Raccontaci le origini
Ed è per questo che la prima volta che misi piede al Ceravolo, con gli occhi gonfi di lacrime per l’emozione, il cuore mi batteva all’impazzata e per un bambino di appena 6 anni quelle sono scene che non passano mai.
Incredibile ma vero, stavamo festeggiando perché il guardalinee aveva assegnato un calcio d’angolo.
L’approccio al Forum invece?
Era il periodo post presidenza Mancuso, con la coppia Poggi e Parente che aveva deciso di rilevare il pacchetto azionario di maggioranza per puntare alla promozione in C1.
Fu un mix incredibile di soddisfazioni, tutte insieme: l’arrivo roboante di Giorgio Corona coincise con la clamorosa notizia del ripescaggio in C1 in danno del Cosenza che in quella stagione fallì.
Il nostro squadrone guidato da Braglia dovette vedersela con il fortissimo Crotone di Gasperini, ma anche in quella occasione i giallorossi ne uscirono trionfanti ed il resto è storia nota.Chiaro che in quel periodo c’era fame di notizie, confronti e sfogo di emozioni.
Un Forum vivo
Il forum doveva essere questo ed il confronto era elevatissimo anche sotto il profilo culturale.
In 22 anni di forum sono cambiati diversi utenti, è cambiato il modo di approcciarsi, di confrontarsi con gli altri, ma non vi è dubbio che per chi ha qualche capello bianco in testa il sito continua a valere molto più di un facebook o un tik tok qualsiasi. Qui conosci tifosi di ogni parte del mondo, qui conosci la passione viscerale.
Non è solo uno “sfogatoio” per i cosiddetti “capishaturi”, è confronto aperto e compagnia quotidiana e in fin dei conti siamo tutti accomunati dalla medesima malattia. La esprimiamo solo in modo diverso.
Amici e incomprensioni
Con molti non ci si capisce proprio, con altri si stringono legami fortissimi anche solo per chiarirsi dopo una lite.
E’ successo anche a me e devo dire che molti amici di trasferta li ho conosciuti anche qui sul forum di puntonet.
La cosa bella molte volte è associare un volto a quel nickname e quello che sembra più spavaldo in realtà è timidissimo mentre quello più educato lo trovi ubriaco a petto nudo.
Ma il fatto di rimanere anonimi e celati dietro un nick consente di tirare fuori il meglio di sè che altrimenti rimarrebbe relegato con i propri limiti caratteriali.
Il tuo nickname, perché hai scelto questo
Una coreografia storica con un errore ortografico: anziché Fhora Gabbu si stamparono migliaia di magliette con scritto “Fohra Gabbu”. Oggi sono un cimelio e io ovviamente ne ho una gialla e una rossa e le conservo gelosamente.
La tua partita memorabile?
Catanzaro – Albanova stagione 1994/95 in serie C/2.
La squadra campana era in lotta per la promozione, mentre noi tra alti e bassi stavamo tentando di risalire la china.
Lo stadio era quasi vuoto e quello 0-0 pesava come un macigno, tra l’altro sotto un diluvio simil Catanzaro Venezia di un paio d’anni fa.
Così la dirigenza decise di aprire i cancelli e consentire a tutti i tifosi assiepati in curva di entrare in tribuna coperta (a quei tempi queste cose si potevano fare). Tutta la curva si trasferì in tribuna est dove attaccava il Catanzaro.
Sotto la spinta di un tifo incredibile e con una storia da libro cuore, all’ultimo minuto, Mimmo Galeano da Pizzo Calabro (idolo dell’epoca) mise la palla alle spalle del portiere.
Quell’emozione non l’ho mai più provata, neanche al gol di Donnarumma con il Brescia qualche stagione fa.
Il romanticismo di quell’urlo liberatorio sotto la Tribuna Est resterà in eterno.
Come segui le partite?
Intanto dal vivo con il mio gruppo di amici, sempre gli stessi in casa e in trasferta. Se non posso seguirla dal vivo in tv mi sento morire e sto tutto il tempo in piedi. Se poi perdiamo divento intrattabile.
Ho buttato via così tanti soldi per seguire le aquile in questi anni che forse avrei potuto addirittura comprarlo.
Ho un rito scaramantico in fase difensiva: quando attaccano gli avversari “hands on the balls”, se dimentico di farlo prendiamo gol. Il punto è che devo farlo con molta discrezione, altrimenti gli altri se ne accorgono.
Secondo te cosa manca a questo Catanzaro
Ho una fiducia infinita in questa proprietà che conosco benissimo per ragioni di lavoro.
Una volta dissi al presidente parlando di mercato: la gente non vuole un nome, ma solo una lettera. La prima dell’alfabeto.
Porti quella a Catanzaro e diventerà immortale.
Mi disse: ho lo stesso sogno di quella gente.
Ed io ci credo.

