Avremmo voluto introdurre questa rubrica dedicata all’avversario di turno con la giusta dose di enfasi che una semifinale così attesa merita, ma le tragiche circostanze (leggi qui) fanno sì che l’euforia lasci il posto al cordoglio e alla tristezza.
Una piccola vita che si spegne, un grande esempio che accende i nostri cuori
Il presidente del Palermo, Dario Mirri con parole rotte dall’emozione, ha dichiarato che è difficile trovare un senso quando l’ordine naturale della vita viene stravolto come in questo caso. Alessia la guerriera rappresenta un simbolo di caparbietà e amore che travalica le rivalità sportive. Il gesto molto bello dei tifosi catanesi, accorsi alla camera ardente allestita al Barbera e le decine di attestazioni di cordoglio e vicinanza ai familiari da parte di tante tifoserie, dimostra che pur cambiando i colori che si ostentano sotto di essi rimane quella umanità che ci rende uguali gli uni agli altri. Il Palermo, per l’occasione, dovrebbe giocare con il nome della piccola Alessia scritto sulla maglia.
Sarà una partita inevitabilmente segnata da questo lutto, ma in campo i giocatori avranno un motivo in più per onorare una guerriera, una tifosa, una bambina splendida.
Differenti concetti per lo stesso obiettivo
Una gara determinante per due formazioni che hanno interpretato il campionato con differenti obiettivi iniziali e che ora si giocano tutto in 120 minuti.
Il Palermo ritenta per il quarto anno quel salto che i tifosi sognano e la proprietà è orientata a raggiungere.
Investimenti importanti per il City Group, disavanzi di bilancio da top club, continue immissioni di denaro per cercare di ripianare le casse della società.
Dal punto di vista tattico, la sfida propone un interessante confronto di idee. Da una parte Filippo Inzaghi, dall’altra Alberto Aquilani: stesso sistema di riferimento, il 3-4-2-1, ma principi opposti. Il Palermo privilegia compattezza difensiva e protezione dell’area, mentre il Catanzaro ha costruito un’identità offensiva riconoscibile fatta di possesso palla e verticalizzazioni rapide.
Gestione e concentrazione
Giorni fa, nel corso di un allenamento a cui hanno partecipato 4.000 tifosi rosanero, Palumbo in un contrasto ha subito una botta che ha causato due traumi, uno contusivo al torace l ‘altro distorsivo al ginocchio. Malgrado gli esami strumentali abbiano escluso complicazioni gravi, il fantasista è sotto osservazione per valutare il suo impiego al Ceravolo. Eventualmente al suo posto Inzaghi può scegliere sia Gyasi impiegato proprio al Barbera contro i giallorossi, oppure Johnsen se il tecnico ha in mente di schierare un attaccante puro come Douaron dietro mister 24 gol.
Sotto osservazione anche Bani che, malgrado il suo rientro contro il Catanzaro di due settimane fa, ancora non è al meglio. Autentico portafortuna dei rosanero, senza di lui in sette gare i siciliani vincenti solo una volta.
Una gara da onorare
Una serata di trepidazione, di forti emozioni ma anche di raccoglimento. Il pubblico del Ceravolo sarà chiamato a sostenere e incitare i ragazzi alla conquista di un sogno.
Mancheranno i tifosi ospiti, un’altra sconfitta dello sport e un’occasione persa per certificare la bellezza e la spettacolarità di questa serie B.
Almeno ci piacerebbe che quegli spalti vuoti fossero riempiti dalle scolaresche, da bambini come Alessia e che fossero i loro occhi innocenti e il loro sorriso felice a ricordare a tutti noi come dovrebbe essere vissuto il gioco più bello del mondo.
foto copertina di uscatanzaro.net

