C’è una domanda che frulla nella testa dei tifosi della Virtus Entella: ce la faremo a salvarci contando solo sul fattore Sannazzari?
Oltre la fortezza non vi è certezza
Domanda legittima, eccome, soprattutto alla 26ª giornata di Serie B, anche se davanti ci sono ancora due terzi del girone di ritorno. Però i numeri, si sa, sono meno romantici delle speranze. E raccontano questo: tra le mura amiche i diavoli neri viaggiano a buon ritmo. Impressionante il dato che parla di una sola sconfitta interna – quella nel derby contro lo Spezia – in oltre 500 giorni. In questo campionato fanno 5 vittorie e 6 pareggi: rendimento solido, quasi rassicurante.
Il problema è quando si varca il confine. Lontano da casa i diavoli si trasformano in angeli della Caritas: 4 punti in 13 partite, 9 sconfitte, alcune anche immeritate. Ma in classifica non esistono i punti simpatia.
Affidarsi solo al rendimento casalingo, però, è un azzardo che neppure la matematica perdona. La media al Sannazzari è di 1,75 punti a partita: mantenendola fino alla fine, l’Entella chiuderebbe intorno ai 37-38 punti. Traduzione: pochi, forse troppo pochi per dormire sonni tranquilli.
Sintetico si, ma anche sterile
Mister Chiappella dovrà tirare fuori qualcosa dal cilindro. Il sintetico ha dato un vantaggio ai liguri, ma ora serve cambiare marcia. La salvezza da matricola sarebbe un’impresa da raccontare a lungo, ma bisogna iniziare a scriverla subito.
Il nodo principale resta la fase realizzativa: quart’ultimo attacco del torneo e miglior marcatore che è… un difensore centrale, Tiritiello, con 6 gol. Nel mercato di riparazione si è provato a correre ai ripari con Cuppone dal Cerignola, a segno in tutte le gare in cui l’Entella ha trovato la rete, tre consecutive prima dello stop di Palermo.
Le partenze di Benali e Portanova hanno tolto esperienza, ma la società ha risposto rinforzando i reparti: in difesa Alborghetti e l’ex Turicchia, a centrocampo Squizzato per disegnare nuove geometrie, in attacco Tirelli dal Monopoli. Un restyling mirato, ora serve la resa sul campo.
Una diga al torrente per portare acqua al mulino
Tatticamente l’Entella si muove tra il 3-4-1-2 e il 3-5-2: sistema efficace in casa, basato su ritmo e velocità. Al Ceravolo si è visto quanto possano essere pericolosi anche gli inserimenti centrali dei difensori. Vietato abbassare i giri del motore se si vuole tenere il pallino del gioco.
E poi c’è il Catanzaro, che sembra trovarsi a suo agio contro squadre affamate di punti. Tre successi consecutivi raccontano di una squadra in salute, cinica e atleticamente brillante. A Chiavari servirà continuità per portare a casa punti pesanti.
Sulle sponde del torrente Entella sarà una partita aperta oltre che inedita per i due club , con i giallorossi che vogliono allungare il filotto di febbraio prima della sfida al Frosinone. Perché il calendario, da qui al 9 maggio, non farà sconti a nessuno.
La domanda resta lì, sospesa: basterà il fortino del Sannazzari per salvarsi? Oppure servirà un nuovo abito lontano da casa?
La risposta, come sempre, la darà il campo. E magari anche un pizzico di coraggio in più quando si esce dal nido, fuori da loro le Aquile hanno vinto 4 volte e non intendono fermarsi.
foto copertina tratta da www.comune.chiavari.ge.it

