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Il coraggio di Pittarello: dal rumore delle critiche al rigore che vale oro

Scritto da Redazione

L’attaccante del Catanzaro non si nasconde nel momento più difficile: prende il pallone, sfida la pressione e segna il penalty decisivo

Pittarello, tra critiche e risposte sul campo

Il giorno successivo alla gara contro il Frosinone avevamo proposto una nostra riflessione (riguardante in particolare Filippo Pittarello).

In quell’occasione eravamo entrati nel merito delle discussioni che, nell’ambiente giallorosso, si erano accese dopo la partita contro i ciociari. Il tema del dibattito riguardava soprattutto alcune clamorose occasioni capitate sui piedi dell’attaccante sotto porta e purtroppo sciupate.

Nel nostro articolo, pur riconoscendo che quelle opportunità avrebbero potuto essere sfruttate meglio, avevamo allo stesso tempo sottolineato quanto la presenza di Pittarello incida positivamente nell’economia del gioco del Catanzaro.

Il suo lavoro per la squadra, la capacità di lottare su ogni pallone e l’impegno costante sono elementi che, usando un gergo calcistico caro ai tifosi, dimostrano quanto l’attaccante “onori e sudi la maglia”.

Inoltre, memori della sua rete della scorsa stagione contro la Carrarese, avevamo auspicato proprio un altro gol contro gli apuani. Un auspicio che, puntualmente, si è trasformato in realtà.

Dalla panchina al momento decisivo

Complice il turnover, ma anche il rientro da titolare contro il Frosinone dopo essere subentrato nella gara di Chiavari, Pittarello è ripartito inizialmente dalla panchina nella sfida contro la Carrarese.

Il suo ingresso in campo è arrivato al 55° minuto della ripresa, con il Catanzaro ancora in vantaggio ma in evidente difficoltà nel contenere la pressione dei toscani, capaci poi di ribaltare il risultato a loro favore.

Fin dai primi palloni toccati, Pittarello è entrato in partita con la consueta verve agonistica. Ha iniziato a dare una grossa mano ai compagni, lottando su ogni pallone e ingaggiando un duello fisico e tecnico con il suo diretto marcatore, Illanes.

L’azione che cambia la partita

Quando la gara sembrava ormai avviata verso la conclusione con la sconfitta del Catanzaro, è proprio Pittarello a creare l’episodio decisivo: un bel movimento in area, stop e tiro di sinistro a girarsi che costringe il portiere Bleve a una respinta corta.

Sul pallone si avventa Favasuliun altro giocatore che non molla mai — che conquista un netto calcio di rigore, assegnato dall’arbitro Federico Dionisi.

Sul dischetto si presenta Pontisso, ma il tiro è debole e viene respinto da Bleve. Sulla corta respinta arrivano ancora Pittarello e Rispoli, pronti a ribadire in rete, ma vengono anticipati da Illanes, entrato in area prima del tiro.

Dopo attimi concitati e il controllo del VAR, il rigore viene giustamente ripetuto.

A quel punto il capitano Pietro Iemmello prende il pallone e lo consegna proprio a Pittarello.

Una situazione quasi paradossale: l’attaccante si ritrova di nuovo sul dischetto, esattamente come era già accaduto a Modena in pieno recupero e in un momento cruciale della partita.

Questa volta però con una pressione ancora maggiore: sotto la curva dei tifosi avversari, con una partita ormai agli sgoccioli e con tutto lo stadio pronto a distrarlo.

Il destro incrociato termina alla destra di Bleve — proprio dove aveva tentato di calciare Pontisso — con il portiere che si tuffa dalla parte opposta.

È il gol che vale un punto prezioso per il Catanzaro. Freddezza, personalità e grande lucidità in uno dei momenti più delicati della partita.

Perché in situazioni del genere, con lo stadio che ti fischia e la partita appesa a un filo, non bastano i piedi buoni: ci vogliono gli attributi, e Filippo Pittarello ha dimostrato di averli.

Conclusione

Grazie Filippo. Perché nel calcio un gol si può anche sbagliare, ma ciò che conta davvero è il coraggio di ripresentarsi sul dischetto quando la palla scotta e la responsabilità pesa come un macigno.

Pittarello lo ha fatto senza tremare, dimostrando carattere e attaccamento alla maglia. Ai tifosi giallorossi, invece, l’invito è semplice: meno processi sommari e più fiducia.

Gli attaccanti vivono di gol, ma anche di lavoro oscuro, sacrificio e battaglie per la squadra. E discutere un giocatore che lotta, onora e suda la maglia del Catanzaro, francamente, non è proprio il caso.

Foto US Catanzaro 1929

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