Ponte Bisantis

6 maggio: riprendiamoci quello che ci spetta

Redazione
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La simbiosi società-squadra-tifosi è perfetta per la promozione diretta. E per spazzare via le “promesse al vento”

Almeno a Pasqua questo massacrante, snervante, interminabile campionato di Seconda Divisione si è preso una pausa. È arrivata al punto giusto per ordinare le idee, mantenere i nervi saldi e affrontare questo ultimo mese che sarà intensissimo e decisivo. Non bisogna andare oltre il mese. Il 6 maggio è la data ultima. Va bene prima ma non vogliamo andare oltre. Abbiamo accumulato troppa tensione e abbiamo necessità di scaricarla al più presto. Tradotto. Niente play off. Possiamo accettare di arrivare fino all’ultima giornata col Giulianova anche se sarebbe meglio toglierci il pensiero prima. D’altra parte la solita dose di sfortuna non ce la siamo fatta mancare neanche quest’anno. Settantaquattro punti in trentacinque partite più due di riposo, una media impressionante di oltre due punti a partita eppure non siamo primi e la terza sta lì ad un punto. Basta guardare l’altro girone per capire che, normalmente, con questo cammino saremmo già promossi da un pezzo e invece dobbiamo trepidare fino all’ultimo.

Bisogna dire che sta andando tutto per il verso giusto. Tutte le componenti stanno facendo la propria parte. Dirigenza, staff tecnico e squadra soprattutto. Grandi partite, grandi vittorie, bel gioco e entusiasmo ritrovato in una piazza dove il pallone era diventato come i Super Santos azzannati dai cani sulla spiaggia di Caminia. E grande maturità sta dimostrando il pubblico. Uno zoccolo duro sempre presente, altri che si stanno riavvicinando alla squadra. I settemila e passa col Perugia, ma anche i quattromilacinquecento con la modestissima Isola Liri sono un segnale forte. La delusione del pari di Gavorrano e della perdita del primo posto sembra essere stata assorbita bene. Non si sono sentiti i commenti dei solito soloni (con le o aperte). “Io lo avevo detto“, “Si vindiru a partita” “U Lamezia è cchiù forte“. Niente di tutto questo. Vuol dire che si è creata una simbiosi necessaria e ideale per la promozione che meritiamo più di tutti. Più dello stesso Perugia che ci precede ma al quale abbiamo preso sei punti su sei dimostrando che sul campo siamo i più forti. Fuori dal campo ancora no e l’ultima dimostrazione sono gli otto (otto!) minuti di recupero concessi agli umbri in piena difficoltà contro il Milazzo.

La società comunque si sta consolidando. La democrazia è bellissima ma, nel nostro caso, l’omino coi baffi che diventa il Condottiero Unico era quello che serviva. Ci ha preso gusto il reggino di nome Cosentino quando dice “Non voglio soci, ce la faccio da solo…” Come non tornare col pensiero alle gestioni spartane, ai dirigenti che si autoproclamavano e spuntavano come funghi, a persone senza arte e né parte che ancora oggi rivendicano meriti nella rinascita del Catanzaro. Quando leggo certi interventi penso che bisogna sempre guardare avanti anche se dietro ci sono miriadi di persone che sono peggio di noi…

Leggo di nuovi incarichi in seno alla società, di persone di fiducia del presidente. Non li conosco e non mi permetto di esprimere giudizi. Dispiace e risulta inattesa l’uscita di Maurizio De Filippo dalla società. Perché quest’estate aveva compiuto un capolavoro giuridico per ridare al Catanzaro quello che spettava e anche per immedesimazione nella figura del catanzarese andato a cercar fortuna lontano dai Tre Colli. Siamo certi che Cosentino spiegherà la situazione. La società è comunque da promuovere a pieni voti. Bilanci a posto tanto da far sgranare gli occhi agli organi competenti che in Lega Pro sono abituati a vedere disastri contabili e non solo. Il mercato di gennaio si è dimostrato ottimo. Complimenti anche ad Angelo Sorace. Gli innesti sono stati perfetti a partire da Sirignano e Quadri.

Sta andando bene anche Giampà e qui scusate se riprendo . Io avevo chiesto tempo per valutare se il giocatore avesse la “fame” giusta per affrontare un girone che è un inferno. Passare da San Siro allo stadio (?) di Gavorrano troncherebbe le gambe a chiunque. Lui ha dimostrato di tenere a Catanzaro e al Catanzaro. È un ragazzo molto intelligente e ne ho avuto conferma durante un’intervista al sempre benemerito Tg Giallorosso. Se posso fargli un appunto avrei evitato quel “Da residente a Terni odio Perugia…“. Non per moralismo o perbenismo ma perché certe affermazioni possono portare a squalifiche, vedi l’allenatore del Verona Mandorlini, e sarebbe sciocco perdere un giocatore importante per una cosa così, tanto più che il giudice sportivo non si risparmia mai sui nostri calciatori complici i referti arbitrali.

Un’ultima parola sulle istituzioni come sempre assenti. Catanzaro è famosa per il vento che spazza via tutto specie le pomesse dei politici. Il campo di allenamento a Giovino mai utilizzato, lo stadio senza Distinti (ma non dovevano essere pronti a settembre?). Chi guarda le riprese in tivù passa dallo spettacolo della Curva Capraro piena a immagini del campo che non si vedono neanche nei campionati di Eccellenza. Solo perché non c’è neanche il posto per posizionare al meglio una telecamera. Raisport ha dovuto desistere dall’idea di dedicare un posticipo al Catanzaro che pure avrebbe portato grandi ascolti. E anche la radio aspetta una cornice migliore per riaccendere i suoi microfoni dal Ceravolo. Ora leggo di cinque milioni pronti per ammodernare lo stadio. Eppure non riesco a togliermi dalla testa quel 6 maggio. Potrebbe essere il giorno della promozione ma sarà sicuramente quello del primo turno delle elezioni comunali. L’ipotesi “Promessa al vento” è concreta. Tocca ai catanzaresi, ai tifosi, prendersi quello che a loro spetta. Società e squadra il loro dovere lo stanno facendo al meglio.

Giuseppe Bisantis

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