21 agosto 2026 , Settantatré anni oggi. Ma provate a chiedere a un tifoso giallorosso quanti ne ha Massimo Palanca: vi risponderà venticinque, forse ventisei. L’età di quel ragazzo coi baffi lunghi e i calzoncini tirati su che si sistemava la palla sulla bandierina, alzava lo sguardo una volta sola e faceva finire il pallone dove nessuno credeva potesse arrivare. Il tempo, con certi giocatori, semplicemente non attacca.
Auguri, Massimo, festeggiamo come si deve: ricordando.
Un metro e sessantanove di leggenda, piede numero 37. Tutto ciò che il calcio considerava un limite, lui lo trasformò in firma. Sandro Ciotti arrivò a definire quel mancino tra i migliori d’Europa, e non era un’iperbole da radiocronista: era la constatazione di chi vedeva una palla partire dalla bandierina e finire in porta senza che nessuno la toccasse.
Tredici reti olimpiche. Tredici. Un numero che gli è valso il Guinness dei primati e che, a Catanzaro, non è una statistica ma un patrimonio orale, tramandato di padre in figlio come si tramandano le storie importanti.
Il Catanzaro, per sempre
Arrivato in giallorosso a metà anni Settanta, Palanca ha costruito qui la parte più luminosa della sua carriera: undici stagioni, un numero di maglia — l’undici — diventato tutt’uno con lui, e la conquista di tre promozioni tra Serie A e Serie B. È il miglior marcatore della storia del club, con numeri che a seconda dei conteggi sfiorano o superano le 130 reti in oltre 360 presenze ufficiali.
Ma se si dovesse scegliere un solo pomeriggio, sarebbe il 4 marzo 1979. Olimpico, Roma-Catanzaro: il tabellino ripeteva ostinatamente lo stesso cognome, tre volte. Uno di quei gol era partito dalla bandierina e non l’aveva toccato nessuno. Quel giorno Catanzaro non era una provincia del calcio italiano: era il centro esatto del mondo.
Seguirono le esperienze a Napoli, Como, Foligno. Poi il ritorno a casa, perché di casa si trattava: 1986-87, diciassette gol, promozione in Serie B. E il congedo nel 1990, con la fascia di capitano al braccio. Non c’era altro modo di finire.
Oggi il Catanzaro guarda avanti, e fa bene. Ma ogni ambizione giallorossa parte da lì, da quel sinistro che insegnò a una città intera che si può essere piccoli di statura e giganteschi nel ricordo.
Buon compleanno, Massime’, da tutti noi di UsCatanzaro.net.
E ora tocca a voi: qual è il vostro gol di Palanca? Raccontateci sui nostri canali social. Perché le leggende, come le storie, restano vive finché qualcuno le racconta.
Redazione 24

