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Tra magia e “troppa” Favola…

Scritto da Vittorio Ranieri

Nella notte di Monza, tante emozioni racchiuse anche nelle dichiarazioni e nelle immagini

“A kind of magic”, tradotto in italiano “una specie di magia”, “una sorta di magia”, non è solo la celebre canzone dei Queen, scritta da Roger Taylor, ma è anche la battuta iconica pronunciata dal personaggio di Connor MacLeod nel film cult Highlander – L’ultimo immortale del 1986.

Da ieri, il copyright calcistico spetta ad Alberto Aquilani, che, in sala stampa, ha ripetuto più volte il termine “magico” nel descrivere il suo Catanzaro: “Abbiamo creato una squadra magica”.

E di magia, nel romanzo del dopo partita dell’U-power stadium, c’è stata anche in quella che è la cartolina della serata. Il mister che va quasi a salutare e ringraziare uno ad uno i tifosi assiepati in curva e viene immortalato mentre consola il bambino che piange. Quella foto è divenuta iconica, virale, scomodando persino grandi firme del giornalismo italiano.  Sulla Stampa nazionale, c’è chi ha parlato dell’Uesse come “più di una favola” commentando la stagione delle Aquile e l’immagine del post gara.

In fondo, questo Catanzaro è stato la Favola che, incontrando la Magia, ha quasi sovvertito le leggi della fisica, piegandosi soltanto al freddo regolamento, che non ha regalato nemmeno il “premio” dei supplementari. E che, alla fine, ha finito per avvantangiare oltremisura la squadra meglio classificata.

Eppure, nell’immediata vigilia di gara-1 della finale, c’era chi mi suggeriva di fare attenzione, dicendomi “c’è il Monza del fondo americano, che ha l’obbligo di vincere, e voi forse siete troppo favola”. Il vero motivo? L’ho capito solo al fischio finale, quando il calcio mi ha ricordato che sa essere maledettamente crudele…

Immagine tratta dal web e dalla pagina instagram di Dazn

Autore

Vittorio Ranieri

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