Cinquanta giorni dopo è ancora sfida contro il Frosinone. Allora, in Ciociaria, fu una bruciante sconfitta per i colori giallorossi che aprì una mini crisi di risultati, poi riassorbita alla grande come sappiamo.
Oggi, a distanza di quasi due mesi, per le Aquile sembra non essere cambiato quasi nulla: stessa posizione in classifica, quinte, come allora reduci da un filotto importante di vittorie e con l’entusiasmo che torna a farsi sentire.
Per i Leoni, invece, qualcosa si è mosso. E non necessariamente in meglio.
Correre più veloci delle gazzelle
Dopo l’ultima giornata del girone d’andata il Frosinone era primo in classifica: tre punti di vantaggio sul Venezia, quattro sul Monza e ben sette sul Palermo quarto. Un margine rassicurante.
Poi le inseguitrici hanno iniziato a correre e forte. La nuova classifica vede ora i ciociari terzi, a un punto dal Monza e a tre dall’attuale capolista Venezia, con il Palermo a sole due lunghezze. Non una crisi, sia chiaro: dodici punti in sette gare dopo l’andata contro i giallorossi non rappresentano un tracollo. Ma il cambio di passo delle rivali, al momento, ha raffreddato i sogni di promozione diretta degli uomini di Alvini.
Fuori c’è sempre il sole
Il mercato di gennaio? Più mercatino delle pulci che rivoluzione. Rosa sfoltita e qualche innesto mirato sugli esterni offensivi: Seydou Fini, italo-ivoriano under 21 in prestito dal Genoa, e Antonio Fiori dal Mantova. Alternative utili per far rifiatare gli instancabili Ghedjemis e Kvernenadze, impiegati praticamente sempre.
Il vero punto di forza di questo giovane e sorprendente Frosinone resta il rendimento esterno: primo per punti conquistati fuori casa, ben 29 in 14 partite, media di 2,07 a gara. Una sola sconfitta, a Venezia, cinque mesi fa. Numeri da grande.
Con l’albero di Natale fino a Pasqua e anche oltre
Alvini propone un calcio estremamente offensivo. Gli esterni hanno già realizzato 16 gol complessivi, mentre gli inserimenti dei centrocampisti producono gioco e reti: Koutsoupias è a quota 7, Calò a 5. Con una potenza di fuoco del genere, i terminali offensivi possono anche non essere irresistibili: Raimondo 6 reti e Zilli 2, tra i calciatori più utilizzati.
Il modulo è un 4-3-2-1 ad albero di Natale, unico nel suo genere in questo campionato, che ricorda quello del Milan di Ancelotti. Spettacolare, sì, ma con un possibile tallone d’Achille: la sofferenza quando viene aggredito alto. È successo allo Stirpe contro i ragazzi di Aquilani, prima della scellerata espulsione di Frosinini, ed è accaduto negli scontri diretti con le principali concorrenti, contro le quali il Frosinone non è mai riuscito a vincere.
Il peso dei punti logora chi li rincorre?
Capitolo ex: sponda ciociara dovrebbe esserci solo il greco Koutsoupias, protagonista di una stagione convincente. Assente Monterisi, infortunato, a segno all’andata. Sponda giallorossa, invece, Brighenti, Iemmello e Pigliacelli, con buone probabilità di partire titolari.
I giallorossi sono chiamati a una prova solida e brillante, come nelle ultime quattro vittorie che hanno riacceso entusiasmo e sorriso sugli spalti. Il Frosinone è squadra da rispettare, soprattutto lontano dallo Stirpe.
Ma al Ceravolo, si sa, l’aria è diversa. E domenica i tifosi sperano che un tardivo albero di Natale possa ardere del fuoco giallorosso.
foto copertina uscatanzaro.net

