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Catanzaro 1 Carrarese 0: Iemmello bacia la maglia, il Catanzaro bacia la vittoria

Scritto da Redazione

Una magia di Pafundi per il capitano regala ai giallorossi la prima vittoria del campionato. La Carrarese va al tappeto, il Ceravolo torna a sorridere: tre punti pesanti dopo tre trasferte senza vittorie

Si torna al Nicola Ceravolo

È uno stadio ancora monco, con due soli settori disponibili, ma il calore non manca. Gli spalti concessi sono colmi, l’incitamento è costante e la voglia di aiutare il Catanzaro è evidente. È la risposta di una tifoseria che, nonostante le tre sconfitte consecutive, non ha perso la voglia di stare accanto alla squadra.
Qualche mugugno, però, si è sentito. In uno stadio non ancora completamente riempito e con settori vuoti, ogni errore del singolo sembra amplificarsi. È forse questa l’unica nota stonata di una serata altrimenti positiva: la difficoltà, da parte di qualcuno, nel concedere attenuanti a chi deve ancora trovare forma e condizione e nel tollerare il minimo errore.
Sarebbe invece importante ricordare che una squadra profondamente rinnovata ha bisogno di tempo, intesa e fiducia. E soprattutto che la Serie B non concede scorciatoie.


Il ricordo di Gianluca Torneo e quello per Vinicio Caliò e le vittime di “Le Giare”


Prima della partita c’è spazio anche per la commozione.
Lo speaker ricorda Gianluca Torneo, agente di polizia conosciutissimo nell’ambiente sportivo e impegnato nella squadra tifoserie delle Forze dell’Ordine. Un momento sentito, così come quello dedicato dagli ultras a Vinicio Caliò e alle vittime dell’alluvione diel Camping Le Giare di 26 anni fa.
Due momenti differenti, ma accomunati dalla partecipazione dell’intero stadio. Perché il Ceravolo, anche quando non può mostrare tutta la sua consueta imponenza, resta un luogo nel quale calcio, memoria e appartenenza riescono a fondersi.


Gorgone sceglie il 4-2-3-1 e rilancia Pafundi e Pecorino


Gorgone presenta il suo Catanzaro con il 4-2-3-1, modulo in qualche modo annunciato alla vigilia. La novità più interessante è rappresentata dall’esordio dal primo minuto in campionato di un ritrovato Pafundi, affiancato dalla presenza di Pecorino.
Le scelte del tecnico sono chiare: cercare di prendere in mano la partita, occupare stabilmente la metà campo della Carrarese e sfruttare la qualità degli uomini offensivi.
È una filosofia che, in fondo, accompagna il Catanzaro da qualche anno a questa parte, sin dall’era Vivarini: una squadra che vuole fare la partita, giocare in maniera positiva e propositiva, accettando inevitabilmente qualche rischio.


Il Catanzaro domina, ma deve convivere con qualche rischio


La vittoria per 1-0 non racconta completamente ciò che è stata la partita.
Per qualità di gioco, occasioni create e voglia di vincere, il Catanzaro ha meritato certamente i tre punti. La Carrarese ha cercato soprattutto la ripartenza, abbassandosi spesso e difendendo con tanti uomini dietro la linea della palla. Un atteggiamento che ha reso complicato trovare spazi, soprattutto sulle corsie esterne.
Il Catanzaro, invece, ha provato a comandare il gioco e a stazionare il più possibile nella metà campo avversaria. È proprio questo tipo di calcio, però, a esporre la squadra a qualche rischio.
Basta un passaggio impreciso per concedere campo agli avversari. È successo, ad esempio, con Iemmello, quando una palla persa ha permesso agli apuani di ripartire con Abiuso.

Sono situazioni che fanno parte del modo di interpretare la gara del Catanzaro, ma sulle quali bisognerà lavorare.
Anche nella linea mediana Petriccione e Mosti devono ancora trovare le giuste distanze e le necessarie misure. L’intesa crescerà con il tempo, così come crescerà la condizione di Mosti, arrivato alla preparazione con i giallorossi più tardi rispetto ai compagni.


Le occasioni raccontano una partita diversa


Il dato più importante è però un altro: se il Catanzaro rischia qualcosa, è altrettanto vero che crea tantissimo.
E questo è un aspetto che non può essere ignorato quando si analizza una partita. Perché nella memoria dei più critici rischia di rimanere il palo colpito da Marconi, mentre si dimenticano le tante occasioni costruite dal Catanzaro.
I numeri della partita lo confermano:

possesso palla nettamente favorevole ai giallorossi, maggiore produzione offensiva e un numero di conclusioni e occasioni create superiore a quello della Carrarese. L’unica statistica nella quale gli apuani hanno avuto la meglio è stata quella dei calci d’angolo.
Non è un dettaglio. Anzi, è la fotografia di una squadra che ha provato a giocare e a vincere, contro un avversario che ha scelto prevalentemente di difendersi e ripartire.


