Quattro anni stupendi
Negli ultimi quattro anni il Catanzaro ha riscritto una pagina straordinaria della propria storia. Dalla promozione dei record conquistata sotto la guida di Vincenzo Vivarini, fino alla stagione culminata con la corsa verso la Serie A guidata da Alberto Aquilani, il club giallorosso è tornato a occupare il posto che gli compete nel calcio del Sud.
La chiesa al centro del villaggio
Non si è trattato soltanto di risultati sportivi. Il Catanzaro è tornato a essere il centro di una comunità, la “chiesa al centro del villaggio” del calcio calabrese.
La squadra che nel 1971 regalò alla Calabria la sua prima storica promozione in Serie A è riuscita ancora una volta a riunire generazioni diverse: i tifosi che avevano vissuto i fasti del passato, i figli cresciuti ascoltando quei racconti e tanti giovani che si sono innamorati per la prima volta dei colori giallorossi.
È nato così un popolo in viaggio. Un popolo che ha riempito stadi e autostrade, che ha riportato entusiasmo in tutta la regione e che ha riscoperto il senso di appartenenza a una storia gloriosa. Una storia che appartiene prima di tutto a Catanzaro, ma che ha saputo coinvolgere tanti calabresi al di là delle appartenenze territoriali e delle rivalità sportive.
In un calcio con tante anomalie
In un calcio sempre più dominato dalle differenze economiche, dove il divario tra Nord e Sud Italia è evidente e dove persino le grandi società italiane faticano a competere con i colossi europei, il percorso del Catanzaro assume un significato ancora più importante.
Una proprietà del territorio, una tifoseria che non ha mai abbandonato la squadra neppure negli anni più difficili, una passione tramandata di padre in figlio: sono questi gli elementi che hanno permesso la rinascita.
Quando gli sfottò non bastano a cancellare la storia
Per questo sarebbe sportivo riconoscere la realtà dei fatti. Le sconfitte e le vittorie fanno parte del calcio, ma la storia resta. E la storia dice che il Catanzaro rappresenta la realtà più importante e identitaria della Calabria calcistica. Gioire delle difficoltà altrui o esultare per una sconfitta occasionale non cambia ciò che è stato costruito in questi anni.
Il Catanzaro non è soltanto una squadra che ha vinto delle partite. È l’esempio di come una comunità possa rialzarsi senza rinnegare le proprie radici. È il simbolo di una passione che non si è mai spenta, neanche quando tutto sembrava perduto.
Più che cercare motivi per sminuire questo percorso, chiunque ami il calcio calabrese dovrebbe guardarlo con attenzione. Perché il modello è sotto gli occhi di tutti: identità, appartenenza, programmazione e orgoglio. Non serve invidiarlo. Semmai, provare a prenderlo come esempio.

