Gorgone cerca la formula per ritrovare equilibrio
La rosa è stata costruita per il sistema a tre, ma la ricchezza di uomini offensivi impone riflessioni e possibili alternative. Dalla difesa a quattro all’ipotesi di un centrocampista in più:

Gorgone dovrà trovare la soluzione senza rinunciare alla qualità di Iemmello e Pafundi. È inutile negare che il mercato sia stato costruito per giocare con il 3-4-2-1. Lo dimostra l’arrivo di diversi calciatori con caratteristiche da trequartisti o comunque adatti a giocare in posizione avanzata. Questo, però, non significa che il Catanzaro debba necessariamente fossilizzarsi su un unico sistema.
Un campionato è lungo e impone di sapersi adattare, soprattutto quando serve trovare quell’equilibrio che, risultati alla mano, finora è mancato.
Dalla difesa al centrocampo
Per capire come potrebbe essere ridisegnato il Catanzaro bisogna partire dalla rosa, reparto per reparto. In porta c’è Pigliacelli, mentre in difesa sono otto gli elementi a disposizione.
Gorgone ha sempre utilizzato la linea a tre con Ruggero, Antonini e Verrengia, alternato a Imperiale. Candela è stato invece utilizzato sia nella sua posizione naturale di esterno destro sia come braccetto.
Postiglione non ha ancora trovato spazio, mentre Frosinini è stato utilizzato soltanto in alcuni spezzoni. La difesa a quattro non è da escludere, considerando che Candela e Dorval, così come Verrengia e Imperiale, possono ricoprire il ruolo di terzini. Sarebbe però una modifica più profonda rispetto all’attuale assetto.

A centrocampo sono nove gli elementi a disposizione di Gorgone, ma Petriccione resta l’unico vero play per caratteristiche. Al suo fianco è stato utilizzato Mosti, arretrato rispetto alle precedenti stagioni e chiamato a formare una mediana a due.
Una rosa con tante caratteristiche offensive
La distinzione tra centrocampo e attacco diventa però complicata. Tolti Pogacar, vice Petriccione, e Tchaouna, che all’esordio in Serie B ha mostrato qualità sia nell’interdizione sia nella costruzione e negli inserimenti, molti degli altri centrocampisti hanno caratteristiche prevalentemente offensive.
Alesi, Garnica, Cassa, Reita e Giovane danno il meglio soprattutto dalla trequarti in avanti. Giovane, grazie alla gamba, può però offrire qualcosa in più anche nella fase di copertura. D’Alessandro, invece, nel corso della carriera ha arretrato il proprio raggio d’azione e spesso si è sacrificato anche in compiti di contenimento.
Il nodo Iemmello-Pafundi

Il vero dilemma riguarda però Iemmello e Pafundi. Il Catanzaro non può fare a meno della loro qualità, ma entrambi agiscono alle spalle della punta e non hanno caratteristiche particolarmente spiccate nella fase di non possesso.
È proprio qui che la squadra ha mostrato le maggiori difficoltà: quando gli avversari recuperano palla e ripartono, il Catanzaro rischia di concedere troppo. Una situazione che si è verificata più volte in queste prime giornate.
Tra gli attaccanti più propriamente centrali ci sono Pecorino e Koffi, mentre Arditi ha avuto soltanto pochi minuti in Coppa Italia. Di Francesco e Buso possono invece essere inseriti nel gruppo dei giocatori offensivi e dei trequartisti, mentre Loubau non è ancora stato visto in campo. Ai box da tempo c’è anche il gemello Tchaouna.
Aggiungere un centrocampista?
Le soluzioni non mancano e sarà compito di Gorgone, anche attraverso il confronto con i calciatori, trovare quella più adatta.
La difesa a quattro appare forse la soluzione meno immediata, perché comporterebbe una trasformazione importante dell’assetto. Più percorribile potrebbe essere l’idea di aggiungere un centrocampista, spostando Iemmello più vicino alla porta e affidandosi alle sue spalle a un elemento come Alesi o comunque a un giocatore capace di garantire maggiore equilibrio nella fase di non possesso.
Questo non significherebbe necessariamente accantonare Pecorino (colpo del mercato estivo) e lo stesso Koffi. I cinque cambi permettono infatti di modificare l’assetto durante la partita e, soprattutto, con una condizione fisica destinata a crescere, molte valutazioni potranno essere riviste.
I segnali della Coppa Italia
La soluzione con Iemmello in attacco è stata provata in Coppa Italia e, finché la condizione atletica ha retto, aveva mostrato alcuni segnali interessanti: pressione alta nella metà campo avversaria, difesa più avanzata, reparti più corti e maggiore equilibrio.
Il problema è arrivato con il calo fisico. Per giocare un calcio aggressivo e sostenere una pressione alta serve infatti una condizione atletica importante.
La sosta e un gennaio ancora lontano
La sosta non è arrivata nel momento migliore dal punto di vista dei risultati. Tornare subito in campo avrebbe forse permesso alla squadra di trasformare la voglia di rivalsa in energia agonistica. Allo stesso tempo, però, la pausa offre a Gorgone l’opportunità di riflettere sulle possibili soluzioni.
Perché gennaio, quando eventualmente si potranno apportare correttivi alla rosa, è ancora lontano. Fino ad allora bisognerà lavorare con gli uomini a disposizione e, soprattutto, ritrovare quello che nessun modulo può garantire da solo: voglia, disponibilità al sacrificio e capacità dei giocatori di aiutarsi l’uno con l’altro.
I moduli possono cambiare, i numeri anche. Ma la prima svolta dovrà necessariamente arrivare dall’atteggiamento della squadra.
Redazione 24

