Archiviata la sconfitta di Vicenza, il Catanzaro torna al lavoro con la testa già rivolta alla trasferta di Pisa. Una settimana importante per Giorgio Gorgone, chiamato a lavorare sugli aspetti emersi al “Menti” ma anche ad inserire gli ultimi arrivati in un gruppo ancora in fase di costruzione.
Il tecnico potrà contare su Emanuele Pecorino, rimasto fuori a Vicenza dopo l’arrivo in giallorosso, e su Samuel Giovane, che ha invece già fatto il suo esordio nella prima giornata di campionato.
Il punto su Pafundi
L’attenzione sarà soprattutto sulle condizioni di Simone Pafundi, assente a Vicenza. Il giocatore sarà valutato per comprendere l’entità del problema e, soprattutto, se lo stop possa protrarsi oltre la gara di Pisa.
Mercato, servono ancora tre innesti
Parallelamente continua il lavoro del direttore sportivo Ciro Polito. La priorità resta la difesa: il Catanzaro punta a due innesti, con Marco Imperiale tra gli obiettivi e la necessità di aggiungere anche un altro centrale.
Non è chiuso neppure il capitolo centrocampo, dove la società cerca un ulteriore elemento per completare il reparto.
Sul fronte delle uscite resta aperta la situazione di Filippo Pittarello, destinato al Pisa. La trattativa tra i club è avviata da tempo; ove andasse andasse in porto, per evidenti ragioni di opportunità legate allo scontro diretto ormai imminente, l’operazione dovrebbe però essere definita soltanto dopo la partita. Sul punto è intervenuto nelle ultime ore il Presidente Noto che ha aperto all’ipotesi di una permanenza del veneto in giallorosso
In uscita anche diversi elementi che finora non avrebbero convinto pienamente Gorgone. Tra i nomi destinati a trovare una nuova sistemazione ci sono Bashi, Postiglione e Volpe, oltre ad altri calciatori sui quali verranno effettuate le valutazioni definitive in questi ultimi giorni di mercato.
Ceravolo, il 24 agosto è arrivato
C’è infine un altro fronte che il Catanzaro segue con particolare attenzione ed è quello del “Nicola Ceravolo”.
«Dal 24 agosto riprenderanno le lavorazioni visibili all’interno dello stadio», aveva dichiarato nei giorni scorsi il sindaco Nicola Fiorita, confermando il cronoprogramma che prevede il completamento della nuova curva Ovest entro il 30 ottobre.
Quel 24 agosto è arrivato.
La società giallorossa continua a seguire con attenzione l’evoluzione del cantiere e, sullo sfondo, resta una comprensibile preoccupazione per il rispetto dei tempi. Per l’Uesse la questione stadio non è infatti un elemento secondario: mentre Gorgone lavora per costruire il nuovo Catanzaro sul campo e Polito prova a completarlo sul mercato, fuori dal rettangolo verde corre un’altra partita, quella contro il tempo per restituire al più presto alla squadra e ai suoi tifosi un Ceravolo pienamente fruibile.
Redazione 24


Al posto del Presidente Noto, prenderei in considerazione l’ipotesi di fare giocare il Catanzaro da una altra parte. Coi rattoppi fatti in questi anni al Ceravolo e in totale quasi 20 milioni spesi, si doveva e poteva puntare su un nuovo impianto in una parte di Catanzaro in piano e più accessibile, con vie di accesso, vie di fuga, parcheggi e vicino alle grandi arterie, come la variante della ss106 e alla 2 mari. Ricordo che a Frosinone 5 anni fa con 20 milioni lo hanno fatto nuovo ed è un gioiellino. Io ho avuto modo di vistarlo spesso per lavoro, vivendo a Roma. Anacronisticamente e contro ogni logica umana, invece, hanno voluto lo stadio allo stadio, come l’ospedale all’ospedale, con testardaggine per accontentare 4 commercianti e per non spopolare la parte alta da dove comunque tutti scappano. Io sono nato nei vicoli del centro storico, ma un conto è preservare il vecchio centro storico, altro è volere ancora di più arrampicarsi sul cucuzzolo pur di non scendere a valle.
Non capisco la bocciatura di Bashi nazionale albanese e Postiglione lo scorso anno miglior terzino della C per andarci a ricomprare uno che avevamo venduto.Se Pittarello resta avremo problemi di abbondanza e magari giochiamo con una sola punta.