Un “Catanzaro B” che sorprende
Quello visto oggi al Barbera è stato, sulla carta, un Catanzaro rimaneggiato, quasi una seconda linea. Tante assenze, diversi titolari lasciati a riposo e una formazione inedita soprattutto tra difesa e centrocampo. Eppure, contro un Palermo guidato da Inzaghi e schierato con molti uomini di prima fascia, i giallorossi hanno mostrato personalità, organizzazione e qualità, riuscendo per lunghi tratti a tenere il controllo del gioco.
Prestazione solida nonostante gli episodi
Il Catanzaro ha dimostrato di saper stare in campo con ordine, accettando anche qualche rischio ma costruendo numerose occasioni da gol. A mancare è stata soprattutto la fortuna. Emblematico, in questo senso, l’autogol sfortunato di Nuamah, episodio che ha indirizzato la partita in modo pesante, penalizzando una squadra che fino a quel momento aveva risposto colpo su colpo e che, in due occasioni con Pittarello — arrivato a quota 12 centri — aveva anche costruito le premesse per il meritato vantaggio.
Il caso del rigore e l’intervento del VAR
A far discutere è stato soprattutto il calcio di rigore assegnato al Palermo dopo un lungo intervento del VAR. Una decisione che ha ribaltato quella iniziale dell’arbitro, lasciando perplessi giocatori, panchina e ambiente giallorosso. L’episodio, analizzato per diversi minuti, ha portato a una valutazione giudicata da molti eccessiva e poco coerente con la dinamica dell’azione. La reazione di Inzaghi, molto acceso a bordo campo, come se si trattasse di un rigore evidente, ha accompagnato un momento che ha inciso in maniera determinante sull’andamento del match. Saremmo poi curiosi di sapere cosa abbia detto l’arbitro al monitor ai “VARisti”, perché sembrava stesse spiegando di aver fischiato fallo di Peda su Frosinini. Poi c’è stata una vera e propria “vivisezione” dell’episodio che, ancora una volta, va contro lo spirito del gioco del calcio: da sport di contatto rischia sempre più di trasformarsi in altro.
I numeri danno ragione al Catanzaro
Al di là del risultato, le statistiche raccontano una partita equilibrata, se non addirittura favorevole ai calabresi:
- Possesso palla vicino al 60% per il Catanzaro
- 8 tiri nello specchio contro i 6 del Palermo
- 15 conclusioni totali contro 12
- Migliore precisione nei passaggi (86% contro 76%)
È vero che alla fine conta soprattutto il risultato, ma anche i dati meritano attenzione, soprattutto alla luce delle dichiarazioni di Inzaghi, che nei giorni scorsi aveva parlato di distanze nette tra le prime quattro e le altre in classifica. La realtà emersa oggi dal campo racconta altro: la squadra ospite ha dimostrato di potersela giocare alla pari, mettendo spesso in difficoltà i rosanero. Una prestazione che rende ancora più discutibili alcuni episodi arbitrali, apparsi favorevoli al Palermo, vittorioso grazie a un penalty molto contestato.
Le parole di Inzaghi e la replica del campo
Nel post-partita Inzaghi ha dichiarato che la sua squadra “non la ammazza nessuno”, sottolineando la forza del Palermo. Una posizione comprensibile, ma che alla luce di quanto visto in campo lascia spazio a qualche riflessione: contro un Catanzaro rimaneggiato, i siciliani sono apparsi più volte in difficoltà, lontani da quella superiorità netta evocata nei giorni scorsi.
Applausi al Catanzaro, resta l’amarezza
Al di là della sconfitta, la prestazione del Catanzaro merita solo applausi. Rimane però una forte amarezza per un risultato che appare ingiusto per quanto espresso sul terreno di gioco. L’auspicio è che episodi come quelli di oggi non si ripetano nei momenti decisivi della stagione, perché le vittorie dovrebbero sempre essere determinate dal campo e non da decisioni controverse.
Il Catanzaro esce sconfitto, ma con la consapevolezza di aver disputato una gara di grande spessore. La squadra di Aquilani ha mostrato personalità, organizzazione e coraggio, qualità che non sempre si vedono con questa continuità, soprattutto in condizioni di emergenza. È proprio questo atteggiamento, unito alla capacità di restare in partita e proporre gioco contro avversari di alto livello, che rappresenta il segnale più incoraggiante. Se questo è lo spirito, al di là del risultato odierno, il percorso può davvero riservare soddisfazioni importanti.
Foto US Catanzaro 1929
Redazione 24

