Catanzaro News Mi ritorni in mente

Franco Cittadino: “Che gruppo i miei allievi…abbiamo battuto anche la Juventus”

Scritto da Daniela Critelli

“Con Silipo una vita insieme, con Massimo un’amicizia vera”

Prendi un pomeriggio nel piazzale dello stadio: tanti tifosi in attesa, qualche battuta scambiata al volo e il volto di un uomo che fatica a fare un passo senza essere riconosciuto. È l’immagine perfetta per introdurre il protagonista di questa settimana della rubrica “Mi ritorni in mente”, perché lui è uno degli uomini più rappresentativi della storia del calcio catanzarese.

Quella tra Franco Cittadino e il Catanzaro è una storia lunga e intensa. Comincia nelle giovanili giallorosse e si chiude con due esperienze in panchina in Serie C che hanno lasciato il segno. D’altronde, tra mister Cittadino e le Aquile c’è un legame speciale: proprio come nella celebre canzone di Venditti, “certi amori non finiscono… fanno dei giri immensi e poi ritornano…”.

Non solo, è la storia di un gruppo di amici che hanno sognato di cambiare la propria vita giocando a calcio in una piccola società di provincia che, negli anni ’70, è salita alla ribalta per essere approdata nel palcoscenico della Serie A.

Mister Cittadino, dopo la lunga trafila nelle giovanili, non è riuscito ad esordire in prima squadra ma, questo, non gli ha impedito di mantenere un rapporto speciale con i suoi ex compagni. Ed è proprio in mezzo a loro che ha incontrato il giocatore che sarebbe diventato uno dei suoi più grandi amici: «Un giorno, decido di andare a salutare  Fausto Silipo ed Adriano Banelli al campo perché il Catanzaro era rientrato dal ritiro. Mentre salutavo, eravamo nei pressi dell’ingresso in campo, arriva un giovane uomo con la barba e i capelli arruffati e Fausto mi dice “Ti presento Palanca, è un nostro nuovo giocatore”. Alla fine, dopo i saluti, rimango solo con lui, non sapevamo cosa dirci e, li per li, gli chiedo “Massimo ora cosa farai”…lui rispose: “Eh non so, cercherò un posto per mangiare” …e io da buon catanzarese ho esclamato “Vieni a mangiare a casa mia”… Allora ho chiamato mia mamma, ancora non ero sposato, e gli ho comunicato che avrei portato a casa un amico per pranzo… in tutta risposta mia madre mi comunica che per primo era previsto pasta e broccoli… pronta la risposta di Massimo “Io magno tutto!”… e da li è nata un’amicizia profonda e sincera, pura che dura ancora oggi!».

Dopo aver vestito la maglia di tante squadre calabresi, il suo percorso da allenatore inizia grazie alla proposta del tecnico con cui ha lavorato per gran parte della sua carriera: «Avevo appena finito il corso, ho incontrato Fausto Silipo che mi propose di iniziare insieme il percorso delle giovanili del Catanzaro andando ad allenare gli allievi. Con quel gruppo, di cui facevano parte Mancini, Bonacci, Antonio Criniti, Massimiliano Esposito, Brutto solo per citarne alcuni, ho vinto per due edizioni il torneo “Coscione” battendo, in una edizione la Juventus. Quei ragazzi sono diventati, poi, calciatori che hanno fatto il loro percorso nei professionisti».

Fra le tante avventure da allenatore, custodisce con affetto quella sulla panchina giallorossa nella stagione 2007-2008: «Quando è stato esonerato Silipo, io ero pronto ad andare via assieme a lui… invece, Fausto mi disse di non pensarci nemmeno a dimettermi e di rimanere li al suo posto per continuare il percorso che avevamo iniziato. La partenza fu buona, conquistammo sette punti in tre gare, ma dopo che affrontammo l’ultima in classifica, l’Andria, è iniziato il periodo negativo. Da catanzarese mi sentivo in colpa, chiesi a Logiudice di lasciare e, per le ultime gare, mi subentrò Agatino Cuttone. Di quelle prime tre gare ricordo l’urlo della “Capraro” “Cittadino uno di noi”.. è il ricordo più bello, che mi riempie ancora oggi il cuore».

Da Mister Cittadino ci congediamo con affetto, e non potrebbe essere diversamente da un gentleman di questa levatura, ma riusciamo a strappargli un’ultima battuta su questo Catanzaro: «Faccio i complimenti ad Aquilani per il lavoro che sta facendo, la squadra gioca un bel calcio e lo fa davvero bene».

Autore

Daniela Critelli

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