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Petriccione, 81 volte Catanzaro: storia di un legame che va oltre i numeri

Scritto da Redazione

Il centrocampista GialloRosso celebra sui social il forte legame con le Aquile

Ci sono numeri che restano numeri.
E poi ci sono numeri che raccontano una storia.

Ottantuno presenze non sono solo una statistica per Jacopo Petriccione. Sono un percorso, una rinascita, un legame costruito giorno dopo giorno sotto il cielo del Ceravolo.

E allora non è un caso che il centrocampista giallorosso abbia scelto proprio i social per fermare il tempo e mettere nero su bianco quello che, forse, molti avevano già capito: Catanzaro non è più una tappa, è diventata casa.

Da sabato posso dire con orgoglio che l’US Catanzaro è la squadra più rappresentativa della mia carriera”, scrive Petriccione. Parole semplici, ma pesanti. Perché dentro c’è tutto: il passato, le difficoltà e la rinascita.

Già, perché dietro quelle 81 presenze c’è molto più di quanto racconti il campo. C’è un gennaio 2024 in cui, come ammette lo stesso giocatore, “versavo in gravi difficoltà psicofisiche”. E c’è una società che ha scelto di crederci, di puntare su di lui quando forse non era la scelta più semplice.

Da lì è iniziato tutto.

Un percorso silenzioso, fatto di geometrie, di palloni giocati sempre con lucidità, di quella capacità rara di dare ordine al caos. Petriccione non è uno che riempie gli highlights, ma è uno che riempie le partite. E il Catanzaro, nel tempo, ha iniziato a girare anche e soprattutto attorno a lui.

Nel suo messaggio c’è spazio per tutti:
Un grazie alla società, ai compagni di squadra e ai nostri tifosi… mi hanno fatto sentire orgoglioso di appartenere a questa grande famiglia”.

E forse è proprio qui il punto.

Perché in un calcio dove tutto cambia in fretta, dove le maglie spesso sono solo di passaggio, sentire un giocatore parlare di “famiglia” non è mai banale. È il segno di qualcosa che si è creato davvero.

Ogni singola presenza è un segno del legame che si è creato”, scrive ancora. E quel legame, oggi, è sotto gli occhi di tutti: nei palloni chiesti sempre, nei tempi dettati con naturalezza, nella fiducia che i compagni ripongono in lui nei momenti più delicati.

Ottantuno volte Catanzaro.
Ottantuno volte responsabilità.
Ottantuno volte presenza vera.

E alla fine, quel “81 volte grazie” non è solo il suo messaggio ai tifosi.
È anche, in fondo, quello che questa piazza sente di restituirgli.

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