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Serie B, mercato chiuso: Palermo alza l’asticella, Vicenza e Verona accelerano sul gong

Scritto da Redazione

Le venti squadre hanno completato gli organici e il campionato entra nella sua fase reale. I rosanero sembrano avere qualcosa in più, ma dietro cresce la concorrenza. Tanti movimenti anche nelle ultime ore.

Il gong del mercato mette finalmente un punto alle valutazioni estive. Ora la Serie B 2026/27 può essere giudicata sulla base degli organici definitivi. E la fotografia che emerge dalla rassegna stampa del 2 settembre è quella di un torneo ancora una volta ricco di qualità, con diverse società intervenute pesantemente e altre capaci di piazzare gli ultimi innesti proprio sul filo di lana.

Il Palermo resta il principale riferimento. Pippo Inzaghi ha a disposizione una rosa costruita senza nascondere le ambizioni di promozione. Perin, Augello, Strefezza, Johnsen e Pohjanpalo sono alcuni dei nomi che danno la misura della qualità e soprattutto della profondità dell’organico rosanero. Non soltanto una formazione titolare importante, dunque, ma alternative praticamente in ogni reparto.

Dietro, però, il mercato ha accorciato qualche distanza. Il Vicenza è stato tra i protagonisti delle ultime ore, assicurandosi Merkaj, Papetti e Bellemo. Tre innesti diversi per caratteristiche e ruolo, ma accomunati dalla conoscenza della categoria e capaci di rendere ancora più competitivo un gruppo che aveva già mostrato buone qualità in questo avvio di stagione.

Ha chiuso forte anche il Verona, con Edoardo Iannoni e Caleb Ekuban. Il primo aumenta le soluzioni in mezzo al campo, il secondo porta esperienza e peso offensivo. Due operazioni che confermano le ambizioni di una squadra destinata, almeno sulla carta, a frequentare la parte alta della classifica.

Da seguire con attenzione anche l’Avellino, che ha inserito giocatori come Cheddira, Cancellieri, Palma e Simic, completando poi il lavoro con Adamo e Di Bitonto. Gli irpini hanno iniziato il torneo con il piede giusto e il mercato conferma la volontà di non recitare un ruolo secondario.

Ci sono poi società che hanno scelto colpi mirati. L’Ascoli ha affidato a Brunori una parte importante del proprio potenziale offensivo; l’Arezzo ha aggiunto Mancuso e Olivieri, mentre il Benevento ha inserito anche il giovane Mannini.

La Cremonese presenta un gruppo nel quale figurano nuovi elementi come Berti, Gerli, Pontisso, Vogliacco e Licina. La Carrarese ha lavorato su più reparti con Ravaglia, Braunöder e Bonfanti, mentre l’Empoli ha scelto anche l’esperienza e la conoscenza dell’ambiente di Bandinelli.

Il Cesena ha aggiunto Bohinen, Ceesay e Frabotta; la Juve Stabia ha pescato dall’Atalanta con Vismara e Lonardo. Il Modena ha inserito Folino, il Mantova Del Lungo, mentre il Padova ha completato l’organico con Galazzi.

Interessante anche il lavoro del Südtirol che, dopo aver salutato Merkaj, ha puntato tra gli altri su Zeroli e Anghelè. La Sampdoria ha aggiunto qualità ed esperienza con Verschaeren, Delli Carri e Mbabu, mentre tra i nuovi volti del Pisa figura Rao. L’Entella, infine, ha lavorato soprattutto per ampliare e riequilibrare le alternative a disposizione.

Il quadro complessivo racconta quindi una Serie B senza una vera zona franca. Il Palermo sembra partire un gradino sopra le altre per qualità e profondità, ma il mercato di Vicenza e Verona, la costruzione dell’Avellino e gli investimenti delle altre pretendenti rendono prematuro disegnare gerarchie troppo rigide.

E questa, probabilmente, è la prima certezza lasciata dal mercato: molte squadre si sono rinforzate e poche sembrano disposte ad accontentarsi. Da settembre finiscono le trattative e comincia il lavoro più difficile: trasformare i nomi in una squadra e le ambizioni in punti.

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