E’ una voce lucida, consapevole, quella di Marco Pompetti nel post-gara. Il rientro in campo, dopo mesi complessi segnati dall’infortunio, coincide con una prestazione di sacrificio e con tre punti pesanti per il Catanzaro.
«Sono contento perché comunque sono stati mesi difficili», esordisce Pompetti. «Non tutte le partite sono uguali. A Bolzano era un tipo di partita, oggi era un altro tipo di partita, quindi il mister aveva bisogno di altre cose da parte mia e da parte di chi è subentrato. Secondo me la cosa più importante è che siamo riusciti a raggiungere il risultato e l’abbiamo fatto in maniera importante, portando a casa i tre punti».
Al di là dell’aspetto tecnico, emerge con forza il ruolo umano e caratteriale del centrocampista, riconosciuto dallo spogliatoio e dallo staff. Un contributo che Pompetti ha continuato a garantire anche lontano dal campo.
«Durante il mio infortunio ho cercato di dare il mio contributo anche non potendo giocare», spiega. «Sono qui da tre anni, sono uno dei più anziani anche se ho 25 anni, soprattutto per cercare di dare una mano ai ragazzi nuovi che si stavano integrando. Adesso voglio dare tutto quello che non ho potuto dare sul campo, lo voglio dare adesso che sono tornato a giocare».
Il tema dell’infortunio resta centrale. Il recupero fisico, ma soprattutto quello mentale, è un percorso che richiede tempo e pazienza.
«Non è stato semplice perché è stato il mio primo infortunio grave e importante», ammette Pompetti. «Adesso sono sulla buona strada. Sicuramente non sono al 100%, ma sono dove voglio essere. Essere rientrato in campo mi fa sentire bene, le sensazioni sono positive. Allenarmi, allenarmi, allenarmi e giocare con continuità mi permetterà di tornare come prima».
Lo sguardo si sposta subito avanti, perché il calendario non concede tregua. Martedì si torna in campo, in una sfida che per Pompetti ha anche un valore personale: Pescara, la sua città.
«Sappiamo che sarà una partita difficilissima», avverte. «Non dobbiamo guardare la classifica, o se la guardiamo dobbiamo sapere che loro saranno agguerriti e arrabbiatissimi. Giocheranno in casa e devono salvarsi, quindi hanno bisogno dei tre punti. Andremo lì e dovremo fare una battaglia».
Infine, una riflessione sincera sui tempi di recupero completi.
«Un numero preciso di partite non so dartelo perché non sono mai stato infortunato», conclude. «Mi auguro che ce ne vogliano il meno possibile. Mi sento molto bene, sento che sto raggiungendo quasi la mia forma come voglio sentirmi e mi auguro che al più presto raggiungerò la forma migliore».
Parole nette, senza alibi. Il Catanzaro ritrova Pompetti, passo dopo passo. E per lui, come per i giallorossi, la strada è tracciata: continuità, battaglia e fame di campo.
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Redazione 24

