Catanzaro News • In primo piano

Senza Catanzaro, l’arte di arrangiarsi aspettando il campionato

Scritto da Redazione

Dalla caccia a una partita allo scouting da divano: cronache semiserie di un tifoso costretto a reinventarsi il fine settimana

La prima settimana è passata, ne restano altre due senza Catanzaro. Per Gorgone e la squadra sono giorni preziosi per lavorare dopo un avvio da una vittoria e quattro sconfitte. Per il tifoso, invece, il problema è decisamente meno tecnico: come riempire il fine settimana.

All’inizio il materiale non mancava. Le sconfitte, il mercato, le scelte dell’allenatore, la formazione da rifare almeno un paio di volte al giorno. Nel frattempo, come sempre accade nel calcio, sono aumentate anche le quotazioni di chi ha giocato meno. La panchina resta un formidabile moltiplicatore di talento: tre partite fuori e diventi indispensabile, qualche settimana in più e parte la domanda: «Ma perché questo non gioca?».

Adesso, però, anche gli argomenti cominciano a consumarsi. E con i principali campionati fermi per gli impegni delle nazionali viene meno persino il tradizionale rifugio nel calcio degli altri.

Il giro del mondo con il telecomando

Comincia allora la perlustrazione del palinsesto. Si scende di categoria, si attraversano frontiere e si scoprono campionati che fino a pochi giorni prima avremmo avuto qualche difficoltà persino a collocare geograficamente.

Così anche uno 0-0 su un sintetico, davanti a centottanta spettatori e ripreso da una telecamera sistemata sul tetto di un condominio, può improvvisamente diventare interessante. Basta poco per entrare nel clima: al settantesimo arriva già il primo «Questo è rigore netto». Per chi, tutto sommato, è un dettaglio.

Ma il tifoso giallorosso non può limitarsi a guardare. Deve rendersi utile.

Il mercato non dorme mai

Parte quindi lo scouting da divano e l’obiettivo è quasi inevitabile: trovare un centrale difensivo.

Ne basta uno alto un metro e novanta che vinca due palloni di testa per far partire le verifiche: nome, età, piede, presenze, contratto. Se è svincolato, tanto meglio. Se anticipa l’attaccante, l’interesse cresce. Se riesce anche a impostare senza provocare palpitazioni, il giudizio è pronto: «Questo in B sposta».

Dodici minuti prima non sapevamo che esistesse. Mezz’ora dopo diventa difficile capire come abbia fatto a sfuggire al Catanzaro. Dopo un’ora arriva anche la conclusione: «Il mercato andava fatto diversamente».

È il grande vantaggio dello scouting da divano: i calciatori segnalati quasi mai arrivano. E quindi possono restare fortissimi per sempre.

Dal calcio a qualsiasi cosa abbia un arbitro

Quando anche il pallone scarseggia, il tifoso diventa sportivamente onnivoro. Basket, volley, tennis, motori: tutto può servire.

L’apprendimento è rapidissimo. Si parte con «Ma come funziona questa regola?», poco dopo si passa a «Questo arbitro non capisce niente» e, raggiunta la piena maturità tecnica, arriva inevitabilmente «L’allenatore deve cambiare qualcosa».

Cambiano gli sport, non le abitudini.

Alla fine avremo scoperto nuovi campionati, seguito discipline normalmente trascurate, individuato almeno quattro centrali difensivi e rifatto il Catanzaro abbastanza volte da poter consegnare direttamente la distinta a Gorgone.

Poi tornerà il campionato. E dopo tre settimane trascorse a invocare pazienza, lavoro e serenità, basterà probabilmente il primo pallone sbagliato per ascoltare la domanda più prevedibile di tutte: «Ma in queste tre settimane che hanno fatto?».

A quel punto sarà ufficiale: il Catanzaro sarà tornato. E anche noi.

Redazione 24

Autore

Redazione

Dal 2002 il portale più letto e amato dai tifosi giallorossi del Catanzaro

Scrivi un commento