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Liberi Liberi!

Scritto da Redazione

Salvezza conquistata in anticipo: ora il Catanzaro può guardare ai playoff e, senza pressione, sognare ancora più in grande.

La salvezza è arrivata presto. Dodici giornate di anticipo non sono solo un numero da statistica: sono una sensazione nuova, quasi straniante. Il Catanzaro oggi guarda la classifica senza l’ansia di dover scappare. E quando smetti di scappare, inevitabilmente, inizi a guardare avanti.

E allora la domanda nasce spontanea, quasi sottovoce, tra una partita e l’altra, sugli spalti e nei bar: e adesso?

Adesso succede che il campionato cambia volto. Non perché cambino gli avversari, ma perché cambia lo sguardo. Il Catanzaro è lì, stabilmente dentro la zona playoff, non per caso, non per un colpo di vento favorevole. È lì perché ha costruito una stagione seria, fatta di equilibrio, identità, di una squadra che sa cosa fare in campo e che raramente perde la bussola.

La corsa ai playoff, oggi, è il terreno più naturale. È il presente, prima ancora che un obiettivo. Entrarci significherebbe dare continuità a un percorso che non si è mai interrotto: crescere senza bruciare tappe, misurarsi con chi è stato costruito per salire, capire davvero dove finisce il confine tra ambizione e realtà. Ma anche nei playoff, questo Catanzaro non avrebbe il ruolo della comparsa. Sarebbe una squadra scomoda, difficile da affrontare, capace di rovinare i piani a chiunque.

Poi c’è il quarto posto. Quello che non fa rumore come la vetta, ma pesa quasi quanto. Il quarto posto è il confine invisibile tra chi sogna e chi inizia a crederci sul serio. Non è lontano, non è proibitivo. Richiede continuità, maturità, la capacità di vincere anche quando non si brilla. È lì che una squadra smette di sorprendere e comincia a pretendere qualcosa da sé stessa.

E infine c’è la promozione diretta. Il sogno vero. Quello che non si dice ad alta voce, ma che ogni tanto si affaccia, soprattutto quando la classifica si guarda senza più paura. Non è l’obiettivo dichiarato, non è una promessa, non è un dovere. È una possibilità. Remota, difficile, piena di ostacoli. Ma esiste. E il solo fatto che esista racconta molto di questo campionato.

Forse la verità è che il Catanzaro non deve scegliere adesso dove arrivare. Deve continuare a fare quello che ha fatto fin qui: giocare libero, senza il peso delle aspettative, con la leggerezza di chi ha già messo al sicuro l’essenziale e può permettersi di inseguire il superfluo. Che poi, a volte, è proprio lì che nascono le stagioni che restano.

I sogni, da queste parti, non si annunciano. Si riconoscono quando iniziano a sembrare normali.

Foto Us Catanzaro 1929

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