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Catanzaro, basta processi: il vero tifoso si vede adesso!

Scritto da Redazione

Gorgone resta, la delusione esplode e Verona diventa decisiva. La crisi tecnica è evidente, gli errori vanno corretti, ma dimenticare quanto costruito in questi anni sarebbe ingeneroso: le Aquile hanno bisogno di risposte, non di benzina sul fuoco

Catanzaro, la crisi è evidente. Ma adesso serve remare tutti dalla stessa parte


La conferma di Gorgone divide e delude una parte della tifoseria. Il Mantova ha evidenziato limiti tecnici e tattici che non possono essere ignorati, mentre Verona rappresenta uno snodo decisivo per il futuro dell’allenatore.

Ma una crisi si affronta con lucidità, non alimentando polemiche che rischiano di fare soltanto danni.
Il momento del Catanzaro è difficile e negarlo sarebbe inutile. La crisi tecnica è evidente, le prestazioni non convincono e la sconfitta interna contro il Mantova ha aggravato una situazione che già nelle precedenti giornate aveva sollevato interrogativi. La conferma di Gorgone, comunicata ieri dalla società, ha inevitabilmente alimentato la delusione di una parte consistente della tifoseria, che si aspettava una decisione diversa.


Una delusione comprensibile, perché il Catanzaro visto finora è lontano da quello che ci si sarebbe aspettati. Ma proprio adesso occorre distinguere la critica, legittima e necessaria, dalla tentazione di trasformare ogni difficoltà in una resa dei conti.


Gorgone, a Verona non basterà soltanto il risultato


L’allenatore è finito sul banco degli imputati per un avvio di campionato deludente e per una gestione della squadra che, almeno finora, non ha prodotto i risultati sperati. La partita contro il Mantova ha messo a nudo limiti difficilmente contestabili: una manovra lenta e prevedibile, distanze eccessive tra i reparti, scarsa capacità di occupare gli spazi e soluzioni offensive che non sembrano valorizzare pienamente le caratteristiche degli uomini a disposizione.
Anche alcune scelte tattiche hanno lasciato perplessità. L’isolamento di Iemmello in avanti, lontano da quelle condizioni di dialogo e partecipazione alla manovra che ne esaltano le qualità, ha ridotto il potenziale offensivo della squadra.

E il fatto che il Catanzaro abbia mostrato una maggiore presenza in attacco quando ha schierato due riferimenti avanzati rappresenta un elemento sul quale il tecnico dovrà riflettere.
Non è soltanto una questione di moduli o sostituzioni. Manca un’identità riconoscibile e, dopo la sosta, non si sono visti quei progressi che avrebbero dovuto restituire fiducia all’ambiente.
Per questo Verona può rappresentare l’ultima spiaggia per Gorgone. Non basterà, tuttavia, aggrapparsi al risultato: servirà una prestazione convincente, una squadra organizzata, capace di lottare e di mostrare finalmente un’idea di gioco. Un’eventuale risultato positivo senza segnali concreti di crescita potrebbe soltanto rinviare il problema.


Gli errori vanno riconosciuti, non trasformati in una condanna collettiva


Le responsabilità devono essere individuate e distribuite per ciò che compete a ciascuno. Gorgone deve trovare soluzioni, i calciatori devono dimostrare di poter offrire molto di più e la società è chiamata a valutare con attenzione ogni scelta.
Ma pensare di risolvere la crisi alimentando polemiche e gettando benzina sul fuoco è un errore. Le critiche possono aiutare a comprendere ciò che non funziona; le sentenze definitive, invece, rischiano di chiudere ogni spazio di confronto e di rendere ancora più pesante un ambiente già provato.
Chi conosce davvero il calcio sa che le crisi tecniche esistono, possono essere profonde e richiedono interventi tempestivi. Sa anche che non sempre rappresentano un punto di non ritorno. Per uscirne servono lucidità, coraggio nelle decisioni e capacità di reagire collettivamente.


La memoria non può fermarsi all’ultima domenica


C’è poi un aspetto che non dovrebbe essere dimenticato. Il Catanzaro di oggi è anche il risultato di un percorso costruito negli ultimi anni, di una società che ha restituito credibilità al progetto sportivo e ha riportato la squadra a vivere una dimensione importante.
Riconoscere questo non significa concedere immunità a nessuno. Una società credibile può sbagliare, un allenatore può non rivelarsi la scelta giusta e un gruppo di calciatori può attraversare un periodo negativo. Nel calcio, però, un errore non cancella automaticamente quanto è stato fatto in precedenza.


Chi ha la maturità di guardare oltre il risultato della domenica non può ignorare il lavoro compiuto, né dimenticare quanto sia difficile fare calcio in una realtà come Catanzaro, dove la passione è enorme e le aspettative sono altrettanto elevate.
La scelta di confermare Gorgone dovrà essere giudicata per le risposte che arriveranno dal campo. La società ha deciso di proseguire su questa strada e ora l’allenatore ha il dovere di dimostrare che la fiducia ricevuta può trasformarsi in una svolta. Se non accadrà, saranno necessarie altre valutazioni. Ma fino ad allora, la critica non dovrebbe diventare un pretesto per mettere in discussione indistintamente tutto e tutti.


Il vero tifoso si riconosce anche nei momenti difficili


La tifoseria giallorossa ha il diritto di essere delusa, di protestare e di pretendere una squadra all’altezza della propria storia e delle proprie ambizioni. Nessuno può chiedere ai tifosi di applaudire prestazioni come quella contro il Mantova.
Ma il sostegno a una squadra non può dipendere soltanto dalle vittorie, dal bel gioco o dai momenti in cui tutto funziona. È proprio nelle difficoltà che si misura la capacità di una tifoseria di restare vicina ai propri colori, senza rinunciare alla critica ma senza perdere di vista l’obiettivo comune.
Adesso il Catanzaro ha bisogno di ritrovare se stesso. La società deve fare le proprie valutazioni, Gorgone deve dare risposte e i calciatori devono dimostrare sul campo di meritare la fiducia della piazza. A tutti, però, serve la consapevolezza che una crisi si supera più facilmente quando ciascuno si assume le proprie responsabilità, senza trasformare ogni errore in un’occasione per alimentare divisioni.
Perché il Catanzaro va sostenuto quando vince, ma soprattutto quando è in difficoltà. Le critiche sono necessarie, i processi sommari no. E se davvero vogliamo il bene delle Aquile, oggi è il momento di remare tutti nella stessa direzione.

Redazione 24

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1 Commento

  • Insomma, basta alibi o basta processi? Che dobbiamo fare o dire? Secondo voi, é possibile smetterte di tifare per la squadra del cuore? Secondo voi, é possibile fare finta di nulla o non rabbrividire al pensiero più che concreto di tornare in serie C? Le cose sono state fatte male. La depressione calcistica ha una sola cura, ma per il momento non sembra che si vada in quella direzione.

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