Un primo tempo che avrebbe potuto chiudersi con due gol di vantaggio


A voler essere sinceri, il Catanzaro avrebbe potuto chiudere il primo tempo con almeno due gol di vantaggio.
Il colpo di testa sprecato da Antonini, le due conclusioni di Pafundi e la grande occasione capitata a Pecorino, nata dalla qualità del dialogo tra Iemmello e lo stesso Pafundi, sono opportunità nitide.
Il gol non arriva, ma la prestazione sì. E soprattutto arriva la sensazione che la squadra abbia finalmente ritrovato quella capacità di stare dentro la partita con convinzione, senza lasciarsi condizionare dalle sconfitte precedenti.


La ripresa si apre e i cambi diventano decisivi


Nella ripresa, con le squadre più stanche e con i cambi effettuati dai due tecnici, la partita si apre ulteriormente.
La Carrarese trova il palo con Marconi, ma anche in questa fase è il Catanzaro ad avere le occasioni migliori per sbloccare il risultato.


E stavolta, finalmente, gli ultimi dieci minuti sorridono ai giallorossi.


Gorgone interviene sugli uomini più stanchi: Mosti, Dorval, Pecorino e Ruggero lasciano il campo per Tchaouna, Garnica, Koffi e Candela. Cambi di ruolo, ma anche cambi pensati per mantenere intensità e qualità nella manovra.
L’ingresso di Candela, in particolare, sembra avere anche l’obiettivo di garantire maggiore sostegno alla fase offensiva rispetto a Ruggero, più difensivo.
Sono scelte che alla fine danno ragione all’allenatore.


Imperiale, un ex che non tradisce


A inizio ripresa c’è spazio anche per Imperiale, l’ex che ha fatto il suo esordio tra i professionisti proprio sul terreno del Ceravolo.
Il suo ingresso porta maggiore qualità nella manovra rispetto a un Verrengia che, nella fase di appoggio, aveva commesso qualche errore di troppo.
Anche questo è un segnale importante: in una squadra che deve ancora trovare i propri equilibri, avere giocatori capaci di entrare e modificare il volto della partita può diventare un’arma preziosa.


Koffi prima, Pafundi e Iemmello dopo: una vittoria costruita sulla voglia


Per sbloccare una partita così è servita la giocata del singolo. Ma sarebbe ingeneroso fermarsi soltanto alla splendida azione che ha portato al gol.
Prima di quella pennellata di Pafundi per il capitano Iemmello, c’è un’immagine che racconta perfettamente lo spirito che Gorgone voleva dai suoi.
Koffi percorre trenta metri per recuperare un avversario. Un inseguimento che fa felice l’allenatore, che durante la partita chiedeva ai suoi di essere “belve” per raggiungere l’obiettivo.


Poi arriva la giocata che vale il prezzo del biglietto.


Pafundi disegna calcio, Iemmello ci mette la classe e il Catanzaro trova l’1-0. Un gol bellissimo, di quelli che da soli valgono una serata allo stadio.
Ma quel gol nasce anche dalla volontà di una squadra che non ha mai smesso di cercare la vittoria.


L’urlo di Gorgone e gli applausi della Curva Est e dei Distinti


Al triplice fischio, Gorgone si libera in un urlo liberatorio. È l’immagine di un allenatore che sa quanto pesassero questi tre punti dopo tre sconfitte consecutive.
Poi tutta la squadra raccoglie gli applausi della Curva Est e ei Distinti, gremita di tifosi del Catanzaro.
È un abbraccio che vale più della semplice classifica. Perché questi tre punti non hanno certamente risolto tutto, ma hanno restituito fiducia.
E forse hanno ricordato a tutti che nelle prime tre trasferte il Catanzaro avrebbe meritato qualcosa in più.


Da ieri è iniziato il campionato del Catanzaro


La vittoria contro la Carrarese non deve diventare una sentenza definitiva sulla squadra, così come le tre sconfitte precedenti non potevano rappresentare una condanna.
Ma da ieri si può affermare una cosa: è iniziato il campionato del Catanzaro.
Da oggi, invece, possiamo avere una certezza in più: con l’autostima e con il sostegno di tutti, questa squadra può ancora crescere.
Dovrà farlo trovando maggiore intesa, una condizione atletica migliore e una maggiore precisione nella gestione di quei momenti nei quali il calcio propositivo può trasformarsi in un rischio. Ma le fondamenta ci sono.
E affinché la crescita possa davvero compiersi, sarà necessario che tutti siano la cosiddetta “pigna“: squadra, allenatore e tifoseria, tutti dalla stessa parte.
Perché questa è la Serie B. Una categoria nella quale può accadere di tutto, nella quale le corazzate possono cadere contro le cenerentole e nella quale ogni partita può sovvertire pronostici e gerarchie.
Il Catanzaro ha le fondamenta per fare la propria figura.
Ora servono fiducia, pazienza, lavoro e quella fame che ieri, finalmente, il Ceravolo ha potuto vedere e applaudire.


Redazione 24

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