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Bologna, una giornata di emozioni giallorosse per l’inaugurazione della nuova sede del Catanzaro Club Massimo Palanca

Scritto da Redazione

Oltre cento tifosi nella nuova sede del Club. Palanca, Banelli, Improta e Soda protagonisti di un talk tra storia, ricordi e attualità.

Una giornata intensa, emozionante e profondamente giallorossa. Oltre cento tifosi e tifose si sono ritrovati sabato 10 ottobre nella nuova sede del Catanzaro Club Massimo Palanca di Bologna, in via Ranzani 7/A, per celebrare l’inaugurazione ufficiale di uno spazio destinato a diventare un punto di riferimento per la comunità catanzarese e per tutti gli appassionati delle Aquile che vivono nel capoluogo emiliano.

A dare ufficialmente il via alla giornata è stato Massimo Palanca, presidente onorario del Club e autentica leggenda del calcio catanzarese, protagonista del taglio del nastro tra gli applausi e l’entusiasmo dei presenti.

Accanto a lui, altri protagonisti di pagine indimenticabili della storia giallorossa: Adriano Banelli, Gianni Improta e Antonio Soda. Un incontro tra generazioni, capace di riportare alla memoria stagioni, imprese e personaggi che hanno contribuito a costruire l’identità del Catanzaro.

Tra i presenti anche Filippo Ceravolo, figlio dell’indimenticato Nicola Ceravolo, storico presidente del Catanzaro, figura centrale negli anni più gloriosi della società giallorossa, e Francesco Critelli, consigliere regionale dell’Emilia-Romagna, la cui partecipazione ha conferito ulteriore rilievo all’iniziativa.

Il talk: ricordi, aneddoti e il Catanzaro di oggi

Dopo il saluto del presidente del Club, Giuseppe Severino, il pomeriggio è entrato nel vivo con il talk dedicato alle vecchie glorie, moderato da Gennaro Maria Amoruso di UsCatanzaro.net, media partner dell’evento.

Un confronto vivace e coinvolgente, tra episodi poco conosciuti, ricordi personali e riflessioni sul calcio di ieri e di oggi.

Particolarmente intenso l’intervento di Massimo Palanca, che ha raccontato ancora una volta il rapporto speciale che lo lega a Catanzaro e alla sua gente:

«Ogni anno torno a Catanzaro e ogni volta ricevo manifestazioni di affetto incredibili. Al di là dell’essere ricordato come il calciatore che ha fatto quello che ha fatto, ciò che mi rende più orgoglioso è essere ricordato e stimato come persona, come Massimo, non soltanto come Palanca».

Con la consueta ironia, Palanca ha scherzato anche sulla statua a lui dedicata:

«Le statue di solito si fanno ai trapassati: io l’ho presa come un augurio di lunga vita».

Non è mancato uno sguardo al presente e alla figura del capitano giallorosso:

«Pietro Iemmello è un simbolo del Catanzaro e ha contribuito enormemente al grande affetto che si è creato attorno alla squadra in questi anni».

Adriano Banelli ha invece riportato il pubblico agli anni della prima, storica promozione in Serie A:

«Il Catanzaro ha avuto una storia invidiabile, a partire dalla stagione del ’71. Eravamo un gruppo che non era considerato destinato alla promozione, ma riuscimmo a dare qualcosa in più di quanto tutti si aspettassero. Fondamentale fu l’apporto straordinario del pubblico: in casa e in trasferta avevamo sempre il pienone. Fu un’annata straordinaria».

Un ricordo accompagnato da un augurio: «Auguro al Catanzaro tempi ancora migliori».

Gianni Improta ha ricordato il legame profondo costruito negli anni con la città e con la tifoseria:

«Quando il Catanzaro mi chiama, io dico subito sì. Ho sempre amato questa gente, perché dal primo momento mi avete accolto con affetto, rispetto ed entusiasmo per quello che ho dato in campo».

Improta ha poi sottolineato l’importanza del gruppo, senza dimenticare quanto possa incidere il talento individuale:

«Il collettivo è fondamentale, ma a volte un calciatore, come fu Massimo Palanca con le sue giocate straordinarie, può determinare una partita».

