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Il Ceravolo e le verità di marzo

Scritto da Davide Tomaino

Catanzaro e Empoli, ambizioni, timori e risposte in novanta minuti

Domenica al Ceravolo non va in scena soltanto una partita. Va in scena un piccolo esame di coscienza per due squadre che, nell’ultimo turno infrasettimanale, hanno ricevuto più dubbi che certezze.

Retrocedere non è l’unico problema

L’Empoli di Dionisi, ad esempio, pensava di trovare a Bari la curva giusta per raddrizzare il proprio campionato. Invece il copione è stato tutt’altro: inferiorità numerica per oltre settanta minuti e le solite distrazioni difensive hanno accompagnato i toscani fuori dal San Nicola con zero punti e parecchie riflessioni da fare.

La stagione degli azzurri, del resto, somiglia sempre più a una strada piena di curve. Prima della gara contro il Catanzaro il rendimento degli empolesi si attestava su un punto a partita. La riscossa, iniziata proprio contro i giallorossi, sembrava aver cambiato l’inerzia della stagione: media salita a 1,87 e sensazione di aver ritrovato la rotta. Poi, con il nuovo anno, un’altra frenata brusca: dieci partite e appena sette punti, con una media di 0,70 che riporta tutto in discussione.

Una stagione in cerca d’autore

Il mercato di gennaio non ha portato rivoluzioni. Più che altro piccoli ritocchi: Romagnoli per Tosto in difesa, Magnino per Belardinelli a centrocampo, Candela per Brugnone sugli esterni e Fila per Konaté in attacco. Una squadra che sulla carta resta competitiva, ma che continua a cercare quella continuità che finora si è vista solo a sprazzi.

Anche i numeri raccontano questa incertezza. In casa, da gennaio, al Castellani non è ancora arrivata una vittoria. In trasferta il bilancio non è molto più allegro: un pareggio e tre sconfitte, con l’ultima vittoria lontano da Empoli che risale a due mesi fa, a Cesena.

Dionisi non cambia filosofia e si affida al suo 3-5-2. Davanti il punto di riferimento resta Shpendi, arrivato in doppia cifra con il gol del momentaneo pareggio a Bari. Il problema, semmai, è dietro: 39 reti subite in 28 partite, un dato che avvicina l’Empoli più alla zona pericolosa della classifica che alle posizioni tranquille.

Il mistero dell’asticella che resta in bilico

Non sorprende quindi che i toscani si trovino oggi a soli tre punti dalla zona calda. Al Ceravolo, inoltre, Dionisi dovrà fare i conti con alcune assenze pesanti: capitan Lovato, espulso al San Nicola, oltre allo sfortunatissimo ex Ghion, fermo da febbraio per una lesione al bicipite femorale, e all’attaccante Pellegri, il cui ginocchio sinistro ha ceduto con la rottura del legamento crociato dopo aver già subito, un anno fa, lo stesso infortunio al ginocchio destro.

E il Catanzaro? Anche qui qualche domanda è rimasta sospesa. Dopo la partita contro il Frosinone, capitan Iemmello aveva parlato chiaro: serviva una conferma di cuore e intensità contro la Carrarese. Una conferma che, a conti fatti, non si è vista fino in fondo.

La sensazione è che quella famosa asticella evocata dallo stesso Iemmello si sia alzata, sì, ma non ancora abbastanza da restarci stabilmente.

Per avere di più devi diventare di più

Ecco perché la sfida di domenica ha il sapore di qualcosa di più di una semplice giornata di campionato. Da una parte un Empoli che non può più permettersi passi falsi, dall’altra un Catanzaro che vuole capire fin dove può spingersi davvero.

Novanta minuti, in fondo, sono pochi per dare tutte le risposte. Ma sono più che sufficienti per far capire da che parte vuole andare il finale di stagione. E il Ceravolo, quando sente odore di partita vera, difficilmente rimane indifferente.

foto copertina tratta da empolichannel

 

Autore

Davide Tomaino

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