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Oh Capitano, mio Capitano: quando il calcio diventa appartenenza

Scritto da Redazione

Il messaggio dell’uomo simbolo del Catanzaro celebra ciò che nessuna sconfitta potrà cancellare: identità, orgoglio e amore per questi colori

Ci sono messaggi che vanno oltre il calcio. Parole che non raccontano semplicemente una stagione, ma racchiudono un senso di appartenenza, una storia condivisa e un legame che nessun risultato può spezzare.

Quelle scritte dall’uomo simbolo del Catanzaro non sono le parole di chi guarda soltanto il tabellino o una classifica. Sono il racconto di un percorso umano e sportivo costruito sull’orgoglio, sul sacrificio e sulla capacità di restare uniti anche quando la strada si fa più difficile.

In un calcio sempre più dominato dai numeri, dai bilanci e dalle differenze economiche, questo messaggio ricorda che esistono ancora valori che non possono essere comprati: l’identità, il coraggio, il senso di appartenenza e l’amore incondizionato per una maglia.

È la testimonianza di chi ha vissuto questa avventura dall’interno e ha compreso che certe vittorie non si misurano con una coppa alzata al cielo. Si misurano nella capacità di unire una città, di far sognare un popolo e di lasciare un segno destinato a rimanere nel tempo.

Per questo le sue parole meritano di essere lette con attenzione. Perché parlano del Catanzaro, ma raccontano qualcosa che va oltre il calcio: la forza di una comunità che non ha mai smesso di credere nei propri colori.

Dal profilo Instagram di Pietro Iemmello

“La storia, si dice, la scrive chi vince. Ed è vero. Ma esistono vittorie che nessuna classifica può raccontare, nessuna coppa può rappresentare, nessun risultato può cancellare. Noi abbiamo vinto con la passione. Abbiamo vinto con il sacrificio. Abbiamo vinto con l’amore per questa maglia, per questi colori, per questa gente. Siamo stati un corpo UNICO. Un solo cuore che ha battuto all’unisono. Società, Presidente, Direttore, squadra, mister, staff, magazzinieri, fisioterapisti, dottori e tifosi: un’unica anima che ha camminato nella stessa direzione. Abbiamo vinto ogni volta che ci siamo rialzati dopo una caduta. 

Ogni volta che abbiamo stretto i denti nel silenzio. Ogni volta che abbiamo scelto di lottare insieme invece di arrenderci. E forse la nostra vittoria più grande è stata un’altra. Essere un esempio. Un esempio per tutta l’Italia. Perché in un calcio dove spesso contano i budget, i numeri e la forza economica, noi abbiamo dimostrato che esistono ancora valori che non si possono comprare. Abbiamo affrontato montagne che sembravano impossibili da scalare. Abbiamo sfidato realtà più grandi, più ricche e più potenti di noi. E lo abbiamo fatto senza paura, guardandole negli occhi. 

“Perché essere i più forti è facile quando hai tutto. Essere i più coraggiosi quando hai meno è qualcosa di straordinario. E grazie a chi ci ha sostenuto dagli spalti, da casa, ovunque. Perché nei momenti più duri ci avete ricordato chi eravamo. Forse la coppa finirà nelle mani di qualcun altro. Ma nessuno potrà portarci via ciò che abbiamo costruito insieme. Perché i trofei riempiono le bacheche. 

L’amore, il coraggio e il senso di appartenenza riempiono una vita. E quando un giorno guarderemo indietro, non ricorderemo soltanto un risultato. Ricorderemo di aver dato tutto. E chi dà tutto, non perde mai davvero. Perché quando riesci a far battere il cuore anche a chi non ti appartiene, significa che hai lasciato un segno. Significa che la tua storia è diventata l’emozione di tanti. E nessuna sconfitta può cancellare una cosa così grande. C’è sempre un Alba dopo una notte buia. TI AMO”.

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