Infine, un messaggio rivolto al Catanzaro di oggi:

«La stagione è partita male, ma dobbiamo essere tutti compatti intorno alla squadra. È importante che i ragazzi sentano il calore del pubblico. Se sanno che il popolo giallorosso è al loro fianco, daranno tutto e torneranno a regalare ai tifosi le soddisfazioni che meritano».

Sul presente si è soffermato anche Antonio Soda, che ha richiamato l’importanza della continuità tecnica e della costruzione di un’identità di squadra:

«Quello che ha fatto il Catanzaro negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti: ha raggiunto per tre volte i playoff. Quando si riesce a creare un’identità di squadra, è importante provare a mantenerla, perché dà continuità al lavoro».

Guardando alla nuova fase tecnica, Soda ha aggiunto:

«A un nuovo allenatore serve tempo per conoscere bene le caratteristiche dei giocatori. Con Gorgone e con tutti i cambiamenti che ci sono stati, adesso è importante che il Catanzaro ritrovi la propria identità. Spero possa fare bene».

Particolarmente gradito il contributo di Filippo Ceravolo: «Partecipare con mio figlio Nicola all’inaugurazione della nuova sede del Catanzaro Club Massimo Palanca a Bologna mi ha procurato una grande emozione. Incontrare alcuni protagonisti degli anni ’70 è stato come scorrere un film: ho rivisto le imprese, i sacrifici e le vittorie che hanno portato il nostro Catanzaro, nell’olimpo del calcio italiano. Nell’osservarli ho rivisto l’orgoglio di mio padre che ha guidato con amore infinito “i suoi ragazzi”, come li chiamava lui, al raggiungimento di un sogno. Mi è tornato in mente il tripudio di una città e la gioia di un popolo da loro reso fiero. Grazie ancora Improta, Banelli, Palanca per aver scritto le pagine più belle della nostra squadra.»

Musica, immagini e saluti: i momenti più emozionanti

Il talk si è concluso con un momento musicale particolarmente coinvolgente: l’esecuzione dal vivo di un brano dedicato al calcio degli anni Ottanta, scritto e interpretato dal bolognese Ciski.

Grande emozione anche per la proiezione di un video realizzato dal tesserato Piero Aiello, che ha accompagnato i presenti in un viaggio tra immagini, ricordi e passione giallorossa.

A rendere ancora più speciale il pomeriggio sono arrivati l’affettuoso videomessaggio di auguri del presidente dell’U.S. Catanzaro Floriano Noto e della squadra, seguito dal collegamento in videochiamata con Giacomo Zunico, che ha voluto portare personalmente il proprio saluto ai tanti tifosi presenti.

La festa si è poi trasformata in un autentico bagno di folla per Massimo Palanca, circondato dall’affetto di grandi e piccoli, tra fotografie, autografi e ricordi di un calcio che continua a vivere nella memoria collettiva.

Grande curiosità anche per la t-shirt in edizione limitata dedicata a Palanca, realizzata da Enrico Focarelli, in arte “Frelly”, artista e illustratore catanzarese.

Una nuova casa giallorossa nel cuore di Bologna

L’inaugurazione della sede rappresenta per il Catanzaro Club Massimo Palanca di Bologna molto più dell’apertura di uno spazio fisico. È il risultato dell’impegno di un gruppo di tifosi che ha scelto di trasformare la passione per il Catanzaro in un progetto concreto di aggregazione, amicizia e condivisione.

Una casa aperta alle famiglie, ai giovani e a chi, pur vivendo lontano dalla Calabria, continua a riconoscersi nei colori giallorossi.

I sorrisi dei bambini, l’emozione dei tifosi più anziani e la partecipazione di tante generazioni hanno raccontato meglio di qualsiasi parola il significato di questa giornata.

Perché si può vivere lontano da Catanzaro, ma Catanzaro continua a vivere dentro chi ne porta nel cuore la storia, i colori e le emozioni.

Una giornata destinata a rimanere nella memoria del Club e dei suoi tesserati, e l’inizio di un nuovo capitolo per una comunità che, anche a centinaia di chilometri dal Ceravolo, non ha mai smesso di sentirsi a casa.

Redazione 24


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