Desiderio Noto sceglie la seconda strada e chiama a raccolta il popolo del Catanzaro: domenica non è solo calendario, è appartenenza.
Il messaggio è chiaro: il Stadio Nicola Ceravolo deve diventare un muro, un’onda, un tuono. Non spettatori, ma protagonisti. Non semplice tifo, ma pressione continua.

Contro il Frosinone servirà tutto: voce, cuore, bandiere. Perché certe partite si vincono anche prima del fischio d’inizio, costruendo quell’atmosfera che pesa sulle gambe degli avversari e spinge le proprie.
“Catanzaro siamo noi” non è uno slogan. È un’identità. Domenica si gioca in dodici.
Foto Us Catanzaro 1929
Redazione 24

