Una di quelle serate che restano impresse per intensità, ritmo e cuore. Ma anche per quel senso di occasione sfuggita, che al “Ceravolo” farà discutere a lungo. Il Catanzaro e il Frosinone hanno dato vita a un 2‑2 vibrante, ricco di emozioni, capovolgimenti e calcio giocato a viso aperto. Una prova di grande livello, ma anche una partita dove le Aquile avrebbero potuto – e forse dovuto – portare a casa i tre punti.
La gara si mette subito sui binari giusti per il Catanzaro: ritmo alto, ricerca della profondità e personalità nel costruire gioco. La prima fase è dominata dai giallorossi, ma in quella fase favorevole arrivano occasioni nitide che non vengono concretizzate, nei momenti in cui sarebbe stato importante affondare il colpo. Questo primo grande rammarico si farà sentire più tardi.
Poco prima dell’intervallo, però, il Ceravolo può finalmente esultare: Frosinini trova il gol dell’1‑0 con una giocata di grande personalità, sbloccando un match che fino ad allora era stato equilibrato. La ripresa si apre nel migliore dei modi: un perfetto diagonale di Liberali vale il 2‑0 e sembra davvero l’inizio di una festa in anticipo.
E invece torna a farsi sentire quel senso di opportunità mancata: già nel primo tempo, quando il Catanzaro aveva il controllo della gara e stava costruendo ritmo e superiorità, le Aquile sprecano alcune chiare occasioni da rete che avrebbero potuto trasformarsi in un vantaggio ancora più deciso prima del 2‑0. E lo stesso accade nella ripresa, dopo il pareggio del Frosinone, quando la squadra si rende nuovamente pericolosa ma non riesce a concretizzare altre situazioni favorevoli. In una partita così intensa e spettacolare, dove ogni dettaglio pesa, queste circostanze non sfruttate finiscono per pesare moltissimo sul risultato.
Il Frosinone non si arrende e rimane in partita: prima riduce lo svantaggio e poi trova il pareggio, approfittando delle crepe nella gestione del doppio vantaggio da parte dei padroni di casa. Il 2‑2 finale è il giusto risultato per un confronto così aperto, ma lascia un rammarico grande per come la partita si era messa — e per come il Catanzaro non è riuscito a chiuderla.
Ciò che resta dopo il fischio finale è la consapevolezza di una squadra che ha saputo tenere testa a una formazione di altissimo livello, giocando a calcio con qualità e intensità. Ma c’è anche la sensazione che, se certe occasioni fossero state sfruttate nei momenti chiave, oggi si parlerebbe di un risultato diverso.
Un pomeriggio di grande calcio al “Ceravolo”, dove la prestazione vale tanto quanto il risultato — forse anche di più — ma dove il rammarico per le opportunità sprecate rimane il filo rosso della serata.
TM

