L’esonero di Giorgio Gorgone e l’arrivo di Michele Mignani aprono una nuova fase per il Catanzaro, ma sarebbe un errore pensare che il cambio in panchina possa risolvere da solo una crisi che ha radici più profonde.
L’ultimo posto in classifica impone una riflessione sulle responsabilità della società, sulle scelte di mercato e sul rendimento di una squadra che, fino a questo momento, ha deluso le aspettative.
La sensazione è che in estate si sia peccato di eccessiva sicurezza, quasi che i risultati delle stagioni precedenti potessero garantire automaticamente un altro campionato importante. Ma la Serie B non concede rendite di posizione.
Ciro Polito, dirigente esperto e conoscitore della categoria, è chiamato a rispondere di un mercato che non ha prodotto i risultati attesi. Negli ultimi anni qualche scelta discutibile sugli over era stata compensata dalle intuizioni sui giovani. Quest’anno, almeno finora, non hanno convinto né gli uni né gli altri.
E quando la costruzione della squadra presenta limiti evidenti, la responsabilità non può fermarsi al direttore sportivo. La società ha il dovere di valutare, controllare e, quando necessario, intervenire.
C’è poi la gestione della crisi tecnica.
Gorgone andava esonerato dopo Genova. Già allora la squadra mostrava segnali preoccupanti. La società ha preferito aspettare, probabilmente convinta di poter invertire la rotta, come accaduto in passato con Caserta e Aquilani.
Una scelta comprensibile, ma che non ha pagato.
Si è perso un mese. Tempo prezioso che avrebbe potuto consentire al nuovo allenatore di lavorare prima sull’organizzazione della squadra e sulla fiducia del gruppo. Nessuno può sapere se una decisione anticipata avrebbe portato più punti, ma il ritardo resta.
Adesso tocca a Mignani, tecnico che conosce la Serie B e che dovrà restituire equilibrio e concretezza a una squadra apparsa troppo spesso fragile. Senza però diventare l’unico responsabile di una risalita che richiede il contributo di tutti.
Perché anche lo spogliatoio deve rispondere.
I calciatori non possono continuare a restare ai margini delle responsabilità mentre a pagare sono sempre gli allenatori. Il riferimento riguarda soprattutto i senatori, chiamati a dare qualcosa in più sul piano del carattere e della leadership.
A cominciare da Pietro Iemmello.
Il capitano è il simbolo della rinascita giallorossa, un riferimento tecnico e umano per la squadra e per la città. Proprio per questo, oggi, il suo ruolo diventa ancora più importante.
L’immagine di Iemmello dopo una sostituzione, in piedi davanti alla panchina a seguire la partita e a incitare i compagni, racconta il suo coinvolgimento. Il Catanzaro ha bisogno dei suoi gol, ma anche della sua capacità di guidare il gruppo nei momenti difficili, accettando quando necessario sacrifici personali e scelte tecniche.
Lo stesso vale per gli altri giocatori più esperti. Mignani dovrà essere libero di scegliere senza gerarchie intoccabili: in una squadra ultima in classifica, il posto va conquistato sul campo.
La situazione è difficile, ma non compromessa. Serve però cambiare mentalità, mettere da parte il calcio champagne e accettare che oggi contino soprattutto i punti, anche quelli conquistati soffrendo.
La famiglia Noto ha meriti indiscutibili nella rinascita del Catanzaro. Ha restituito stabilità, credibilità e ambizione al club. Ma riconoscere quanto fatto non significa ignorare gli errori. La riconoscenza non deve impedire la critica.
La tifoseria continua a fare la propria parte, nonostante le delusioni. Adesso aspetta risposte dalla società, da Polito e soprattutto da chi scende in campo.
La ricreazione è finita. Il Catanzaro non ha più tempo per cercare alibi o vivere dei successi passati. La società, il direttore sportivo, il nuovo allenatore e soprattutto i calciatori devono assumersi le proprie responsabilità.
Oggi non contano il bel gioco, le ambizioni o le promesse. Conta una cosa soltanto: salvare la categoria. Perché la Serie B è un patrimonio conquistato con anni di sacrifici. E perderla sarebbe un errore che Catanzaro non può permettersi.
Foto di Lorenzo Costa per UsCatanzaro.net
Harp


Se andate a rileggere i nostri commenti di fine agosto scoprirete che molti avevano dubbi sulla rosa e pochi erano convinti dell’allenatore, quindi se noi semplici tifosi avevamo substrato il disastro significa che non era difficile prevedere ciò che è successo, la società ha dei grandi meriti ma in questo caso ha sbagliato, c’è il tempo per rimediare, spero che le scelte vengono fatte senza farsi prendere dall’isteria e prevedendo le risorse adeguate.
FORZA AQUILE ❤️💛🦅
E ARRIVATO IL CONTO E SI DEVE PAGARE…..SPERIAMO CHE ARRIVIAMO AI PLAYOUT ALMENO…….AVA RAGGIUNI AQUILADELNORD COME TANTI DI NOI.
a questi 31 elementi in rosa vedrete che ne aggiungeranno altri 4/5 e avremo non solo il record della retrocessione più rapida degli annali calcistici prima della fine del girone di andata, ma anche quello, della rosa di c…. più ampia.
Comunicato dall’US CATANZARO: Mignani nuovo allenatore con Vergassola vice, più due collaboratori tecnici.
Ma il preparatore atletico chi sarà??
Con Gorgone la preparazione atletica è stata una catastrofe, spero ora in uno come si deve. Purtroppo ci siamo accorti tutti in questi 3 mesi come i nostri calciatori erano zombi in campo.