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Rabbia e preoccupazione!

Scritto da Redazione

Si chiude un mese negativo per le Aquile

La sconfitta del Catanzaro a Bolzano chiude un mese di gennaio estremamente negativo, caratterizzato da tre sconfitte e un solo pareggio: le battute d’arresto di Frosinone e Venezia, il pari interno con la Sampdoria e l’ultimo passo falso in Alto Adige delineano un bilancio che impone riflessioni approfondite.

La sensazione emersa nell’ultima gara è quella di una squadra distratta, che ha finito per accettare il gioco degli avversari, senza riuscire a imporre il proprio. Una lettura che trova pieno riscontro anche nelle parole pronunciate nel post-partita da Alberto Aquilani, che ha richiamato con decisione il tema della rabbia: non una rabbia emotiva o sterile, ma quella legata all’aspetto mentale, alla necessità di non accontentarsi della prestazione e di trasformare l’amarezza in una reazione concreta e diversa.

C’è preoccupazione perché alcuni elementi chiave della rosa non stanno rendendo secondo le aspettative e secondo il loro reale potenziale. Sul fronte del calciomercato, le operazioni concluse finora hanno avuto un profilo contenuto, utili ad ampliare le rotazioni ma senza incidere in modo sostanziale sugli equilibri della squadra. Alla luce del momento attraversato, si potrebbe valutare l’opportunità di tentare qualcosa in più, attraverso interventi mirati capaci di alzare il livello competitivo e di offrire nuove soluzioni tecniche e mentali al gruppo.

A questo punto, la responsabilità di una valutazione lucida e approfondita del momento attraversato dalla squadra ricade necessariamente su tutta la catena di comando (proprietà, direttore sportivo e tecnico), chiamati a leggere con attenzione il quadro complessivo, a individuare eventuali criticità e a indicare una linea chiara per il prosieguo della stagione. È da queste figure che l’ambiente si attende scelte, indirizzi e segnali concreti, nel rispetto del progetto e delle ambizioni del Catanzaro.

Foto Us Catanzaro 1929

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2 Commenti

  • Sono 2 anni che lo dico. Il catanzaro è legato indissolubilmente allo stato di forma di 2 giocatori chiave. Petriccione e Iemmello. Se cala quell asse scompare il catanzaro, indipendentemente se alla guida ci sia Vincenzo, Fabio, Alberto o Pasquale. …e Noto deve cominciare a pensarci. I giovani sempre ma devono ruotare intorno ad un asse che funziona. E Pietro è Jacopo cominciamo ad avere una certa età. Ci sta che durante l anno abbiano dei cali

    • Esatto ciò che dici Essere……
      Io penso anche di serrare le fila, tornare umili e sereni e far rivedere ad Aquilani e i calciatori come hanno fatto a vincere con Venezia, Palermo ecc.
      Concentrazione, possesso palla senza farsi prendere dalla frenesia di concludere l’azione per forza ( ieri quanti cross affrettati e senza costrutto nel secondo tempo, addirittura pure da Pigliacelli) e attendere il momento giusto, l’affondo giusto offerto dagli avversari per segnare. Tornare al 3-5-2 senza eccessivi lanci lunghi su cui Pittarello fa quello che può, ma se insieme a lui non sale tutto il fronte offensivo non può reggere l’attacco da solo.
      Quindi calma e gesso e con la Reggiana 3-5-2 senza eccessiva frenesia di fare il gol scoprendoci troppo in difesa sottoponendoci ai contropiedi avversari, perché noi saremo più tecnici ma le squadre sotto di noi sono più fisiche, veloci e dopo il gol si mettono 11 in difesa aspettando un nostro errore per castigarci, ieri è successo proprio questo col Sud Tirol.

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