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Catanzaro, la sosta per allargare il campo: Gorgone cerca nuove risposte

Scritto da Redazione

Non c’è soltanto il modulo da mettere a fuoco. La sosta servirà anche a capire quanto sia profonda davvero la rosa

Catanzaro, la sosta diventa un esame per chi ha giocato meno


La classifica non è l’unico aspetto che il Catanzaro dovrà osservare durante la sosta. Per Gorgone, queste due settimane possono rappresentare soprattutto un’occasione per rispondere a una domanda precisa: quanto è profonda davvero questa rosa?
Dopo cinque giornate, il tecnico ha utilizzato 21 dei 30 giocatori a disposizione.

Un dato che racconta abbastanza chiaramente come, almeno in questo primo mese di campionato, il Catanzaro abbia costruito le proprie certezze attorno a un gruppo ristretto.
Non si tratta necessariamente di un problema. Una squadra può trovare equilibrio affidandosi con continuità agli stessi undici o dodici giocatori.

Ma, nel caso del Catanzaro, c’è un elemento che merita attenzione: diversi nuovi arrivati devono ancora essere valutati con continuità e capire quale possa essere il loro reale peso all’interno del progetto.
Ecco perché, oltre al modulo e alle soluzioni tattiche analizzate nell’articolo di ieri, durante la pausa ci sono anche altri elementi da valutare. La gestione delle rotazioni, la condizione dei singoli, il rendimento delle alternative e la possibilità di ampliare il numero di giocatori realmente coinvolti saranno aspetti altrettanto importanti.


La pausa come laboratorio


Con una stagione lunga davanti, sarà difficile pensare di affrontare tutto il campionato senza ampliare progressivamente le rotazioni. La sosta arriva quindi nel momento giusto per lavorare con maggiore calma, recuperare chi ha avuto problemi fisici e, soprattutto, osservare da vicino quei giocatori che finora sono rimasti ai margini.
Il blocco principale è già abbastanza evidente. Pigliacelli, Petriccione, Iemmello, Antonini, Alesi e Mosti hanno superato i 400 minuti, mentre Ruggero è appena sotto questa soglia. Sono loro, almeno in questa prima parte di stagione, a rappresentare lo zoccolo duro della squadra.
Alle loro spalle, però, c’è un gruppo che aspetta di capire quale sarà il proprio ruolo. E proprio la sosta potrebbe servire a ridisegnare, almeno in parte, le gerarchie.


Pafundi e Pecorino aspettano spazio


Tra i giocatori che possono cambiare passo c’è Pafundi, che dopo aver saltato le prime tre partite potrà progressivamente tornare protagonista.

 

Un discorso diverso riguarda Pecorino, il cui minutaggio potrebbe aumentare con il miglioramento della condizione.
Più delicata, invece, la situazione di chi finora ha avuto soltanto piccoli spezzoni. Giovane e Tchaouna hanno giocato poco, mentre Frosinini, Garnica e Di Francesco non hanno ancora avuto abbastanza continuità per poter essere giudicati realmente. A questi bisogna aggiungere D’Alessandro frenato da un infortunio nella sfida contro il Pisa.
Sono situazioni differenti, ma con un denominatore comune: mancano ancora elementi sufficienti per stabilire quale possa essere il loro reale contributo.


Gli uomini ancora da scoprire


Poi ci sono gli interrogativi più grandi, quelli legati ai calciatori che non hanno ancora avuto una vera occasione. Buso, Cassa, Postiglione, Pogacar e Loubao sono ancora in attesa di poter dimostrare il proprio valore in una gara ufficiale, così come il gemello di ruolo attaccante, Tchaouna alle prese con un percorso di recupero per un fastidio muscolare.
Per loro la pausa potrebbe assumere un significato particolare. Gli allenamenti, ma soprattutto eventuali amichevoli, possono diventare il primo vero banco di prova per capire se alcune alternative siano già pronte a entrare nelle rotazioni.
Il Catanzaro, infatti, sta valutando la possibilità di disputare una o più amichevoli durante la sosta. Appuntamenti che avrebbero un valore diverso dalla semplice necessità di mantenere il ritmo partita: potrebbero diventare vere e proprie verifiche per chi ha giocato meno.


Non solo modulo: anche gerarchie e alternative


Ed è proprio questo il punto. Il lavoro di Gorgone durante la pausa non riguarderà soltanto l’assetto tattico o il modulo sul quale costruire la squadra. Ci sarà da valutare anche la capacità dei singoli di adattarsi alle diverse soluzioni, la condizione atletica, la risposta di chi finora ha trovato poco spazio e la possibilità di avere alternative affidabili in ogni reparto.
Perché una rosa numericamente ampia non è automaticamente una rosa profonda. La differenza la fa il numero di giocatori che l’allenatore considera realmente utilizzabili quando il calendario si fa più fitto, arrivano squalifiche, infortuni o semplicemente c’è bisogno di cambiare qualcosa durante una partita.


Due settimane per cambiare le gerarchie


Le gerarchie, del resto, non sono immutabili. Un buon allenamento, una prestazione convincente in amichevole o anche pochi minuti positivi in campionato possono cambiare rapidamente la prospettiva di un giocatore.
Gorgone avrà quindi due settimane per osservare, provare e, se necessario, cambiare qualche idea. La sosta può diventare un piccolo laboratorio nel quale verificare non soltanto il sistema di gioco, ma anche le risorse a disposizione.
Perché la vera sfida delle prossime settimane potrebbe essere proprio questa: trasformare una rosa numericamente ampia in una rosa realmente utilizzabile.
La sosta, in questo senso, potrebbe valere molto più dei semplici giorni di riposo. Può diventare il momento in cui il Catanzaro scopre nuove soluzioni già dentro casa e, magari, amplia quelle certezze sulle quali costruire il resto della stagione.

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