Aequilibrium. Dal latino: equilibrio, bilanciamento. Forse è proprio questa la parola che serve oggi al Catanzaro e a tutto ciò che gli gira intorno.
Non eravamo brocchi dopo tre sconfitte consecutive. Non siamo diventati campioni dopo la prima vittoria. In mezzo c’è il Catanzaro di oggi: una squadra ancora in costruzione che contro la Carrarese ha finalmente rialzato la testa, ritrovando punti, fiducia e soprattutto un po’ di serenità.
La vittoria serviva. Quasi più per liberare la testa che per la classifica. La tensione si avvertiva e una quarta gara senza punti avrebbe inevitabilmente alimentato pressioni, polemiche e processi. Averla portata a casa nel finale può rappresentare una piccola svolta soprattutto sul piano mentale.
Ci sono motivi per essere sereni e motivi per continuare a lavorare. Contro la Carrarese si sono visti giocatori già in palla, capaci di alzare il livello quando la partita lo richiedeva. Pafundi ha mostrato qualità e personalità, Iemmello resta il riferimento tecnico e caratteriale. Altri hanno dato segnali incoraggianti.
Ma non tutti sono allo stesso punto. Qualcuno deve crescere fisicamente, qualcuno deve entrare meglio nei meccanismi, qualcun altro deve ancora dimostrare pienamente il proprio valore. Anche il Catanzaro deve diventare più veloce nella circolazione, più continuo durante i novanta minuti e più incisivo quando trova davanti squadre chiuse.
È quello che abbiamo provato a dire anche venerdì nel nostro Salotto: tre sconfitte non potevano cancellare tutto, così come una vittoria non può improvvisamente risolvere tutto. Nel calcio gli equilibri cambiano velocemente. I giudizi dovrebbero farlo molto meno.
E nell’equilibrio del giudizio c’è anche Floriano Noto. Dopo tre sconfitte il Presidente non si è nascosto. Ci ha messo la faccia, ha ribadito quali sono le risorse del Catanzaro e la linea della società, fondata sulla sostenibilità. Si può discutere una scelta, contestare un mercato, avere opinioni diverse. Ma resta un dato: la proprietà Noto rappresenta da anni il punto fermo del progetto Catanzaro. E nei momenti di difficoltà la solidità di una società conta forse ancora più di quando arrivano le vittorie.
Naturalmente la solidità societaria deve essere accompagnata dalle risposte del campo. Qui entra in gioco il lavoro del direttore sportivo. Polito ha costruito questa squadra e adesso deve continuare a lavorare. Il mercato non può essere bocciato definitivamente dopo tre sconfitte e non può essere promosso dopo una vittoria. Alcuni giocatori sembrano già pronti, altri hanno bisogno di condizione, tempo e inserimento. Alla fine sarà il campo a stabilire la bontà delle scelte.
Lo stesso vale per Gorgone. Ha bisogno di tempo, ma quel tempo deve servire a dare al Catanzaro identità, ritmo, equilibrio e continuità.
Noto garantisce il progetto, Polito ha la responsabilità delle scelte tecniche, Gorgone quella di trasformarle in una squadra. Ognuno nel proprio ruolo, ognuno con le proprie responsabilità. Anche questo è aequilibrium.
Il prossimo esame è già fissato: 19 settembre, Genova. Una partita diversa, in uno scenario importante, che potrà raccontarci qualcosa in più sulla personalità di questo Catanzaro.
Poi arriveranno ventidue giorni senza partite. Una sosta lunghissima che dovrà diventare quasi un secondo ritiro. Mettere benzina nelle gambe di chi è indietro, inserire definitivamente i nuovi, affinare gli automatismi, aumentare intensità e velocità.
Ventidue giorni da sfruttare fino all’ultimo. La vittoria sulla Carrarese, dunque, non è un punto d’arrivo. È una boccata d’ossigeno e può diventare un punto di partenza.
Aequilibrium.
Non eravamo brocchi ieri. Non siamo campioni oggi. Noto continui a garantire stabilità, Polito faccia il suo lavoro, Gorgone faccia crescere la squadra e i giocatori dimostrino sul campo quanto valgono.
Il Catanzaro ha rialzato la testa. Ora servono equilibrio, lavoro e tempo. Senza processi dopo una sconfitta. Senza celebrazioni dopo una vittoria. Perché il campionato è appena cominciato.
Foto di Lorenzo Costa per UsCatanzaro.net
Harp


Premesso che Noto non si discute e che condivido quasi completamente la linea della sostenibilità (dico quasi perché se dovessimo andare in C sarebbe un disastro anche dal punto di vista finanziario), per me questa vittoria è fondamentale per il morale e perché conseguita contro una concorrente diretta, ma una vittoria contro l’ultima in classifica non ci deve fare dimenticare che quest’anno molte squadre sono attrezzate e quindi sarà dura.
FORZA AQUILE 💛❤️🦅