Continua la maratona di febbraio imposta dal calendario: terza partita in sette giorni per un Catanzaro che arriva all’appuntamento con due vittorie scacciapensieri e con il morale che ha ripreso quota. Al “Ceravolo” arriva un Mantova ancora impantanato nella zona pericolosa della classifica, in cerca di una svolta che, finora, si è fatta desiderare.
Una scossa per una riscossa
I biancorossi stanno provando a risalire la china dopo un avvio al di sotto delle aspettative. La prima scossa è stata il doloroso esonero di mister Possanzini – eroe della promozione in Serie B e artefice della salvezza, seppur sofferta, della scorsa stagione. Al suo posto Francesco Modesto, ex Rende e Crotone, chiamato a cambiare volto e, possibilmente, destino alla formazione lombarda.
E di cambiamenti ce ne sono stati eccome. Nel mercato di gennaio la società ha riscritto i connotati della squadra con 23 operazioni complessive: un piccolo trasloco calcistico, record per il club. Tredici gli arrivi, in una vera babele di nazionalità. Se un tempo il Mantova pescava nel raggio di pochi chilometri, tra bresciano e bergamasca, oggi il mappamondo è diventato lo strumento principale: spazio a greci, svizzeri, francesi e portoghesi. Globalizzazione applicata al pallone, con l’obiettivo di aggiungere qualità ma anche centimetri e chili nel campo.
Diverse filosofie ma i risultati sono deficitari
Anche il sistema di gioco è cambiato: il 4-2-3-1 di Possanzini ha lasciato posto al 3-4-2-1 di Modesto. Innesti in tutti i reparti: dalla difesa con Bardi e Meroni, agli esterni con Dembeleè e Tiago Gonçalves, passando per Kouda a centrocampo – fin qui non irresistibile con lo Spezia – fino all’attacco con lo svizzero Muci e il prestito di Buso dalla squadra giallorossa.
I numeri dell’era Modesto parlano di 2 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte. La media punti è salita da 0,87 a 1,12, ma la classifica non si è mossa molto: diciottesimo posto alla sedicesima giornata, fatale a Possanzini, appena un gradino sopra ma sempre in zona rossa alla ventiquattresima. Un miglioramento, sì, ma con il freno a mano ancora tirato.
Il dilemma della fragilità difensiva
Il problema resta la continuità, soprattutto difensiva: nelle ultime dieci gare solo una volta il Mantova è riuscito a mantenere la porta inviolata. Un dato che racconta più di tante parole.
Al “Ceravolo” mancherà lo squalificato Cella. Possibile spazio per l’esordiente greco Chrysopoulos oppure arretramento di Paoletti, già utilizzato nel ruolo prima dell’arrivo di Meroni. A centrocampo quasi certa la conferma di Trimboli e Kouda. In attacco Buso, titolare a Reggio Emilia per oltre un’ora, potrebbe essere riproposto per accumulare minuti, anche se il turnover resta un’opzione concreta vista la densità del calendario.
Chi vuol un bel pagliaio lo pianti di febbraio
Per il Catanzaro si chiude un mini ciclo contro squadre affamate di punti. Serviranno concentrazione e cinismo, gli stessi ingredienti che hanno portato sei punti nelle ultime due uscite nel mese di febbraio nonostante le assenze pesanti.
Il Mantova arriva con nuove idee, nuovi uomini e nuove speranze. Il Catanzaro con entusiasmo e fiducia ritrovata. Il campo dirà chi avrà ragione. E, come sempre, il pallone rotolerà dove vorrà lui: ma se dovesse ascoltare la passione della Capraro, difficilmente farà il turista proprio nel giorno dell’amore e della passione.
foto copertina uscatanzaro.net

