Un primo tempo dominato dai giallorossi
Sembrava una partita già indirizzata quella tra Cesena e Catanzaro, con i giallorossi protagonisti di un primo tempo semplicemente stratosferico. Intensità, qualità e organizzazione: il Catanzaro ha messo in campo tutto, schiacciando gli avversari e costruendo gioco con grande personalità.
Le occasioni create e la superiorità mostrata facevano pensare a una gara in discesa. Il gol era nell’aria e a concretizzarlo è stato Liberali, autore di una splendida giocata con sombrero ai danni di Bisoli, che ha portato meritatamente in vantaggio i suoi. Un risultato che stava persino stretto ai calabresi, che avrebbero potuto chiudere la prima frazione con un margine ben più ampio.
La ripresa cambia completamente il copione
E invece, come spesso accade nel calcio, la ripresa ha raccontato tutt’altra storia.
Dopo l’intervallo, il Catanzaro è rientrato in campo con un atteggiamento completamente diverso: ritmi più bassi, meno aggressività e una pericolosa perdita di concentrazione hanno permesso al Cesena — fino a quel momento poco incisivo — di rientrare progressivamente in partita.
I romagnoli, pur senza brillare e con diversi errori nella circolazione del pallone, hanno avuto il merito di restare dentro la gara e approfittare del calo degli avversari.
Il ribaltamento e gli episodi chiave
Con il passare dei minuti, il baricentro del Catanzaro si è abbassato e le distanze tra i reparti si sono allungate. Da squadra dominante a formazione in difficoltà nel giro di pochi minuti: un cambio di inerzia che ha inciso pesantemente sull’andamento del match.
Il Cesena ha così trovato le reti del sorpasso, sfruttando al meglio le disattenzioni difensive dei giallorossi, prima con Cerri e poi con Piacentini. Nel finale, con il Catanzaro sbilanciato in avanti alla ricerca del pareggio, è arrivato anche il definitivo 3-1 in contropiede.
Resta il rammarico anche per un episodio discusso: il gol del possibile pareggio firmato da Pompetti, annullato per un fuorigioco molto dubbio di Di Francesco.
Analisi e rimpianti per il Catanzaro
Il Cesena, dal canto suo, ha saputo capitalizzare errori e stanchezza degli ospiti, trovando spazi prima inesistenti e gestendo con maggiore lucidità i momenti chiave della ripresa. Non una prestazione memorabile, ma sufficiente per ribaltare una gara che sembrava compromessa.
Per il Catanzaro resta invece tanto rammarico: la squadra ha dimostrato di poter esprimere un calcio di altissimo livello, ma solo a tratti. Anche quando riusciva a superare la metà campo nella ripresa, dava comunque la sensazione di poter essere pericolosa, segno che il calo è stato più mentale che tecnico.
Un problema di continuità
Il vero nodo resta la continuità nell’arco dei novanta minuti. In un campionato equilibrato come la Serie B, mantenere alta l’intensità è fondamentale, e non è la prima volta che i giallorossi mostrano cali evidenti nella ripresa.
Come sottolineato anche da Aquilani nel post-partita, è proprio su questo aspetto che bisogna lavorare: in altre occasioni, anche nelle vittorie, ci sono stati momenti di sofferenza mascherati dal risultato. Stavolta, invece, il calo è stato pagato a caro prezzo.
Un trend da invertire e le soste indigeste
Un altro elemento su cui riflettere riguarda le gare a ridosso delle soste. Al netto del pareggio contro lo Spezia a inizio stagione, il Catanzaro ha già mostrato difficoltà in situazioni simili, come nelle sconfitte contro Monza ed Empoli, caratterizzate da copioni analoghi: ottimi primi tempi e vistosi cali nella ripresa che hanno generato sconfitte.
Un aspetto non solo mentale ma anche gestionale, su cui staff tecnico e giocatori saranno chiamati a intervenire.
La lezione della partita
Il calcio, ancora una volta, dimostra quanto sia fondamentale la gestione dei momenti: non basta dominare, serve anche saper resistere e chiudere i conti.
E il Catanzaro, questa volta, non ci è riuscito.
Redazione 24

