“La cosa più bella di un viaggio è il ritorno a casa. Apri la porta e senti quell’odore misto di mobili, libri e persone che ami, che è una fragranza unica. Il profumo di casa tua”, con questa frase del regista Fausto Brizzi, iniziamo a raccontare la storia del protagonista di oggi della nostra rubrica “Mi ritorni in mente”, un catanzarese “puro sangue” che durante il suo viaggio sportivo ha vestito diverse maglie di club importanti, per poi decidere di chiudere la carriera con la sua squadra del cuore. Quella fra Francesco Corapi e il Catanzaro è stata una storia intensa, fatta di alti e bassi ma che ha regalato emozioni indelebili che Francesco porta ancora nel cuore. Il suo viaggio sportivo inizia nel quartiere Lido di Catanzaro dove inizia a tirare i primi calci al pallone, prosegue con l’approdo nelle giovanili giallorosse fino all’esordio in prima squadra: «Esordire in prima squadra- ci racconta Francesco- è stato il sogno che ho cullato fin da giovanissimo. Così come ho sempre sognato di essere il capitano della squadra e di vincere. Mi resta solo il rammarico di non aver vinto anche se penso che il mio percorso con il Catanzaro sia stato, tutto sommato, positivo».
Da capitano giallorosso, di soddisfazioni Corapi se n’è tolte parecchie, su tutte la gara di Coppa Italia nella stagione 2020-2021 al “Ferraris” con il Genoa della quale ci racconta: «Avevo visto “Marassi” solo dalla panchina nel 2004, giocarci è stata un’emozione indescrivibile. Ricordo bene la partita, abbiamo fatto una buona prestazione sprecando anche l’occasione per il pareggio, abbiamo giocato a viso aperto facendo paura anche al Genoa, dopo aver eliminato il Chievo Verona. Immagino le emozioni dei nostri tifosi, dopo anni difficili in categorie poco consone al nostro blasone disputare una partita in uno stadio importante come quello di Genova gli avrà fatto pensare “Finalmente siamo tornati!”».
Nella stagione 2020-2021 Corapi gioca trentotto partite e segna una sola rete, per la quale ammette candidamente: «Si ho segnato contro la Juve Stabia, lo hanno assegnato a me ma poteva essere autogol, è stata una punizione che è stata deviata spiazzando il portiere. Per me è stato, comunque, importante perchè ci tenevo molto a segnare…anche se alla fine abbiamo pareggiato. Ma di gol in giallorosso ne ho segnati tanti nelle mie diverse esperienze con le Aquile, alcuni di pregevole fattura, ma credo che il più bello sia stato quello con il Cassino».
Durante il suo percorso sportivo ha sempre portato con fierezza in giro per il Bel Paese la sua catanzaresità, fatta di umiltà, di onestà, bontà e di qualche espressione dialettale tipica che veniva fuori quando si arrabbiava, tratti distintivi che gli hanno consentito di farsi voler bene e di aver nel modo del calcio diversi amici. Fra questo c’è il bomber Felice Evacuo, con cui ha condiviso diverse esperienze calcistiche ed una stagione sui Tre Colli in cui, come abbiamo avuto modo di raccontare, l’attaccante campano ha siglato la duecentesima rete fra i professionisti. Traguardo che, però, i due amici non hanno potuto condividere: «Quando ha segnato con il Bari, sono stato felice per lui meno per me…mentre lui segnava io ero in ospedale e lì ho saputo che ha segnato il suo duecentesimo gol, record che inseguiva già dai tempi di Trapani…peccato mi sono perso la festa…mi sarebbe piaciuto esserci».
Da grande Corapi si vede allenatore, ha da poco intrapreso da poco questa strada, e chissà che il suo cammino non torni ad incrociarsi con quello delle Aquile perché in fondo” certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano” come cantava il maestro Antonello Venditti. Per ora preferisce godersi la sua bella famiglia, mentre per il Catanzaro dice: «Ai tifosi auguro di continuare a vivere le emozioni che stanno vivendo e che meritano dopo gli anni difficili della Serie C, per quanto riguarda la squadra penso che la strada sia tracciata, ora c’è lungimiranza, organizzazione e progettualità e il Presidente ha ben compreso cosa si deve fare per andare in serie A».

