Quella del settimo turno è una sfida che riporta alla memoria lontani ricordi, fatti di confronti sui palcoscenici della Serie B e persino della massima serie.
Il fascino della memoria, però, è offuscato dalle vicissitudini sportive delle Aquile, protagoniste di un avvio di campionato sconcertante e, per certi versi, inatteso.
Dopo la pesante sconfitta casalinga contro il Mantova, che sembra aver incrinato le certezze della piazza calabrese, affrontare il Verona assume i contorni di una missione quasi impossibile.
Obiettivo: ritorno immediato
Gli scaligeri ripartono dopo una cocente retrocessione con l’obiettivo di riconquistare rapidamente la Serie A. Per riuscirci, si affidano a una figura che, prima da calciatore e poi da allenatore, ha spesso dimostrato di saper essere l’uomo giusto al posto giusto: Marco Baroni.
Il tecnico toscano, che aveva guidato il Verona in Serie A nella stagione 2023-24, conquistando la salvezza, può contare su una rosa ampia e competitiva, composta da ben 32 elementi. La campagna acquisti, condotta con oculatezza, ha puntato a costruire il giusto equilibrio tra esperienza e giovani talenti, senza trascurare la necessità di alleggerire il club dai contratti più onerosi in vista della nuova categoria.
Possesso palla e verticalizzazioni
Sul piano tattico, Baroni predilige il 4-3-2-1, un sistema che può trasformarsi in 4-3-3 e lascia spazio anche a soluzioni più prudenti, con l’impiego di cinque difensori di ruolo a seconda delle esigenze della partita. In fase di costruzione, il Verona parte prevalentemente dal basso: uno dei centrocampisti si abbassa per favorire la manovra, mentre i terzini si allargano per offrire linee di passaggio e facilitare l’uscita dalla pressione alta degli avversari. La squadra alterna il possesso palla a improvvise verticalizzazioni, cercando di sorprendere le difese avversarie. Fondamentale, in questo contesto, è il movimento senza palla degli esterni offensivi, spesso portati ad accentrarsi per ricevere e partecipare alla manovra. Un ruolo altrettanto importante è affidato ai trequartisti, chiamati a creare spazi e a favorire gli inserimenti dei compagni. Livramento, Sarr, il giovane Cerbone e Sluvov rappresentano alcune delle principali risorse a disposizione per sostenere il centravanti, ruolo per il quale Baroni può scegliere tra Mulattieri e Mosquera, in attesa del pieno recupero di Ekuban.
Infortuni e certezze
A limitare le possibilità di scelta del tecnico è intervenuta, tuttavia, una serie di infortuni pesanti. Al danese Frese, operato al ginocchio, si sono aggiunte le indisponibilità dei due giocatori arrivati in prestito dal Venezia: l’ex Compagnon e il difensore centrale Korac, entrambi vittime della rottura dei legamenti del ginocchio. A queste assenze si aggiunge quella dello squalificato Edmundsson. Il Verona si presenta dunque con qualche problema in difesa, ma può comunque contare su Dawidowicz e Stotsager al centro del reparto arretrato. Anche il rendimento casalingo degli scaligeri, finora, ha avuto un andamento altalenante: dopo la sconfitta interna contro l’Ascoli, è arrivata la convincente vittoria per 5-0 contro l’Arezzo, seguita da un altro successo nel derby contro il Vicenza.
Speranza in un riscatto
Sul fronte giallorosso, invece, il morale è ai minimi termini. L’addio di Gorgone è stato per ora rimandato, ma la squadra è chiamata a reagire e a offrire almeno una prova d’orgoglio, capace di riscattare una delle prestazioni più deludenti dell’era Noto. Le Aquile si preparano così a volare in Veneto, aggrappate alla speranza di ritrovare un amore che sembra smarrito. Proprio come Romeo sotto il balcone più famoso del mondo, il Catanzaro cerca a Verona un segnale, un incontro, una scintilla da cui ripartire.
Redazione 24

