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Febbre a 90’? No, meglio a 180’ contro chi… tutto cominciò!

Scritto da Vittorio Ranieri

Partendo dal libro di Nick Hornby, forse, la sfida col Palermo è da ragionare e inquadrare nell’ottica del doppio confronto

Febbre a 90′ (Fever pitch), pubblicato nel 1992, è stato il primo libro di Nick Hornby. È la storia della relazione tra l’autore stesso e il calcio, il racconto di quell’amore viscerale tra lo scrittore e la sua squadra del cuore, l’Arsenal. Il libro ha poi ispirato l’omonima pellicola uscita nelle sale nel 1997.

Ricapitolando. In novanta minuti, Pippo Inzaghi spera, vuol chiudere il discorso qualificazione. Così ha dichiarato. E lasciamo stare qualsiasi commento al riguardo. Però un’attenuante vogliamo concederla a Super Pippo, ovvero quella di guidare una Grande Delusa del campionato, dovendo al contempo tenere a bada una piazza pronta a “mugugnare” in caso di eliminazione.

Ma alla gara d’andata (e non dobbiamo essere ipocriti) si aggrappano e ripongono fiducia (e speranze) anche tanti tifosi e addetti ai lavori nell’ambiente giallorosso, consci che, al ritorno, Iemmello e compagni saranno attesi da una “Favorita”, pardòn da un “Barbera” che straboccherà di passione e presenterà un colpo d’occhio notevole.

Sempre un’insolita febbre a 90’ ha investito un po’ tutti noi la sera del 25 ottobre scorso, in occasione della gara di andata della regular season contro i rosanero, in cui probabilmente iniziò veramente il campionato delle Aquile. La notte in cui tutto cominciò. Prima del fischio d’inizio: atmosfera mesta fuori dal Ceravolo (lo raccontammo nel nostro “pre”), un Catanzaro reduce da un avvio di campionato complicato, con sei pari di fila e la sconfitta di Monza, una piazza molto preoccupata ed allarmata (tra cui chi scrive) ed un allenatore all’ultima spiaggia contro una Grande del campionato. Insomma c’erano tutti i presupposti per un harakiri. Il campo stupì tutti e ci regalò un Catanzaro che si scoprì vincente e capace di soffrire.

Il perché di questo preludio? Facile. Non carichiamo di troppa importanza gara-1 in programma al Ceravolo. Quella col Palermo è, infatti, una sfida da ragionare e da inquadrare nell’arco dei 180’. I giallorossi, lo scorso primo maggio, hanno già dimostrato in Sicilia cosa sanno e cosa possono fare. L’importanza della gestione del doppio confronto è stata sottolineata (correttamente) anche dal tecnico brianzolo Bianco, alla guida dell’altra Grande Delusa della B, nell’immediata viglia di Juve Stabia-Monza.

Di certo, 90’+90’ sarà un meraviglioso febbrone sportivo che non vediamo l’ora di vivere!

Una chiosa finale. La sera in cui tutto cominciò, si affacciò al “pre”, per la prima volta, il nostro dottor Gino Alparone, dopo di allora (e a ben ragione) ribattezzato il “Talismano”.

Non è vero, ma ci credo!

Foto tratta dal web

Autore

Vittorio Ranieri

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