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Un giro in gondola per restare a galla

Scritto da Davide Tomaino

Una pillola di coscienza della propria forza per sconfiggere il mal di laguna

L’avvio del nuovo anno e il calendario del campionato costringono il Catanzaro ad affrontare la seconda ostica trasferta consecutiva. Se l’ultima giornata del girone d’andata aveva visto le Aquile affrontare la prima in classifica, la prima del girone di ritorno la vedrà impegnata contro il Venezia, la seconda.

La svolta del Ceravolo

Alla vigilia della partita d’andata al Ceravolo avevamo descritto i lagunari come una squadra in cerca di concretezza e soprattutto di continuità nei risultati. Dopo la sconfitta rimediata in Calabria, si può affermare con certezza che mister Stroppa può essere più che soddisfatto dei risultati ottenuti dai suoi ragazzi.

Otto partite di campionato sette vittorie, intervallate dal pareggio al Partenio contro l’Avellino, 16 gol all’attivo e 4 al passivo, unica sconfitta negli ottavi di finale di Coppa Italia al Meazza contro l’Inter.

Numeri che riassumono lo stato di forma di una squadra che non perde da due mesi e mezzo – proprio contro i giallorossi nell’epica battaglia del 2 novembre – e che rilancia il Venezia tra le favorite alla promozione diretta.

Ci vuole testa per far correre le gambe

Stroppa ha lavorato principalmente sulla mentalità dei suoi giocatori più che sul loro stato atletico. L’esperienza ci insegna che la difficoltà maggiore per una squadra appena retrocessa è proprio quella di adattarsi a un campionato difficile come quello di serie B. L’attenzione si è concentrata sui cali di tensione che hanno afflitto la squadra nell’inizio del campionato causando discontinuità delle prestazioni e la perdita di parecchi punti a causa d’ingenuità o sottovalutazione dell’avversario.

La cifra tecnica del collettivo non si discute. Il pieno recupero di Svodba, alle prese con una serie di infortuni, ha dato quella stabilità al reparto difensivo che viaggia su una media di un gol subito ogni due partite. La coppia offensiva più prolifica del campionato, Adorante e Yeboah – 15 reti in due – garantisce al tecnico di guardare con ottimismo al prosieguo del campionato.

Il canonico 3-5-2 di Stroppa ricorda molto quello delle numerose promozioni realizzate dal mister lodigiano, ma questo Venezia sembra ancora più forte della sua Cremonese dello scorso anno. I lagunari sono più cinici e concreti nell’approccio alla partita, sono una macchina ben oleata e, al momento, inarrestabile.

Mantenere gli equilibri con l’0biettivo di diventare ancora più forti

Un collettivo completo in ogni reparto ma con un occhio di riguardo al mercato di gennaio non per modificare un assetto già performante, ma per rinforzare la panchina.

Abbiamo detto della prolificità degli attaccanti titolari, ma l’apporto dei subentranti Casas e Fila non è stato altrettanto adeguato, solo 2 gol a testa. Ecco perché il Venezia ha già trovato un accordo con il Napoli per il passaggio di Ambrosino nelle fila dei veneti. Accordo trovato ma non perfezionato ancora per l’opposizione di Antonio Conte che non ritiene ancora opportuno privarsi dell’ex calciatore giallorosso nonostante non venga utilizzato dalla squadra partenopea.

Un altro prospetto attenzionato è il gioiellino del Pescara Matteo Dagasso. L’Under 21, che fa gola a molti club di serie A, però sembra distante dalle mire veneziane che propongono uno scambio con Condè o Fila. La società abruzzese, però, preferisce monetizzare, pertanto l’affare sembra essere a un punto di stallo.

Una formazione con tante conferme

Sulla linea difensiva lo squalificato Schingtienne – rosso diretto a Reggio Emilia – dovrebbe essere sostituito da Venturi ex Cosenza. Per il resto non dovrebbero esserci sorprese in formazione, con Busio in cabina di regia a centrocampo assieme al talentuoso Kike Perez e a Doumbia oggetto di desiderio del mercato ma blindatissimo dalla società

Linee esterne occupate dagli instancabili Sagrado e Hainaut e, a completare, in attacco Adorante e Yeboah, quest’ultimo a segno nelle ultime tre partite e autore del gol al Ceravolo che aveva temporaneamente pareggiato la rete di Iemmello.

In campo per giocarsela

Aquilani e i suoi sono chiamati a un’impresa difficile, mancheranno gli squalificati Petriccione e Frosinini e si attendono i recuperi di Pompetti e Di Francesco. Però ci sono due elementi che il tecnico romano e i ragazzi devono considerare.

Il primo è che il Venezia è stato già battuto mettendo in campo spirito di sacrificio, intelligenza tattica e un pizzico di fortuna, in un momento in cui ancora non si era fatta strada quella consapevolezza nei propri mezzi che oggi sembra essere stata raggiunta da tutto l’ambiente.

Il secondo nasce proprio da questa consapevolezza che i giocatori sembrano avere. La partita di Frosinone è stata una dimostrazione di forza e compattezza, nonostante la sconfitta. Se vedremo quello stesso carattere in campo il Venezia dovrà temere le Aquile chiamate a un’altra prova di orgoglio davanti a quella fantastica tifoseria che le seguirà numerosa anche al Penzo.

Foto copertina tratta da nuovavenezia.it editoriale report

Autore

Davide Tomaino

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