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Addio a Sandro Mazzola, il campione che incrociò il sogno del Catanzaro

Scritto da Redazione

Si è spento a 83 anni il simbolo della Grande Inter. Una carriera leggendaria, i trionfi con la Nazionale e quella domenica del 1971 al vecchio Militare.

Il calcio italiano saluta Sandro Mazzola, uno dei suoi protagonisti più rappresentativi. Figlio di Valentino, capitano del Grande Torino scomparso a Superga, seppe costruire una leggenda tutta sua, legando l’intera carriera alla maglia dell’Inter.

Quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Con la Nazionale conquistò l’Europeo del 1968 e raggiunse la finale del Mondiale del 1970, quello della celebre staffetta con Gianni Rivera.

Tra le sue imprese, la doppietta al Real Madrid nella finale di Coppa dei Campioni del 1964. Un talento straordinario, capace di unire tecnica, intelligenza e personalità.

Quella domenica a Catanzaro

Anche la storia giallorossa conserva un ricordo di Mazzola. Il 17 ottobre 1971, al vecchio stadio Militare, il Catanzaro neopromosso ospitò l’Inter campione d’Italia per il suo storico debutto casalingo in Serie A.

Una vigilia accompagnata anche da una polemica per alcune parole attribuite al fuoriclasse nerazzurro sulla città calabrese. Sul campo, l’Inter vinse 2-0 con le reti di Bedin e Facchetti.

Nel ritorno a San Siro, il 6 febbraio 1972, fu proprio Mazzola a decidere la sfida, firmando l’1-0.

Dopo il ritiro continuò a vivere il calcio da dirigente e commentatore, mantenendo un legame indissolubile con i colori nerazzurri.

Catanzaro lo ricorda anche così: con la maglia numero 10, su quel campo del Militare, in una domenica in cui le Aquile cominciavano a misurarsi con i grandi del calcio italiano.

Addio, Sandro.

Foto web Inter-Catanzaro 6 febbraio 1972

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