Si chiude l’horribilis mensis di gennaio del Catanzaro a Bolzano, ad attenderlo una delle formazioni più in forma del campionato che, assieme alla Carrarese e al Venezia, è a punteggio pieno nel mese corrente, 9 punti in tre gare.
Certo un impegno gravoso anche perché le Aquile stanno attraversando un periodo di appannamento che ha fruttato appena un punto dall’inizio dell’anno, come il fanalino di coda Pescara, solo la Reggiana ha fatto peggio con un desolante zero.
La riscossa post panettone
Un mese fa il SudTirol stazionava al diciassettesimo posto in classifica, in piena zona playout, dopo la sosta e i tre successi consecutivi oggi è in una posizione ben più stabile, undicesima, ad appena 6 punti dall’ultima posizione utile per disputare i playoff e occupata proprio dal Catanzaro.
A dirigere l’orchestra altoatesina c’è sempre lui, Fabrizio Castori, che con il passare degli anni sembra migliorare come il buon vino. In controtendenza rispetto al suo passato, si conferma anche nel secondo anno sulla stessa panchina e ripropone la sua ricetta preferita: niente fronzoli, tanto sudore e idee chiarissime. Lo scorso anno, di questi tempi, partiva dall’ultimo posto per arrivare a una salvezza insperata; quest’anno prova a rifare il numero, con maggiore anticipo.
Questa stagione, iniziata proprio con l’esordio al Ceravolo, si è trascinata con un rendimento tale da non poter dormire sogni tranquilli, poi a gennaio quella che in Alto Adige sperano sia la svolta definitiva del campionato.
Squadra castorizzata
Il tecnico marchigiano, il più esperto in serie B con ben 590 panchine in carriera, propone un calcio concreto, votato al sacrificio e alla dedizione. Dai suoi ragazzi chiede pragmatismo, come nello sviluppo del suo 3 5 2 con gli attaccanti, Merkaj che si alterna a fare coppia con Pecorino o Odogwu, supportati nelle azioni offensive da Casiraghi o Tronchin che fungono da trequartisti o mezzali di squilibrio.
Non si può dire che Castori sviluppi un calcio totale, tanto che la sua squadra occupa gli ultimi posti in classifica per numero di giocatori andati in gol, tuttavia riesce a trasmettere ai suoi calciatori una coerenza tattica e che punta a un calcio concreto e votato all’attacco.
Il migliore attacco è la difesa
Malgrado ciò il punto di forza di questa squadra è la difesa, la sesta del campionato con 22 gol subiti, gli stessi di quelli realizzati. Un equilibrio quasi filosofico, che conferma la vecchia legge del calcio: senza una difesa solida si va poco lontano. E il terzetto El Kaouakibi-Kofler-Veseli, finora, ha fatto rispettare il copione. L’ultimo acquisto del portiere esperto Cragno intende percorrere questa direzione, vedremo se sarà impiegato subito da titolare al posto di Adamonis, ex di turno assieme a Coulibaly, che comunque ha ben difeso la porta bolzanina fino a ora.
Il momento di tirare fuori gli attributi
A dare la spinta finale c’è la grinta di Castori, che nell’ultima gara stravinta contro il Padova è riuscito persino a farsi ammonire, giusto per ricordare a tutti che la partita non finisce mai davvero. La stessa carica servirà al Catanzaro di Aquilani, chiamato a tirare fuori carattere e sorriso se vuole lasciare il Druso con qualcosa di più di una pacca sulla spalla.
Alla vigilia della chiusura del calciomercato, tra voci, distrazioni e sogni di rinforzi, le Aquile cercano una scossa. Ritrovare continuità, gioco e magari anche un po’ di leggerezza: quella che a dicembre aveva reso il Catanzaro brillante e divertente. Perché gennaio può anche essere stato un mese da dimenticare, ma il calcio, si sa, ama le rivincite… soprattutto quando arrivano con il sorriso.
Foto copertina uscatanzaro.net

