un risultato sfumato nel finale, anche a causa di alcune leggerezze. In particolare, l’episodio al termine del recupero, quando Petagna — con l’esperienza che lo contraddistingue — è stato abile a procurarsi il contatto decisivo. A questo si aggiungono un paio di palloni persi banalmente in fase di possesso, che hanno consentito al Monza di ripartire e restare in partita.
Una sola squadra in campo
Dal gol di Pontisso, arrivato nelle prime battute, si è vista sostanzialmente una sola squadra in campo. Il Catanzaro ha imposto ritmo, geometrie e intensità, sopperendo anche all’assenza pesante del capitano Pietro Iemmello.
Spazio allora alla freschezza dei giovani come Favasuli, Liberali e Alesi, capaci di dare vivacità e qualità fino all’episodio dell’espulsione, frutto di un’interpretazione del regolamento che ha lasciato più di qualche dubbio.
Ma non sono stati solo i giovani a brillare. Pontisso e Petriccione hanno retto — e spesso vinto — il confronto con avversari di alto livello, mentre il veterano Brighenti si è reso protagonista di una prestazione quasi perfetta, impreziosita da una chiusura su Colpani da vero gladiatore.
Il rammarico e le polemiche
Resta inevitabilmente l’amaro in bocca per un pareggio arrivato all’ultimo secondo e apparso immeritato. Un episodio che richiama alla mente anche quanto accaduto nella gara d’andata, quando un intervento di Birindelli su Cisse a palla lontana non fu punito con il cartellino rosso.
Due situazioni che, secondo molti, alimentano il sospetto di una certa sudditanza psicologica nei confronti delle squadre economicamente più forti. Episodi che hanno inciso sui risultati, ma che non cancellano la prestazione: il Catanzaro, contro il Monza, avrebbe meritato pienamente la vittoria.
Sguardo avanti: tra assenze e ambizioni
La delusione per il finale non deve però oscurare i segnali positivi. La prova opaca di Cesena è stata ampiamente riscattata e ora si guarda alla trasferta di Avellino, seppur con diverse assenze: Cassandro, Pittarello e Alesi saranno fermati dal giudice sportivo, così come Nuamah, e D’Alessandro uscito con le stampelle
La buona notizia è il rientro di Iemmello, una garanzia per qualità e leadership. E soprattutto resta una certezza: questo Catanzaro, quando gioca con coraggio e identità come fatto ieri e in tante altre occasioni, può mettere in difficoltà chiunque.
E allora sì, sognare non costa nulla.
Redazione 24

